Lifestyle

Il Gps può aumentare l’inquinamento: cosa succede al traffico di Roma, Milano e Firenze

Il navigatore Gps è ormai uno strumento indispensabile per milioni di automobilisti, ma il suo utilizzo massiccio potrebbe avere anche un effetto inatteso sull’ambiente. Uno studio pubblicato su Nature Communications, realizzato da ricercatori della Scuola Normale Superiore, del Cnr e dell’Università di Pisa, ha analizzato il fenomeno nelle città di Roma, Milano e Firenze.

Il problema nasce quando una percentuale elevata di automobilisti segue contemporaneamente le indicazioni degli stessi navigatori. I percorsi, infatti, tendono a concentrarsi sulle medesime strade, provocando congestione e rallentamenti. Secondo Dino Pedreschi, docente di Intelligenza artificiale all’Università di Pisa, “con l’aumento dell’uso del Gps”, spiega Dino Pedreschi, “e di riflesso il numero di conducenti che ne segue le indicazioni, i percorsi tendono a convergere sulle stesse strade. Il traffico si concentra, si formano ingorghi che alimentano l’inquinamento. Oltre determinate soglie di uso di Gps, in media il 50%, i vantaggi ambientali diminuiscono e a volte si annullano completamente”.

Roma, Milano e Firenze: dove si concentra l’inquinamento

La ricerca mostra che l’aumento dell’utilizzo dei percorsi suggeriti dai navigatori sposta progressivamente le emissioni verso autostrade e grandi arterie, che rappresentano soltanto una piccola parte della rete stradale analizzata.

A Firenze, la quota di emissioni concentrate sulle strade ad alta capacità passa dal 17,6% al 36,3%. A Milano cresce dal 9,9% al 26,4%, mentre a Roma passa dal 26% al 33,7%.

Il fenomeno, secondo Pedreschi, non significa che il Gps sia dannoso in sé: “La concentrazione di auto sulle stesse arterie avviene in tutte le città”, spiega Pedreschi, “ma il vero problema è la congestione. Se il traffico è distribuito, non c’è ingorgo, altrimenti se la navigazione stradale individua per tutti un’unica strada ecco i rallentamenti con un notevole aumento delle emissioni. Il navigatore Gps è uno strumento fondamentale e non va assolutamente demonizzato, anzi è un aiuto straordinario, ma si può migliorare”.

La soluzione: algoritmi per distribuire le auto

I ricercatori stanno quindi lavorando a nuovi sistemi di navigazione capaci di considerare non soltanto il percorso migliore per il singolo automobilista, ma anche l’effetto che quella scelta produce sull’intero sistema del traffico.

Lo studio ha ricostruito la mobilità nelle ore di punta utilizzando dati Gps e le mappe di OpenStreetMap, simulando poi il comportamento dei veicoli, dagli incroci ai semafori fino a code e rallentamenti. Sono stati integrati anche gli itinerari proposti da Google Maps, Bing Maps, Mapbox e TomTom, aumentando progressivamente dal 10% al 100% la quota di automobilisti guidati dai navigatori.

L’obiettivo futuro è sviluppare un’intelligenza collettiva, capace di distribuire il traffico su più percorsi invece di indirizzare contemporaneamente migliaia di automobilisti verso la stessa strada. In questo modo il Gps potrebbe continuare a far risparmiare tempo agli automobilisti senza trasformare il vantaggio individuale in un problema per l’ambiente.

Published by
Filippo Limoncelli