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Influenza 2026, come riconoscerla e distinguerla dagli altri virus respiratori

Febbre alta, brividi, dolori muscolari, tosse e una stanchezza che può costringere a letto per diversi giorni. Con l’arrivo di novembre, l’influenza torna tra i temi di salute da conoscere, insieme agli altri virus respiratori che circolano nella stagione fredda. Ma come riconoscere i sintomi dell’influenza e distinguerli da quelli del raffreddore, del Covid-19 e delle altre infezioni respiratorie?

Non sempre è possibile farlo soltanto osservando i disturbi. L’influenza stagionale è causata da virus influenzali, ma durante l’autunno e l’inverno possono circolare contemporaneamente anche rinovirus, virus respiratorio sinciziale (VRS), SARS-CoV-2 e altri agenti patogeni. Alcune infezioni provocano manifestazioni molto simili e, in determinate situazioni, può essere necessario ricorrere a un test per identificare il virus responsabile.

Per la stagione 2026-2027, il Ministero della Salute ha pubblicato le raccomandazioni per la prevenzione dell’influenza e la vaccinazione antinfluenzale. Conoscere i sintomi, sapere come comportarsi quando ci si ammala e riconoscere i segnali che richiedono una valutazione medica è importante per proteggere la propria salute e quella delle persone più fragili.

Influenza 2026, quali sono i sintomi più comuni?

Influenza 2026, quali sono i sintomi più comuni? (blitzquotidiano.it)

L’influenza stagionale è un’infezione respiratoria che può interessare naso, gola e polmoni. I sintomi caratteristici tendono a comparire in modo piuttosto brusco e possono essere più intensi rispetto a quelli di un comune raffreddore.

Tra le manifestazioni più frequenti ci sono:

  • Febbre, spesso superiore a 38 °C, anche se non è presente in tutti i casi.
  • Brividi e sudorazione, che possono accompagnare l’aumento della temperatura.
  • Dolori muscolari e articolari, talvolta diffusi e particolarmente fastidiosi.
  • Mal di testa, che può essere associato a una sensazione generale di malessere.
  • Tosse, spesso secca all’inizio, che può persistere anche dopo la scomparsa degli altri sintomi.
  • Mal di gola e congestione nasale, che possono comparire insieme agli altri disturbi.
  • Stanchezza e debolezza, talvolta tali da rendere difficili le normali attività quotidiane.

Nei bambini possono comparire anche nausea, vomito e diarrea. Negli adulti, invece, i sintomi gastrointestinali sono meno caratteristici dell’influenza, anche se non sono impossibili.

La malattia non si presenta sempre nello stesso modo: alcune persone sviluppano febbre elevata e dolori intensi, mentre altre manifestano sintomi più lievi. Anche l’assenza di febbre, quindi, non esclude automaticamente un’infezione influenzale.

Influenza, raffreddore e Covid-19: quali sono le differenze?

Distinguere le diverse infezioni respiratorie può essere difficile, perché tosse, mal di gola, naso che cola e stanchezza sono sintomi condivisi da numerosi virus.

Esistono, tuttavia, alcune caratteristiche che possono aiutare a orientarsi, pur senza sostituire una diagnosi medica.

Influenza. Spesso esordisce bruscamente, con febbre, brividi, dolori muscolari, mal di testa e forte spossatezza. La tosse può essere importante e il malessere generale può interferire con le normali attività.

Raffreddore comune. Tende a iniziare più gradualmente e interessa soprattutto naso e gola. Starnuti, naso che cola, congestione nasale e irritazione della gola sono frequenti, mentre febbre alta e dolori muscolari diffusi sono meno comuni.

Covid-19. Può provocare febbre, tosse, mal di gola, stanchezza, dolori muscolari e congestione nasale, con manifestazioni che variano da persona a persona. La perdita dell’olfatto o del gusto può verificarsi, ma non è presente in tutti i casi.

Virus respiratorio sinciziale e altri virus respiratori. Possono causare sintomi simili a quelli di un raffreddore. Il VRS merita particolare attenzione nei neonati, nei bambini piccoli e negli anziani, soprattutto quando sono presenti fattori di rischio.

In generale, l’esordio improvviso con febbre e dolori muscolari è più tipico dell’influenza rispetto al raffreddore, ma non permette di identificarla con certezza. Per distinguere l’influenza dal Covid-19 o da altre infezioni può essere necessario un test, in particolare quando il risultato può influenzare le decisioni cliniche.

Quanto dura l’influenza e quando si è contagiosi?

Nella maggior parte delle persone, i sintomi principali dell’influenza migliorano nell’arco di una settimana, anche se la durata può variare in base all’età, alle condizioni di salute e alla gravità dell’infezione.

La febbre e i dolori muscolari tendono a ridursi nei primi giorni, mentre tosse e stanchezza possono persistere più a lungo. Se il malessere non migliora, peggiora dopo un iniziale recupero oppure i sintomi durano più del previsto, è opportuno consultare il medico.

Il periodo di incubazione, cioè il tempo che intercorre tra il contagio e la comparsa dei sintomi, è generalmente di circa due giorni, ma può variare da uno a quattro giorni.

Una persona adulta con influenza può trasmettere il virus già dal giorno precedente alla comparsa dei sintomi e continuare a essere contagiosa per circa cinque giorni dopo l’esordio. La contagiosità è generalmente maggiore nei primi giorni della malattia, mentre nei bambini e nelle persone immunodepresse può durare più a lungo.

Per ridurre il rischio di contagiare gli altri, è importante restare a casa durante la fase acuta, evitare i contatti ravvicinati con le persone fragili e adottare adeguate misure di igiene respiratoria.

Influenza, quando preoccuparsi e rivolgersi al medico?

Nella maggior parte degli adulti sani, l’influenza si risolve senza complicazioni. In alcuni casi, però, può provocare problemi più seri, tra cui polmonite, disidratazione o peggioramento di malattie croniche.

Un parere medico è particolarmente importante per le persone considerate più vulnerabili, come gli anziani, le donne in gravidanza, i bambini piccoli e chi soffre di patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche o di altre condizioni croniche.

È opportuno contattare il medico se la febbre è persistente, i sintomi non migliorano, il quadro clinico peggiora oppure, dopo un iniziale recupero, compaiono nuovi disturbi o si verifica un nuovo aumento della temperatura.

Ci sono, inoltre, segnali che richiedono una valutazione urgente, tra cui:

  • difficoltà respiratoria o respiro affannoso importante;
  • dolore o pressione persistente al torace;
  • confusione, difficoltà a rimanere svegli o alterazioni dello stato di coscienza;
  • segni di disidratazione importante, come una marcata riduzione della quantità di urina;
  • un peggioramento rapido delle condizioni generali.

In presenza di difficoltà respiratoria grave, dolore toracico intenso o alterazioni importanti dello stato di coscienza, è necessario chiamare i servizi di emergenza.

Le persone a rischio di complicanze dovrebbero contattare tempestivamente il medico quando compaiono sintomi compatibili con l’influenza. In alcuni casi, infatti, può essere indicato un trattamento antivirale, la cui utilità dipende dalle condizioni individuali e dal momento in cui viene iniziato. Gli antibiotici, invece, non agiscono contro i virus e non sono indicati per trattare una semplice infezione influenzale.

Come curare l’influenza a casa?

Quando i sintomi sono lievi e non ci sono fattori di rischio che richiedano una valutazione specifica, il trattamento è generalmente orientato ad alleviare i disturbi e favorire il recupero.

Le principali misure utili sono:

Riposo. Concedersi il tempo necessario per recuperare aiuta a evitare sforzi eccessivi durante la fase acuta.

Idratazione. Bere regolarmente acqua e altri liquidi contribuisce a compensare le perdite, soprattutto in presenza di febbre e sudorazione.

Farmaci per febbre e dolore. Quando necessario, possono essere utilizzati medicinali sintomatici, come il paracetamolo, seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo o del medico e prestando attenzione alle controindicazioni. È importante evitare di assumere contemporaneamente più prodotti che contengono lo stesso principio attivo.

Attenzione agli antibiotici. Non devono essere assunti di propria iniziativa per curare l’influenza: il loro impiego è riservato alle infezioni batteriche quando il medico ne ravvisa la necessità.

Contatti limitati durante la malattia. Restare a casa, arieggiare gli ambienti, lavare frequentemente le mani e coprire naso e bocca quando si tossisce o starnutisce aiuta a ridurre la diffusione dei virus.

In caso di gravidanza, patologie croniche, terapie in corso o sintomi importanti, è consigliabile chiedere indicazioni al medico o al farmacista prima di assumere medicinali.

Vaccino antinfluenzale 2026-2027, chi dovrebbe farlo?

La vaccinazione antinfluenzale è la principale misura di prevenzione contro l’influenza e le sue complicanze. La composizione del vaccino viene aggiornata periodicamente per tenere conto dell’evoluzione dei virus influenzali in circolazione.

Per la stagione 2026-2027, il Ministero della Salute raccomanda in particolare la vaccinazione alle categorie maggiormente esposte al rischio di complicanze. Tra queste rientrano le persone di età pari o superiore a 60 anni, le donne in gravidanza, i bambini nella fascia d’età indicata dalle raccomandazioni nazionali, gli operatori sanitari e le persone di qualsiasi età con determinate patologie croniche.

Le indicazioni specifiche dipendono dalle condizioni individuali e dalle raccomandazioni sanitarie vigenti. Per sapere se la vaccinazione è indicata e come accedervi, è possibile rivolgersi al medico di famiglia, al pediatra o ai servizi vaccinali della propria Regione.

Il vaccino non protegge da tutti i virus che causano infezioni respiratorie e non garantisce in assoluto di evitare l’influenza. Può però ridurre il rischio di ammalarsi e, soprattutto, quello di sviluppare forme gravi e complicanze.

Come prevenire l’influenza e gli altri virus respiratori?

Oltre alla vaccinazione, alcune semplici abitudini possono contribuire a limitare la diffusione delle infezioni durante i mesi più freddi.

È utile lavare spesso le mani con acqua e sapone, evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non pulite e coprire naso e bocca con un fazzoletto quando si tossisce o starnutisce. Gli ambienti chiusi dovrebbero essere arieggiati regolarmente, soprattutto quando sono frequentati da più persone.

Se si hanno sintomi respiratori, è preferibile evitare contatti ravvicinati con anziani, neonati e persone fragili. Una mascherina può offrire una protezione aggiuntiva quando è necessario stare vicino ad altre persone, soprattutto in ambienti chiusi o affollati.

Infine, è importante non sottovalutare i sintomi né affidarsi esclusivamente a rimedi casalinghi quando le condizioni peggiorano. Riconoscere i segnali di allarme e chiedere aiuto tempestivamente permette di gestire meglio la malattia e ridurre il rischio di complicazioni.

Influenza, raffreddore e Covid-19 possono avere sintomi simili, ma non sono la stessa infezione. L’esordio improvviso con febbre, brividi e dolori muscolari può far pensare all’influenza, senza però confermarla. In caso di dubbi, sintomi persistenti o fattori di rischio, il riferimento resta il medico, che può valutare se siano necessari test o trattamenti specifici.

Published by
Claudia Montanari