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La dieta che protegge i reni: meno zuccheri e grassi, più vegetali per ridurre il rischio di malattia cronica

Prendersi cura dei reni passa anche da ciò che portiamo in tavola. Un’alimentazione basata soprattutto su alimenti di origine vegetale, con un consumo limitato di zuccheri e grassi aggiunti, può ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare la malattia renale cronica, una condizione sempre più diffusa a livello globale. A suggerirlo è un ampio studio internazionale che rafforza il legame tra dieta, salute metabolica e funzione renale.

Una minaccia silenziosa che riguarda milioni di persone

La malattia renale cronica colpisce circa un adulto su dieci nel mondo e spesso evolve lentamente, senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Proprio per questo viene definita una patologia “silenziosa”, ma le sue conseguenze possono essere gravi: con il peggioramento della funzione renale aumentano il rischio cardiovascolare, la necessità di dialisi e la mortalità. Le proiezioni indicano che entro il 2040 potrebbe diventare una delle principali cause di morte a livello globale.

In questo scenario, la prevenzione assume un ruolo centrale e l’alimentazione si conferma uno degli strumenti più efficaci e modificabili.

Lo studio: cosa emerge dai dati

Lo studio: cosa emerge dai dati (blitzquotidiano.it)

La ricerca, condotta da un gruppo di nefrologi cinesi e pubblicata su una rivista medica internazionale, ha analizzato i dati di quasi 180 mila persone di età compresa tra 40 e 69 anni. I partecipanti sono stati seguiti per oltre dieci anni, durante i quali sono state raccolte informazioni dettagliate sulle abitudini alimentari e sullo stato di salute.

Nel periodo di osservazione, poco meno del 3% dei partecipanti ha sviluppato una forma di malattia renale cronica. Incrociando questi dati con i modelli alimentari, i ricercatori hanno osservato una tendenza chiara: chi seguiva con maggiore costanza un’alimentazione ispirata alla cosiddetta dieta planetaria presentava un rischio sensibilmente più basso di ammalarsi.

Cos’è la dieta planetaria EAT-Lancet

La dieta EAT-Lancet nasce con un doppio obiettivo: tutelare la salute umana e ridurre l’impatto ambientale del sistema alimentare. Il suo principio cardine è dare priorità agli alimenti vegetali, come frutta, verdura, legumi, cereali integrali e frutta secca, mantenendo un consumo moderato di prodotti animali e limitando in modo deciso zuccheri e grassi aggiunti.

Non si tratta di un regime estremo o restrittivo, ma di un modello flessibile che punta sull’equilibrio e sulla qualità degli alimenti. Ed è proprio questa combinazione a renderlo interessante anche dal punto di vista della salute renale.

Perché zuccheri e grassi pesano sui reni

Un aspetto distintivo della dieta planetaria è la riduzione degli zuccheri e dei grassi aggiunti, elementi spesso presenti in eccesso nelle diete occidentali. Un consumo elevato di questi nutrienti è associato a infiammazione cronica, stress ossidativo e alterazioni metaboliche che, nel tempo, possono danneggiare anche i reni.

Secondo i ricercatori, limitare questi componenti aiuta a ridurre i meccanismi che favoriscono la progressione della malattia renale, migliorando al contempo il controllo del peso, della pressione arteriosa e della glicemia, tutti fattori strettamente legati alla salute dei reni.

Il ruolo chiave di frutta e verdura

Frutta e verdura non sono importanti solo per l’apporto di vitamine e minerali. La loro ricchezza in fibre, antiossidanti e composti bioattivi contribuisce a contrastare l’infiammazione e a migliorare la funzione metabolica generale. Numerosi studi precedenti avevano già osservato un’associazione tra un alto consumo di alimenti vegetali e un minor rischio di malattia renale cronica.

La dieta EAT-Lancet rafforza questo approccio, integrandolo in un modello coerente che tiene conto anche della qualità complessiva della dieta e non solo dei singoli alimenti.

Un beneficio ancora maggiore in ambienti meno favorevoli

Un dato interessante emerso dallo studio riguarda il contesto ambientale. I benefici della dieta planetaria risultavano ancora più evidenti nelle persone che vivevano in aree con scarsa presenza di spazi verdi. Secondo gli autori, in contesti meno favorevoli dal punto di vista ambientale, uno stile alimentare sano potrebbe compensare parzialmente altri fattori di rischio legati allo stile di vita.

Published by
Claudia Montanari