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La Pasqua nel rock: Patti Smith, Jefferson Airplane, 13th Floor Elevators…

Questa settimana vi propongo un articolo in tema con il periodo che stiamo attraversando, sia letteralmente che metaforicamente. Da un punto di vista letterale, se il rock è considerato figlio del blues, ovvero “la musica del diavolo”, è lecito chiedersi: come entra la Pasqua nel rock?

Be’, innanzitutto è bene ricordare che la festività cristiana della Pasqua si è sovrapposta a tradizioni molto più antiche, che nello stesso periodo dell’anno celebravano la primavera e la rinascita della natura. Sembra che la parola inglese per Pasqua, ovvero Easter, possa essere ricollegata a un’antica divinità sassone, Ostara, venerata infatti come portatrice della rinascita primaverile. Molte canzoni rock incentrate sul tema pasquale fanno riferimento più a una visione “pagana” che cristiana, o addirittura utilizzano la Pasqua come spunto di riflessione per mettere in discussione l’ipocrisia con cui viene spesso presentata la religione, qualsiasi religione, quando ad esempio è utilizzata come pretesto per iniziare le guerre.

Da un punto di vista metaforico, quindi, uno dei temi fondamentali legati alla Pasqua è quello della pace. Gran parte delle canzoni a tema pasquale sono in realtà appelli per la pace, quando non si trasformano in veri e propri atti di accusa contro le guerre e i guerrafondai. Anche il tema della resurrezione viene spesso utilizzato, sia in senso letterale che metaforico: in questo secondo caso, i legami con le tradizioni popolari e pagane antiche diventano più evidenti. Ma tra i simboli legati alla Pasqua che ritornano frequentemente nelle canzoni, interpretati in maniera incredibilmente varia, troviamo anche le uova, anch’esse un simbolo antico legato all’idea della rinascita della natura, e i coniglietti, che sembrano derivare in qualche modo dal mito sassone di Ostara.

La storia raccontata nella Bibbia sarebbe già sufficiente per ispirare centinaia di possibili canzoni: basterebbe raccontarla così com’è per risultare affascinante, oltre che densa di significati nascosti. E in effetti è quello che succede in brani scritti da musicisti in ambito religioso, che in genere si concentrano su uno o due aspetti dell’intera storia. Così, ad esempio, nel 1974 il gruppo gospel britannico 2nd Chapter of Acts scrive Easter Song. La canzone verrà ripresa, con molto più successo, da Keith Green nel 1977 nel suo album For Him Who Has Ears to Hear. Ma fra gli artisti che hanno attinto direttamente dalla Bibbia, vale la pena ricordare anche i Flower Kings, che nel loro Retropolis del 1996 hanno inserito un brano intitolato Judas Kiss.

Peter Gabriel, nel 1989, ha dedicato un intero album alla passione di Pasqua: Passion è un’elaborazione della colonna sonora che Gabriel aveva scritto per il film di Scorsese del 1988 La passione di Cristo. Già la traccia iniziale, The Feeling Begins, ci dà un’idea delle atmosfere di cui si compone l’album, che tra le altre cose è considerato una pietra miliare nella diffusione della world music.

Tornando indietro nel tempo, c’è il caso dell’Inno per il mercoledì di Pasqua scritto da Thomas de Hartmann, pianista e compositore che fu stretto collaboratore di Gurdjieff. La sua composizione per piano presenta un’atmosfera più in linea con il rito ortodosso che con la Pasqua cattolica. Certamente, qui siamo usciti dal seminato della musica rock, per quanto si possa intendere il termine in senso lato. Ma questa stessa composizione è stata ripresa da Keith Jarrett e pubblicata con il titolo di Easter Hymn nell’album G.I. Gurdjieff: Sacred Hymns del 1980.

Come avviene anche per alcune canzoni a tema natalizio, ad esempio Fairytale of New York dei Pogues, il clima festivo, nel nostro caso pasquale, può essere utilizzato come sfondo degli eventi narrati nella canzone, creando in qualche modo stratificazioni di simboli e di interpretazioni. Uno degli esempi più classici è probabilmente Easter Parade, brano scritto da Irving Berlin nel 1933 per il musical As Thousand Cheer, in seguito adattato per il cinema e tradotto in italiano come La parata delle stelle. Il brano di Berlin ebbe talmente tanto successo che venne riutilizzato più volte in produzioni cinematografiche successive: in La grande strada bianca di Henry King del 1938, in La taverna dell’allegria di Max Sandrich del 1942, in cui è cantata da Bing Crosby, oltre che nell’adattamento del 1948 della Parata delle stelle, in cui è eseguita da Judy Garland e Fred Astaire. La grande fortuna del brano ha portato a una serie di canzoni successive che portano lo stesso titolo e che, pur variando la storia, si basano spesso sullo stesso principio del clima festivo di Pasqua come sfondo per il racconto di una storia: fra le tante, vi segnalo The Easter Parade di Emmy the Great, tratta da First Love del 2009.

Per quanto riguarda invece le uova come simbolo della Pasqua, della vita che rinasce in primavera, della resurrezione e via dicendo, vi segnalo Easter Eggs dei Bloodkin, brano incluso nell’album dal titolo anch’esso a tema Baby, They Told Us We Would Rise Again, pubblicato nel 2009. Un tono decisamente più dissacratorio e scanzonato lo si trova invece in una canzone che lega il simbolismo delle uova con quello del coniglio, registrata nel 2009 da una band già dissacratoria nel nome: The Toilet Bowl Cleaners. La loro musica è, incredibilmente, descritta spesso come “musica per bambini”, ma secondo me è più vicina alla musica demenziale stile Elio e le Storie Tese. Nell’album Holiday Poop Puke & Pee Songs, hanno incluso una brevissima storia che potremmo descrivere come il racconto delle delusioni delle aspettative di un bambino la mattina di Pasqua: Easter Bunny Poop Pellets. Mai fidarsi delle apparenze, soprattutto se si trovano in giro piccole uova di cioccolato già scartate: sempre meglio annusare prima…

Menzioni speciali

Sebbene a prima vista l’accostamento fra Pasqua e rock potrebbe sembrare improbabile, esistono esempi validi sufficienti per inserire in questa sezione le canzoni che non hanno trovato spazio nella carrellata che segue. E in alcuni casi si tratta anche di casi importanti. Naturalmente qui ho inserito solo brani in cui il riferimento alla Pasqua è esplicito, escludendo quelli che potrebbero essere associati alla festività solo sulla base di un tema analogo.

Gli scozzesi The Blue Nile hanno pubblicato il loro album di esordio A Walk Across the Rooftops nel 1984. All’interno dell’album troviamo un brano, scritto da Paul Buchanan, che si inserisce ancora una volta nella tradizione iniziata da Berlin: anche la Easter Parade dei Blue Nile, infatti, descrive scene di una parata di Pasqua, una giornata di festa in una città “perfetta in ogni dettaglio”, quasi a mostrare una nostalgia per un luogo immaginario, con l’atmosfera pasquale come sfondo.

Ma a proposito di nomi importanti che hanno dedicato almeno un brano alla Pasqua, i Simple Minds, ancora nel 1984, hanno pubblicato la loro East at Easter nell’album Sparkle in the Rain. East at Easter è un vero e proprio appello per la pace, che i Simple Minds costruiscono su un brano di atmosfera, dominato dai sintetizzatori.

Se cominciate a pensare che tutte le canzoni a tema pasquale siano lente e riflessive ballate di atmosfera, be’, ricredetevi. Nel 2019, i Darkness hanno pubblicato Easter is Cancelled nel loro omonimo album, che significativamente presentava in copertina una scena di crocifissione, decapitazioni e violenze perpetrate da personaggi rappresentati con l’aureola. Easter is Cancelled è un’altra canzone pacifista, che mette a nudo l’ipocrisia senza scrupoli dei potenti, visti come agenti del male che “seminano la malattia per poter vendere la cura”.

Anche gli Stone Roses hanno inciso un brano con riferimenti alla Pasqua. I Am the Resurrection è il singolo estratto dall’album di esordio The Stone Roses, pubblicato dalla band di Manchester nel 1989. Il brano contiene diversi riferimenti biblici nel testo ed è caratterizzato da una notevole coda psichedelica, tratto ricorrente nelle composizioni della band.

Ancora dal 1989 arriva infine Happy Bunny Goes Fluff-Fluff Along, brano strumentale che chiude l’Ep di esordio Pure della band noise Jesus Lizard.

Frank Zappa, Watermelon in Easter Hay

Watermelon in Easter Hay è la penultima traccia di Joe’s Garage, album di Frank Zappa del 1979 incentrato sulla storia distopica di un adolescente americano che si ritrova a vivere in un mondo in cui la musica viene proibita. Il protagonista, dopo essere stato incarcerato, viene alla fine rilasciato, ormai “riprogrammato” ad accettare di abbandonare la musica, e immagina un ultimo grande assolo di chitarra nella sua testa. Il brano si apre con le parole del narratore, il “central scrutinizer”, che sentenzia che la musica che Joe immagina esiste solo nella sua testa e che lui è ormai pronto ad accettarlo. La versione che vi propongo nel video è invece tratta da un live del 1988, in cui il recitato iniziale viene saltato, per lasciare spazio al brano strumentale.

Marillion, Easter

Easter è il terzo singolo estratto dall’album Seasons End del 1989 degli scozzesi Marillion, il primo album con Steve Hogarth alla voce dopo l’uscita di Fish dalla band. Easter è proprio un brano scritto da Hogarth, ispirato a una poesia di William Butler Yeats, Easter 1916, che a sua volta era nata in reazione ai tragici eventi di una rivolta fallita in Irlanda nella Pasqua del 1916 appunto, e repressa violentemente dall’esercito britannico. Sotto l’andamento e la struttura prog di costante cambiamento, il brano conserva un certo “sapore” celtico nella parte iniziale, per poi passare a un tono epico nella lunga coda conclusiva, che esorta alla solidarietà e al pacifismo.

Tangerine Dream, The Evening Before Easter

Nel 2011 i Tangerine Dream hanno dato il via ad una serie di pubblicazioni ispirate alle atmosfere di alcune opere letterarie. The Angel of the West Window è il secondo album di questa serie, uscito proprio nel 2011. Si tratta di un album ispirato al romanzo di Gustav Meyrink L’angelo della finestra d’Occidente: una storia alchemica, in cui la resurrezione è vista come metafora della trasformazione alchemica, in particolare nella forma della reincarnazione di un antico alchimista, John Dee, nel protagonista, il barone Muller. The Evening Before Easter è il secondo brano dell’album, fra elettronica, space rock e atmosfere quasi da colonna sonora del romanzo.

Tracy Chapman, Before Easter

Tracy Chapman ha costruito la sua carriera di cantautrice su testi che riescono a svelare i lati più fragili dell’animo umano, sia quando racconta delle storie che quando propone delle riflessioni. Before Easter appartiene a questa seconda categoria. Tratto da Where You Live, album pubblicato nel 2005 con la partecipazione di Flea al basso, il brano prende spunto dal giorno della resurrezione di Gesù per parlare in realtà di quanto noi ci consideriamo peccatori e di quanto nascondiamo il peccato. L’attesa della Pasqua diventa quindi un momento per una sorta di autocritica.

Patti Smith, Easter

Easter è il terzo album in studio di Patti Smith, uscito nel 1978. Un album che è una sorta di rituale pagano rock, un’opera sciamanica in cui la “sacerdotessa del rock” ci eleva con le sue poesie di parole e musica e dalla quale usciamo, in un certo senso, rinati. La title track, in linea con questa interpretazione, sembra parlarci del mistero della ciclicità della vita, della resurrezione come metafora spirituale, più che della festività religiosa.

Jefferson Airplane, Easter?

Per i Jefferson Airplane, il punto interrogativo era la chiave di tutto: cosa significa “pasqua”? Inclusa in Long John Silver, album del 1972, Easter? è una canzone scritta da Grace Slick: un vero e proprio atto di accusa contro le ipocrisie e le meschinità del potere religioso, in cui il papa viene chiamato in causa direttamente. Ma è soprattutto una canzone pacifista, contro le guerre combattute nel nome di una qualsiasi religione: “un uomo di pace muore, e iniziano centinaia di guerre” recita il testo.

Love Battery, Easter

Dal mondo del grunge arriva questa Easter, pubblicata dai Love Battery nell’album Between the Eyes del 1991, ma in realtà uscita due anni prima come lato B del singolo Between the Eyes. I Love Battery sono una band di Seattle attiva dagli anni Novanta, gli anni ruggenti del grunge. La loro Easter ci presenta un Cristo salvatore che dà conforto ai disperati, senza guardare al denaro o alle cose superficiali: la resurrezione è una vera e propria magia per i Love Battery.

13th Floor Elevators, Slip Inside This House

I 13th Floor Elevators sono stati tra i paladini della “summer of love”, del lato più psichedelico della controcultura hippie americana degli anni Sessanta. Il loro secondo album, uscito proprio nel 1967, si intitolava Easter Everywhere. Il tema pasquale pervadeva quindi, in qualche modo, l’intero album. Ma non in senso strettamente religioso: il titolo deriva dall’idea della “coscienza superiore”, come spiegarono gli stessi artisti in un’intervista, “e dalla realizzazione che si può rinascere. Si può cambiare costantemente e diventare una persona sempre migliore”. L’intero album è pieno di riferimenti anche al buddismo e all’induismo. Slip Inside This House è la traccia di apertura di Easter Everywhere.

XTC, Easter Theatre

Easter Theatre è la terza traccia dell’album Apple Venus Volume 1, pubblicato dagli XTC nel 1999. Il titolo sembra riferirsi all’idea di rinascita, di primavera. L’intero album tocca temi legati al paganesimo, quindi anche in questo caso la Pasqua è da considerarsi più metaforica che letterale, con una serie di “quadri” primaverili, in cui il sacrificio di Odino che si impicca sull’albero sacro Yggdrasil viene implicitamente paragonato a quello di Cristo sulla croce.

The Residents, Easter Woman

Easter Woman è la traccia di apertura del singolarissimo Commercial Album che i Residents hanno pubblicato nel 1980. L’album è composto da 40 canzoni, tutte rigorosamente di un minuto, e si avvale della collaborazione di diversi nomi importanti, fra cui Chris Cutler e Fred Frith degli Henry Cow, David Byrne, Brian Eno e Andy Partridge degli XTC sotto lo pseudonimo di Sandy Sandwich. In questo brevissimo gioiello musicale, la “donna di pasqua” è una metafora per la morte, che ha portato via la moglie del protagonista della canzone. In fin dei conti, è abbastanza logico, per quanto inusuale, pensare che per esserci resurrezione ci debba prima essere la morte.

 

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Published by
Roberto Cruciani