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La storia dell’auto rimasta in bilico nella frana di Niscemi

Tra le immagini più impressionanti della frana che ha colpito Niscemi c’è quella di un’auto rimasta in bilico sul precipizio. È una Ford Fiesta del 2002, 1.400 diesel, con 97 mila chilometri, appartenente a Marcello Di Martino, geometra comunale in pensione.

L’uomo racconta che la vettura era parcheggiata nel garage della sua abitazione, con accesso dalla strada panoramica di via Angelo d’Arrigo, crollata insieme a parte dell’edificio. «L’avevo parcheggiata nel mio garage, dove si entra dalla strada panoramica, via Angelo d’Arrigo, che è venuta giù con mezzo garage. È una 1.400 diesel, la usavo solo per andare fuori città. In città uso la Seicento», spiega. Quell’auto, usata solo per gli spostamenti fuori città, è diventata suo malgrado il simbolo visivo del disastro.

I momenti della fuga

Il cedimento è avvenuto nel primo pomeriggio. “È andata così: quel giorno, alle due del pomeriggio, noi avevamo appena finito di pranzare quando qualcuno ha bussato a casa nostra urlando “uscite uscite, c’è la frana c’è la frana”. Di Martino ha pensato subito alla moglie Cinzia, con difficoltà motorie. “La prima cosa che ho fatto è stata prendere subito mia moglie, che non può muoversi, per caricarla nell’altra auto, la Seicento. Ho preso anche qualche coperta e tutto quello che ho trovato a portata di mano. Prima di uscire ho staccato gas e luce per sicurezza, c’era puzza. Ho guardato verso la strada e mi sono accorto che qualcosa non andava. Poi ho visto una crepa e a quel punto siamo partiti”. La coppia ha trovato riparo prima in campagna, poi grazie all’aiuto di un’amica che li ha ospitati.

La storia dell’auto rimasta in bilico nella frana di Niscemi (foto ANSA) – Blitz quotidiano

Perdite e ricordi

Rientrato con i Vigili del fuoco, Di Martino ha recuperato solo l’essenziale. “Sono andato con i Vigili del fuoco a prendere medicine e documenti e un paio di scarpe ma dovevo far presto e ho dovuto lasciare lì tutto il resto. Non ce l’ho fatta a prendere le foto del matrimonio e quelle di mio figlio, che vive a Roma. Mi aveva chiamato per chiedermelo: papà, se ce la fai, prendi quelle di quando ero piccolo e anche la macchinina nella libreria che mi ricorda la mia infanzia, non ce l’ho fatta…”.

La casa sarà probabilmente demolita. “Se non va giù la demoliranno. Abbiamo perso tutto”. E guardando la Fiesta sospesa nel vuoto conclude: “Prima o poi cadrà anche quella. Tutte le volte che la vedo in televisione mi viene un nodo alla gola. Sa, ha passato anche lei 24 anni con noi. Sono andato all’assicurazione per vedere se si può sospendere la polizza che scade in agosto. Mi hanno detto che hanno bisogno dei documenti. Ma come faccio a recuperarli, ho detto. Mio figlio allora ha trovato una foto del precipizio dove si vede la targa. Vediamo se possono fare qualcosa. Ma queste sono piccole cose. Qui la tragedia è enorme”.

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Filippo Limoncelli