Lavoro, l’orario non basta più: un dipendente su tre resta reperibile anche fuori dall’ufficio (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il lavoro non finisce più necessariamente quando scatta l’orario di uscita. Messaggi, telefonate, email e richieste dell’ultimo minuto continuano a occupare il tempo personale di molti dipendenti, rendendo sempre più difficile separare vita professionale e privata. Secondo un’analisi di Hays Italia, il 32,5% dei lavoratori dichiara di essere spesso o sempre chiamato a rimanere reperibile anche fuori dall’orario di lavoro. A questo si aggiunge il fenomeno degli straordinari: il 52,2% afferma di svolgere almeno un’ora di lavoro aggiuntivo ogni settimana e, nel 48,5% dei casi, queste ore non vengono riconosciute. Una situazione che può tradursi in stanchezza e difficoltà nel recuperare le energie.
La cosiddetta “sindrome da rientro” non sarebbe quindi legata soltanto alla fine delle ferie, ma anche alle condizioni in cui i lavoratori tornano alla propria attività. Riunioni frequenti, attività da svolgere contemporaneamente, priorità che cambiano rapidamente e aspettative di reperibilità possono rendere insufficiente anche un periodo di pausa. Per Hays, diventa quindi fondamentale intervenire sull’organizzazione quotidiana del lavoro. Carichi sostenibili, una leadership efficace, maggiore autonomia e flessibilità possono contribuire a migliorare il benessere dei dipendenti e favorire un equilibrio più sano tra lavoro e vita privata.
Il problema riguarda anche le imprese, soprattutto sul fronte della retention. Secondo la Salary Guide 2026 di Hays Italia, oltre il 44% dei professionisti sarebbe disposto a cambiare azienda nei prossimi 12 mesi. La prevenzione del burnout diventa quindi una questione strategica: il 32% delle aziende la considera una delle leve più importanti per trattenere i propri dipendenti. Staccare durante le vacanze, dunque, potrebbe non essere sufficiente. Per evitare l’esaurimento lavorativo servono condizioni sostenibili durante tutto l’anno, con carichi equilibrati, autonomia, flessibilità e reali momenti di recupero.