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Morbillo, aumentano i casi in Italia: l’allarme degli esperti

L’Italia torna a fare i conti con una significativa crescita dei casi di morbillo. L’allarme è stato lanciato da Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, mentre una circolare del Ministero della Salute segnala un aumento dei contagi nel 2026, già superiori ai livelli registrati nel 2024.

“Siamo di fronte a una vera e propria emergenza morbillo”, ha spiegato Bassetti in un video pubblicato sui social. Secondo l’esperto, soltanto in Liguria sono stati registrati 12 casi negli ultimi 20 giorni, con quattro ricoveri al San Martino caratterizzati da “complicanze polmonari, neurologiche, epatiche”.

Il morbillo è una malattia estremamente contagiosa, provocata da un virus a Rna appartenente al genere Morbillivirus. Il suo indice di contagiosità R0 viene stimato tra 12 e 18, rendendo molto rapida la diffusione soprattutto negli ambienti chiusi e tra le persone prive di immunità.

Sintomi e possibili complicazioni

La malattia presenta generalmente un periodo di incubazione compreso tra 10 e 14 giorni. I primi sintomi possono essere simili a quelli influenzali e comprendono febbre elevata, tosse secca, raffreddore e congiuntivite. Possono inoltre comparire nella bocca le caratteristiche macchie di Koplik, seguite dalla comparsa del tipico sfogo cutaneo.

Il contagio interessa soprattutto le persone non vaccinate o che non hanno sviluppato un’immunità precedente. Tra i soggetti più esposti ci sono i bambini troppo piccoli per essere vaccinati e gli adulti non immunizzati.

Nonostante venga spesso considerato una malattia tipica dell’infanzia, il morbillo può provocare complicazioni anche importanti. Tra queste rientrano otiti, polmoniti, sovrainfezioni batteriche ed encefaliti acute. Le forme più gravi possono richiedere il ricovero e, in alcuni casi, avere conseguenze potenzialmente letali.

Il ruolo della vaccinazione e della copertura del 95%

Non esiste un trattamento antivirale specifico contro il virus del morbillo. La terapia è quindi principalmente di supporto e mira a gestire i sintomi e le eventuali complicazioni. La principale forma di prevenzione rimane la vaccinazione, generalmente effettuata attraverso i vaccini Mpr o Mprv.

Per ridurre la circolazione del virus e interrompere la trasmissione, le autorità sanitarie indicano come obiettivo una copertura vaccinale di almeno il 95% della popolazione target con due dosi. Quando la copertura scende sotto questa soglia, aumentano le cosiddette sacche di suscettibilità, favorendo la comparsa e la diffusione di focolai.

Il controllo del proprio stato vaccinale e il completamento del ciclo previsto rappresentano quindi strumenti fondamentali per ridurre la circolazione del morbillo e proteggere anche le persone che non possono essere vaccinate.

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Francesca Ripoli