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Neuroni classificati non per dove risiedono ma per cosa trasmettono: più facile curare il cervello (e le dipendenze)

Guardare ai neuroni in modo nuovo, classificandoli non secondo l’area del cervello in cui risiedono ma in base ai neurotrasmettitori che usano per comunicare, può predire meglio la loro identità e il loro ruolo nell’apprendimento.

Lo dimostra uno studio sui topi guidato dall’Università del Colorado a Boulder. I risultati, pubblicati sulla rivista Science Signaling, potrebbero fornire nuovi spunti per il trattamento di disturbi psichiatrici e delle dipendenze.

Quali neurotrasmettitori usano i neuroni

Lo studio si è focalizzato sui neuroni dell’area tegmentale ventrale (Vta) del cervello, che svolge un ruolo centrale nell’apprendimento e nei comportamenti motivati da ricompensa e avversione. La maggior parte degli studi scientifici tratta questi neuroni come un blocco monolitico o li classifica in base alla loro posizione all’interno della Vta.

Neuroni classificati non per dove risiedono ma per cosa trasmettono: più facile curare il cervello (e le dipendenze) (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Al contrario, i ricercatori statunitensi hanno cercato di cogliere più sfumature considerando i neurotrasmettitori che questi neuroni usano per interagire. Grazie a diverse strategie genetiche, hanno isolato l’attività dei neuroni che usano la dopamina da sola o insieme al glutammato.

Questi esperimenti hanno rivelato che il tipo di neurotrasmettitore coinvolto poteva predire le proprietà elettrofisiologiche dei neuroni, nonché il modo in cui questi modellavano i comportamenti nei topi durante i test di apprendimento basati sull’avversione e sulla ricompensa.

Passo avanti per la cura delle dipendenze

Ad esempio, i neuroni che usavano sia glutammato che dopamina erano più eccitabili: queste cellule contribuivano all’apprendimento dopo eventi avversivi attraverso un enzima chiamato tirosina idrossilasi e all’apprendimento basato sulla ricompensa attraverso il trasportatore del glutammato Vlut2.

La nuova classificazione potrebbe quindi offrire un quadro più articolato della popolazione di neuroni della Vta e contribuire, in prospettiva, alla ricerca sui disturbi psichiatrici associati ai circuiti della ricompensa, tra cui le dipendenze.

Published by
Amedeo Vinciguerra