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Nuovo farmaco contro il grasso, l’iniezione che elimina gli adipociti

Un’iniezione sperimentale potrebbe aprire una strada completamente diversa rispetto ai farmaci dimagranti oggi più conosciuti. Invece di agire principalmente sulla fame e sulla sazietà, CBL-514 punta direttamente alle cellule che immagazzinano il grasso, inducendole a morire attraverso un processo chiamato apoptosi.

L’idea è particolarmente interessante perché il trattamento viene somministrato direttamente nel tessuto adiposo e mira soprattutto al grasso sottocutaneo dell’addome, quello che si trova immediatamente sotto la pelle e che possiamo afferrare con le dita.

I primi studi sull’uomo hanno mostrato una riduzione significativa del grasso addominale. I dati più recenti, presentati al congresso dell’European Association for the Study of Diabetes (EASD) a Milano, suggeriscono inoltre che il trattamento potrebbe ridurre anche il grasso viscerale, quello più profondo che circonda gli organi.

Ma attenzione: si tratta ancora di un farmaco sperimentale, non di una terapia disponibile per dimagrire. E soprattutto non è ancora dimostrato che questa strategia produca una significativa perdita di peso o migliori la salute nel lungo periodo.

Come funziona il nuovo farmaco

CBL-514 appartiene a una classe sperimentale di trattamenti iniettivi destinati a ridurre il tessuto adiposo. Il suo meccanismo è molto diverso da quello di semaglutide e tirzepatide. I farmaci GLP-1 e GIP/GLP-1 agiscono soprattutto sui meccanismi che regolano appetito, sazietà e metabolismo, contribuendo così a ridurre l’assunzione di cibo e il peso corporeo.

CBL-514, invece, viene iniettato nel tessuto adiposo e cerca di eliminare direttamente gli adipociti, cioè le cellule specializzate nell’accumulo di grasso.

Il meccanismo coinvolge l’apoptosi, una forma di morte cellulare programmata. L’obiettivo è far sì che gli adipociti si autodistruggano senza provocare la necrosi dei tessuti circostanti.

È proprio questa caratteristica ad aver attirato l’attenzione dei ricercatori: invece di limitarsi a ridurre il contenuto di grasso delle cellule, il trattamento punta a ridurre il numero stesso di cellule adipose nella zona trattata.

Il grasso addominale è davvero diminuito

Uno degli studi più importanti disponibili è stato pubblicato nel 2026 sull’Aesthetic Surgery Journal. Si trattava di uno studio randomizzato, controllato con placebo e in singolo cieco, condotto su 108 adulti con una quantità moderata o severa di grasso sottocutaneo addominale.

I partecipanti hanno ricevuto fino a quattro trattamenti a distanza di tre settimane oppure un placebo. A 12 settimane, il 76,7% dei partecipanti trattati con CBL-514 aveva ottenuto almeno un miglioramento di un grado nella scala utilizzata dai medici per valutare il grasso addominale, contro il 18,9% nel gruppo placebo.

Anche le valutazioni effettuate direttamente dai partecipanti hanno mostrato risultati simili.

Ma il dato più interessante arriva dalla risonanza magnetica: nel gruppo trattato, il volume del grasso addominale era diminuito in media di circa 153 millilitri, pari a una riduzione del 20,3% rispetto al valore iniziale. La maggior parte delle persone che aveva risposto al trattamento mostrava già un miglioramento dopo una o due somministrazioni.

Non è però una nuova versione di Ozempic

Non è però una nuova versione di Ozempic (blitzquotidiano.it)

Il confronto con i farmaci GLP-1 può essere fuorviante. CBL-514 non è stato sviluppato, almeno per ora, come semplice alternativa a semaglutide o tirzepatide per perdere peso in tutto il corpo. La sua caratteristica principale è infatti quella di agire localmente, nel tessuto adiposo raggiunto dall’iniezione.

Questo significa che l’obiettivo iniziale è soprattutto la riduzione del grasso localizzato, in particolare quello addominale. Ed è anche il motivo per cui è stato paragonato all’effetto della liposuzione.

La somiglianza, però, riguarda soprattutto il concetto di riduzione mirata del tessuto adiposo: CBL-514 non è una liposuzione farmacologica vera e propria e non esistono ancora dati sufficienti per dire che possa sostituire un intervento chirurgico.

La novità riguarda anche il grasso viscerale

La parte più interessante dei nuovi dati presentati all’EASD riguarda il grasso viscerale. I ricercatori hanno analizzato un sottogruppo di partecipanti provenienti da due studi di fase 2, utilizzando la risonanza magnetica per misurare il volume del tessuto adiposo viscerale.

Nel gruppo che aveva ricevuto CBL-514 erano disponibili dati di 23 partecipanti, mentre 17 appartenevano al gruppo placebo.

Quattro settimane dopo l’ultimo trattamento, il volume del grasso viscerale era diminuito mediamente del 12,01% nel gruppo CBL-514, mentre era aumentato del 5,68% nel gruppo placebo.

Al successivo controllo, effettuato tra 8 e 12 settimane dopo l’ultimo trattamento a seconda dello studio, la riduzione rispetto al valore iniziale era ancora del 10,45% nel gruppo trattato. Nel gruppo placebo, invece, il grasso viscerale era aumentato dell’11,76%.

La differenza tra i due gruppi arrivava così a oltre 22 punti percentuali. È un risultato interessante perché il grasso viscerale non è semplicemente una questione estetica.

Perché il grasso viscerale è diverso da quello sotto la pelle

Il grasso sottocutaneo è quello che si trova immediatamente sotto la pelle. È quello che possiamo vedere e, in parte, afferrare. Il grasso viscerale, invece, si trova più in profondità, all’interno dell’addome e attorno agli organi.

Una quantità elevata di grasso viscerale è associata a un maggiore rischio di alterazioni metaboliche, insulino-resistenza, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

Per questo motivo, se una terapia riuscisse davvero a ridurre in maniera significativa e duratura il grasso viscerale, l’interesse sarebbe molto maggiore rispetto a quello per un semplice trattamento estetico del girovita. Ma questo è ancora un obiettivo da dimostrare.

E gli effetti collaterali?

Finora il profilo di tollerabilità riportato negli studi appare favorevole. Gli effetti indesiderati più comuni sono stati dolore, arrossamento e gonfiore nella zona dell’iniezione, generalmente lievi, moderati e temporanei.

Nel sottogruppo analizzato per il grasso viscerale non sono stati riportati eventi avversi gravi. Questo, però, non significa che il farmaco possa già essere considerato sicuro nel lungo periodo.

I dati disponibili riguardano ancora studi relativamente piccoli e con un periodo di osservazione limitato. Per un trattamento destinato eventualmente a essere utilizzato su larga scala serviranno quindi studi più grandi e soprattutto un follow-up molto più lungo.

Può evitare il recupero del peso dopo Ozempic e Mounjaro?

È questa una delle ipotesi più interessanti, ma anche quella che richiede maggiore cautela. I farmaci GLP-1 e le terapie correlate possono determinare una significativa perdita di peso, ma dopo la loro sospensione molte persone recuperano una parte del peso perduto.

I ricercatori stanno quindi studiando se eliminare una parte degli adipociti possa rendere più difficile il successivo accumulo di grasso. Nei modelli animali, la combinazione di CBL-514 e tirzepatide ha prodotto una maggiore perdita di peso rispetto alla tirzepatide da sola. Inoltre, quando la tirzepatide veniva sospesa, gli animali trattati con la combinazione recuperavano meno peso.

L’ipotesi è che, riducendo il numero di adipociti disponibili per immagazzinare il grasso, possa essere più difficile ricostituire rapidamente il tessuto adiposo.

Ma negli esseri umani questo effetto non è ancora stato dimostrato. È quindi troppo presto per dire che CBL-514 possa prevenire il cosiddetto effetto rebound dei farmaci dimagranti.

Non è ancora un farmaco disponibile

Questo è probabilmente il punto più importante da chiarire. CBL-514 è ancora in fase di sperimentazione clinica.

I risultati sul grasso sottocutaneo sono già stati pubblicati su una rivista scientifica, mentre i nuovi dati sul grasso viscerale presentati all’EASD provengono da un’analisi di un piccolo sottogruppo di partecipanti e, al momento della presentazione, non erano ancora disponibili come articolo completo sottoposto a revisione tra pari.

È inoltre già iniziata la fase di sviluppo clinico avanzato: il programma di fase 3 è destinato a verificare in modo più ampio efficacia e sicurezza del trattamento.

Questo significa che il farmaco dovrà ancora superare diversi passaggi prima di poter eventualmente arrivare sul mercato.

Published by
Claudia Montanari