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Perché chi beve 5 caffè al giorno potrebbe avere un fegato più sano secondo la scienza

Il caffè è una delle bevande più amate al mondo e, negli ultimi anni, è diventato anche uno degli alimenti più studiati dalla ricerca scientifica. Se in passato veniva spesso guardato con sospetto, oggi numerose evidenze suggeriscono che un consumo moderato possa offrire diversi benefici per la salute.

Le ricerche hanno già collegato il caffè a un minor rischio di diabete di tipo 2, alcune malattie cardiovascolari e patologie neurodegenerative. Ora un nuovo studio aggiunge un tassello importante: bere più caffè potrebbe essere associato anche a una migliore salute del fegato e a un rischio inferiore di sviluppare cirrosi, tumore epatico e complicanze mortali legate alle malattie del fegato.

Attenzione però: questo non significa che bere cinque o più caffè al giorno sia una raccomandazione valida per tutti. Lo studio descrive un’associazione, non un rapporto di causa-effetto. Tuttavia, i risultati confermano un filone di ricerca che da anni continua a rafforzarsi.

Un fegato sano è fondamentale per tutto l’organismo

Il fegato è uno degli organi più importanti del corpo umano. Ogni giorno svolge centinaia di funzioni indispensabili: filtra il sangue, elimina sostanze tossiche, produce proteine, immagazzina vitamine e partecipa al metabolismo di grassi, zuccheri e farmaci.

Quando il fegato viene danneggiato in modo cronico, può andare incontro a infiammazione e cicatrizzazione progressiva dei tessuti, un processo che prende il nome di fibrosi. Se questa evoluzione continua, può comparire la cirrosi, una condizione grave che aumenta anche il rischio di sviluppare il carcinoma epatocellulare, il tumore primitivo del fegato.

Negli ultimi anni è cresciuta anche la diffusione della steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD), spesso favorita da sovrappeso, obesità, diabete e sedentarietà.

Lo studio che ha analizzato oltre 355.000 persone

La nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Clinical Gastroenterology and Hepatology, ha analizzato i dati di oltre 355.000 adulti appartenenti alla UK Biobank.

I partecipanti non presentavano cirrosi né tumore al fegato all’inizio dello studio e sono stati seguiti mediamente per circa 13 anni.

Durante il periodo di osservazione i ricercatori hanno raccolto informazioni sulle abitudini alimentari, compreso il consumo quotidiano di caffè, confrontandole successivamente con lo stato di salute del fegato.

Oltre ai dati clinici, sono stati utilizzati esami di risonanza magnetica e sofisticate analisi delle proteine presenti nel sangue, offrendo così una fotografia molto dettagliata delle condizioni epatiche.

Chi beveva più caf fè mostrava un rischio più basso

I risultati hanno evidenziato una relazione interessante.Le persone che consumavano almeno cinque tazze di caffè al giorno presentavano:

  • un rischio inferiore del 32% di sviluppare cirrosi;
  • un rischio quasi dimezzato di tumore al fegato;
  • una riduzione del 42% della mortalità correlata alle malattie epatiche.

Inoltre, gli esami strumentali hanno mostrato un minor accumulo di grasso nel fegato, livelli inferiori di infiammazione e una riduzione dei marcatori biologici associati alla fibrosi.

Secondo gli autori, questi risultati rafforzano l’ipotesi che il caffè possa contribuire a mantenere il fegato in condizioni migliori nel lungo periodo.

Perché il caffè potrebbe proteggere il fegato

Perché il caffè potrebbe proteggere il fegato (blitzquotidiano.it)

Il caffè contiene oltre un migliaio di sostanze bioattive. Tra le più studiate figurano gli acidi clorogenici, i polifenoli, alcuni diterpeni e naturalmente la caffeina.

Molti di questi composti possiedono proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, capaci di contrastare lo stress ossidativo che contribuisce al danneggiamento delle cellule epatiche.

Gli studiosi ipotizzano che queste sostanze possano anche migliorare il metabolismo degli zuccheri, ridurre l’accumulo di grasso nel fegato e rallentare i processi che portano alla formazione della fibrosi.

Un dato particolarmente interessante emerso dalla ricerca riguarda il fatto che benefici simili sono stati osservati anche tra chi consumava caffè decaffeinato.

Questo suggerisce che non sia soltanto la caffeina a svolgere un ruolo protettivo, ma anche gli altri composti naturalmente presenti nella bevanda.

Non è il primo studio che arriva a queste conclusioni

I nuovi risultati si inseriscono in un panorama scientifico già piuttosto solido. Una vasta revisione pubblicata sul British Medical Journal (BMJ) aveva già evidenziato che il consumo abituale di caffè è associato a un minor rischio di malattie croniche del fegato, cirrosi e carcinoma epatico.

Anche una meta-analisi pubblicata su Alimentary Pharmacology & Therapeutics aveva osservato che ogni tazza aggiuntiva di caffè consumata quotidianamente era associata a una progressiva riduzione del rischio di cirrosi.

Pur trattandosi prevalentemente di studi osservazionali, la coerenza dei risultati ottenuti in popolazioni diverse rende questa associazione sempre più interessante dal punto di vista scientifico.

Bere più caffè significa essere più protetti?

È proprio questo il punto più delicato. Lo studio mostra che chi beve più caffè tende ad avere un rischio inferiore di alcune malattie del fegato, ma non dimostra che sia il caffè a provocare direttamente questo beneficio.

Chi consuma regolarmente caffè potrebbe infatti avere anche altre abitudini salutari che contribuiscono ai risultati osservati. Per questo motivo gli stessi ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori studi clinici controllati.

Inoltre, cinque tazze al giorno rappresentano una quantità elevata e non sono adatte a tutti. Persone particolarmente sensibili alla caffeina, chi soffre di ipertensione non controllata, aritmie, insonnia, ansia o alcune condizioni mediche specifiche dovrebbe seguire sempre le indicazioni del proprio medico.

Il caffè da solo non basta

Anche se il caffè può rappresentare un alleato, nessuna bevanda è in grado di compensare uno stile di vita poco salutare.

Per mantenere il fegato in buona salute continuano a essere fondamentali alcune semplici abitudini quotidiane.

Mantenere un peso corporeo adeguato, praticare regolarmente attività fisica, limitare il consumo di alcol, controllare il diabete e seguire un’alimentazione ispirata alla dieta mediterranea rappresentano ancora oggi le strategie più efficaci per prevenire molte malattie epatiche.

Le linee guida internazionali continuano infatti a indicare frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce, olio extravergine d’oliva e frutta secca come i pilastri di un’alimentazione favorevole sia al cuore sia al fegato.

Quanto caffè è consigliabile bere?

Secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), per la maggior parte degli adulti sani un’assunzione fino a circa 400 milligrammi di caffeina al giorno, equivalenti a circa quattro o cinque caffè espresso, è generalmente considerata sicura.

Tuttavia la tolleranza individuale può variare sensibilmente.

Anche il tipo di caffè, il metodo di preparazione e la dimensione della tazza incidono sulla quantità di caffeina realmente assunta. Per questo motivo non esiste una dose ideale valida per tutti.

Published by
Claudia Montanari