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Pesce facile e veloce: l’80% dei consumatori ha paura di cucinarlo

Ostriche mignon per l’aperitivo, sughi pronti che spaziano tra bottarga, fumetto di pesce, polpa di riccio, ma anche paté di carpa e di tinca, filetti spinati e cozze precotte e sottovuoto: una sorta di “quarta gamma del mare” che sta cambiando il consumo ittico in Italia. Gli italiani sempre più spesso vogliono il pesce pronto, facile e veloce, senza badare troppo alla spesa.

Lo studio

Secondo un’analisi di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, l’80% dei consumatori prova una sorta di “timore reverenziale” nel cucinare i prodotti ittici. Un freno psicologico che condiziona il carrello della spesa, alimentato da mancanza di tempo e difficoltà percepita nella pulizia e preparazione domestica. La risposta della filiera non si è fatta attendere. Il mercato ittico nel retail vale oltre 4 milioni di euro, con crescita del +3,6% nell’ultimo anno e +6,3% nel biennio, trainata dal prodotto pronto. Lo studio evidenzia una polarizzazione dei consumi: non si cerca più il pesce intero “da pulire”, ma quello pronto al consumo. Si è disposti a pagare di più pur di ridurre a zero i tempi di preparazione domestica. Tutta la filiera sta rivoluzionando logistica e offerta. Operatori investono in impianti vicino ai porti, trasformando il pescato in prodotto pronto sostenibile.

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Francesca Ripoli