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Pesi o cardio per dimagrire: quale funziona meglio? La risposta della scienza

Se l’obiettivo è perdere peso, la domanda arriva quasi sempre: meglio fare cardio oppure allenarsi con i pesi?

La risposta che emerge dagli studi è meno scontata di quanto si possa pensare. Se guardiamo esclusivamente al numero sulla bilancia, l’attività aerobica tende ad avere un vantaggio. Ma se l’obiettivo è perdere grasso cercando di conservare il più possibile la massa muscolare, il discorso cambia.

E soprattutto c’è una terza possibilità che sembra particolarmente interessante: non scegliere tra cardio e pesi, ma combinarli.

Le ricerche più recenti stanno infatti spostando l’attenzione dalla semplice perdita di chili alla composizione corporea. Perché due persone possono perdere lo stesso peso, ma ottenere risultati molto diversi: una potrebbe aver perso soprattutto grasso, l’altra una quantità maggiore di massa muscolare.

Cardio o pesi: cosa succede davvero al peso

Camminata veloce, corsa, bicicletta, nuoto e altre attività aerobiche aumentano il dispendio energetico e possono contribuire concretamente alla perdita di peso.

Una grande meta-analisi pubblicata su JAMA Network Open ha analizzato 116 studi randomizzati e 6.880 adulti con sovrappeso o obesità. I ricercatori hanno osservato una relazione tra aumento della durata dell’esercizio aerobico e riduzione di peso, circonferenza vita e grasso corporeo. Gli effetti diventavano particolarmente rilevanti con almeno 150 minuti settimanali di attività aerobica a intensità moderata o superiore.

Questo non significa che bisogna correre per ore ma che il cardio funziona per dimagrire, soprattutto quando viene praticato con regolarità e inserito all’interno di un’alimentazione che permetta di mantenere un deficit energetico.

Ma i pesi hanno un altro vantaggio che non dovrebbe essere sottovalutato.

Perché la bilancia può preferire il cardio, ma il corpo può preferire i pesi

L’allenamento di forza non è necessariamente quello che fa scendere più rapidamente il peso corporeo. Durante una dieta, però, il problema non è soltanto perdere peso. È capire che cosa stiamo perdendo.

Quando si riduce l’apporto calorico, infatti, il corpo può perdere sia tessuto adiposo sia massa magra. Ed è proprio qui che l’allenamento con i pesi diventa particolarmente interessante.

Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2025 su BMJ Open Sport & Exercise Medicine ha analizzato 25 studi randomizzati su adulti con sovrappeso o obesità. L’aggiunta dell’allenamento di resistenza alla dieta non ha prodotto una differenza significativa nel peso corporeo complessivo rispetto alla sola dieta, ma ha portato a una maggiore perdita di massa grassa e a una migliore conservazione della massa magra.

È un risultato molto importante. Perché se guardiamo soltanto la bilancia potremmo concludere che “i pesi non funzionano”.

In realtà possono contribuire a ottenere un dimagrimento qualitativamente migliore.

Il paradosso dei pesi: puoi dimagrire senza vedere grandi variazioni sulla bilancia

Il paradosso dei pesi: puoi dimagrire senza vedere grandi variazioni sulla bilancia (blitzquotidiano.it)

È proprio questo uno dei motivi per cui chi inizia ad allenarsi con i pesi può rimanere confuso. Il peso potrebbe scendere lentamente, mentre la circonferenza della vita diminuisce e la composizione corporea migliora.

Questo accade perché l’allenamento di forza aiuta a preservare la massa muscolare durante il deficit calorico. Non significa necessariamente costruire grandi quantità di muscolo mentre si è a dieta, ma limitare la perdita di quello che già abbiamo.

La stessa meta-analisi del 2025 ha trovato una maggiore conservazione della massa priva di grasso nei gruppi che associavano l’allenamento di resistenza alla dieta.

Per chi vuole semplicemente vedere un numero sempre più basso sulla bilancia può sembrare un dettaglio. Per chi vuole perdere grasso e mantenere un corpo funzionale e muscolarmente attivo, invece, è fondamentale.

E allora quale fa dimagrire di più?

Se mettiamo a confronto direttamente cardio e pesi, la risposta dipende dall’obiettivo.

Una meta-analisi del 2025 ha confrontato allenamento aerobico, allenamento di resistenza e allenamento combinato in 36 studi, con 1.564 partecipanti. Nei programmi della durata di almeno 10 settimane, l’attività aerobica ha prodotto una perdita di peso e di massa grassa maggiore rispetto all’allenamento di resistenza da solo. Tuttavia, il cardio ha mostrato anche una minore conservazione della massa magra.

L’allenamento combinato, invece, ha ottenuto risultati particolarmente interessanti sulla perdita di grasso rispetto ai soli pesi.

Il messaggio che arriva dalla ricerca, quindi, non è “abbandona i pesi e fai cardio” ma quasi l’opposto: se vuoi ottimizzare la composizione corporea, le due forme di allenamento possono completarsi.

Il vero vincitore potrebbe essere l’allenamento combinato

Cardio e pesi fanno cose in parte diverse. L’attività aerobica è particolarmente efficace per aumentare il dispendio energetico e migliorare la capacità cardiorespiratoria. L’allenamento di forza, invece, fornisce uno stimolo importante ai muscoli e può aiutare a preservare la massa magra durante il dimagrimento.

Metterli insieme permette quindi di lavorare su più fronti.

Una revisione e meta-analisi pubblicata nel 2026 sul BMC Public Health ha studiato proprio l’allenamento combinato, cioè la pratica contemporanea di attività aerobica e allenamento di resistenza, nelle persone con sovrappeso o obesità. I ricercatori hanno valutato gli effetti sulla massa grassa e sulla sua distribuzione, compreso il grasso viscerale.

Anche una meta-analisi di 62 studi randomizzati ha evidenziato una sorta di divisione dei compiti: l’attività aerobica risultava particolarmente efficace per la riduzione del peso e del grasso, mentre l’allenamento di resistenza era più utile per preservare la massa magra durante la restrizione calorica.

Ma fare pesi fa diventare “grossi”?

È uno dei timori più diffusi, soprattutto tra le donne. In realtà, l’allenamento di forza non porta automaticamente a un aumento voluminoso della muscolatura.

La risposta del corpo dipende da diversi fattori, tra cui allenamento, alimentazione, volume e intensità degli esercizi, genetica e disponibilità energetica.

Durante una fase di deficit calorico, inoltre, l’obiettivo principale dell’allenamento di resistenza può essere proprio preservare la massa muscolare mentre si perde grasso.

Per questo i pesi possono essere particolarmente interessanti per chi desidera un aspetto più tonico e una migliore composizione corporea, anche quando la bilancia non scende rapidamente.

E fare solo cardio?

Non c’è nulla di sbagliato. Se una persona ama camminare, correre, andare in bicicletta o nuotare e riesce a praticare queste attività con costanza, il cardio può rappresentare un ottimo strumento per perdere peso e migliorare la salute cardiovascolare.

Il problema nasce quando si pensa che più cardio significhi necessariamente più dimagrimento.

Aumentare continuamente la durata degli allenamenti non è sempre la soluzione migliore. La sostenibilità conta moltissimo: un’attività che piace e che può essere mantenuta per mesi è spesso più utile di un programma estremamente impegnativo abbandonato dopo poche settimane.

La meta-analisi pubblicata su JAMA Network Open mostra inoltre che i benefici dell’attività aerobica aumentano progressivamente con la durata fino a circa 300 minuti settimanali, ma questo non significa che tutti debbano arrivare a quel volume.

E camminare? È abbastanza per dimagrire?

Sì, può contribuire. Camminare è attività aerobica e può aumentare il dispendio energetico quotidiano. Inoltre, è una forma di movimento relativamente accessibile e spesso più facile da mantenere rispetto alla corsa o agli allenamenti ad alta intensità.

La differenza la fanno frequenza, durata, intensità e soprattutto alimentazione.

Se l’attività fisica aumenta ma contemporaneamente aumenta anche l’apporto calorico, il deficit energetico può ridursi o scomparire. Per questo non esiste l’esercizio che “brucia il grasso” indipendentemente da tutto il resto.

Il dimagrimento nasce soprattutto dall’insieme

Questo è forse il punto più importante. L’esercizio fisico contribuisce al dimagrimento, ma non deve essere considerato una sorta di punizione per aver mangiato.

L’alimentazione determina gran parte del bilancio energetico, mentre l’attività fisica può aiutare a creare o mantenere il deficit e offre numerosi benefici che vanno oltre la bilancia.

Ecco perché un programma efficace dovrebbe considerare alimentazione, movimento quotidiano, cardio e allenamento di forza come elementi che lavorano insieme.

Se vuoi perdere grasso, cosa conviene fare?

Non esiste una combinazione identica per tutti. Per una persona sedentaria potrebbe essere già un grande passo iniziare con camminate regolari e due sessioni settimanali di forza.

Per chi è già allenato, invece, può avere senso aumentare gradualmente il volume o alternare attività aerobica e resistenza.

La cosa interessante è che non è necessario fare cardio e pesi nello stesso allenamento. La meta-analisi del 2025 non ha trovato differenze rilevanti nella perdita di peso e nella percentuale di grasso corporeo tra allenamento combinato svolto nella stessa giornata e quello distribuito in giorni diversi.

Questo rende il programma molto più facile da adattare alla vita quotidiana.

Un esempio pratico per chi vuole dimagrire

Una settimana equilibrata potrebbe prevedere diverse sessioni di attività aerobica, come camminata veloce, bicicletta o corsa, insieme a due o tre allenamenti di forza.

Non è necessario trasformare ogni giornata in una sessione di allenamento.

Anche mantenere un buon livello di movimento quotidiano può essere importante. Camminare, usare le scale, spostarsi a piedi e interrompere periodicamente le ore trascorse seduti sono tutti modi per aumentare l’attività complessiva.

La strategia migliore è quella che riesci a mantenere non per due settimane, ma per mesi.

E se il peso non scende?

Qui torna un concetto importante: il peso corporeo non racconta tutta la storia.

Se inizi ad allenarti con i pesi durante una dieta, potresti vedere una perdita di peso più lenta rispetto a chi fa esclusivamente cardio, pur ottenendo una riduzione del grasso corporeo e una migliore conservazione della massa muscolare.

È proprio uno dei motivi per cui la ricerca invita a non valutare l’efficacia di un programma esclusivamente attraverso i chili persi.

Circonferenza della vita, composizione corporea, forza e capacità fisica possono fornire informazioni complementari.

Quindi: pesi o cardio?

La risposta della scienza è sorprendentemente semplice.

Se guardiamo soltanto alla perdita di peso, il cardio ha generalmente un vantaggio. Se l’obiettivo è perdere grasso preservando la massa muscolare, i pesi diventano fondamentali. Se vuoi ottenere il meglio dai due approcci, combinarli sembra essere la strategia più completa.

Non esiste quindi un vincitore assoluto.

Il cardio aiuta a consumare energia e migliorare la salute cardiovascolare. I pesi aiutano a mantenere una componente del corpo che durante una dieta rischia di diminuire: la massa muscolare.

Ed è proprio per questo che la domanda forse non dovrebbe più essere “pesi o cardio?”, ma “come posso inserire entrambi nella mia settimana in modo che siano sostenibili?”

Perché quando l’obiettivo è dimagrire, il risultato più interessante non è semplicemente vedere un numero più basso sulla bilancia.

È perdere soprattutto grasso, mantenere più muscolo possibile e costruire un corpo che continui a muoversi bene anche dopo che la dieta è finita.

Published by
Claudia Montanari