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Picnogenolo: cos’è, a cosa serve e perché sempre più persone lo assumono come integratore

Tra gli integratori naturali che negli ultimi anni stanno guadagnando interesse c’è sicuramente quello di picnogenolo. Non è una novità dell’ultimo momento, si tratta di un estratto vegetale studiato da oltre cinquant’anni, con una letteratura scientifica che conta centinaia di studi clinici pubblicati su riviste peer-reviewed, e con un profilo di applicazioni terapeutiche che spazia dalla salute cardiovascolare alla pelle, dalla circolazione alle funzioni cognitive.

Eppure è ancora sorprendentemente poco conosciuto al grande pubblico italiano, almeno rispetto alla solidità delle evidenze che lo riguardano.

Cos’è il picnogenolo e da dove viene

Il picnogenolo è un estratto standardizzato ottenuto dalla corteccia del pino marittimo francese, il Pinus pinaster, che cresce prevalentemente nelle foreste costiere della Linguadoca, nella Francia sudoccidentale. Il nome commerciale Pycnogenol è un marchio registrato dell’azienda svizzera Horphag Research, ma il termine è entrato nell’uso comune per indicare questo specifico estratto nella sua forma standardizzata e certificata.

La corteccia del pino marittimo francese viene raccolta, essiccata e sottoposta a un processo di estrazione con acqua che isola un complesso di composti polifenolici. Tra questi il più abbondante e il più studiato è la procianidina, un oligomero flavonoide con struttura simile a quella dei polifenoli del cacao e del tè verde ma con caratteristiche biologiche proprie. Accanto alle procianidine, l’estratto contiene acidi fenolici come l’acido caffeico, l’acido ferulico e l’acido vanillinico, insieme a catechine, taxifolina e altri composti bioattivi che lavorano in sinergia producendo effetti che nessuno dei singoli componenti riuscirebbe a replicare da solo.

Questa complessità compositiva è uno degli elementi che distingue il picnogenolo da molti altri integratori: non è una singola molecola isolata ma un fitocomplesso in cui la sinergia tra i diversi componenti è parte integrante del meccanismo d’azione. È anche il motivo per cui gli studi condotti sull’estratto standardizzato non sono direttamente trasponibili ai prodotti che contengono solo alcuni dei suoi componenti separati.

I meccanismi biologici: perché il picnogenolo fa quello che fa

Prima di entrare nelle applicazioni specifiche, vale la pena capire i meccanismi attraverso cui il picnogenolo agisce nell’organismo, perché sono questi meccanismi a spiegare la varietà di effetti documentati in ambiti apparentemente molto distanti tra loro.

Il meccanismo principale è antiossidante. Il picnogenolo è uno degli antiossidanti naturali con la capacità di neutralizzazione dei radicali liberi più alta mai misurata, significativamente superiore a quella della vitamina C, della vitamina E e del coenzima Q10 presi singolarmente. Non solo neutralizza i radicali liberi direttamente, ma stimola la produzione endogena di enzimi antiossidanti come la superossido dismutasi e la glutatione perossidasi, prolungando e amplificando l’effetto protettivo oltre la semplice neutralizzazione diretta.

Il secondo meccanismo rilevante è antinfiammatorio. Il picnogenolo inibisce il fattore di trascrizione NF-kB, uno dei principali regolatori molecolari della risposta infiammatoria, riducendo la produzione di citochine pro-infiammatorie come il TNF-alfa e l’interleuchina-6. Questo effetto antinfiammatorio è sistemico, non localizzato, il che spiega perché i benefici del picnogenolo si manifestino in tessuti e organi molto diversi tra loro.

Il terzo meccanismo riguarda l’ossido nitrico. Il picnogenolo stimola l’enzima ossido nitrico sintasi endoteliale, aumentando la produzione di ossido nitrico nelle cellule che rivestono i vasi sanguigni. L’ossido nitrico è un vasodilatatore naturale fondamentale per la salute vascolare, e la sua produzione adeguata è associata a una migliore circolazione, a una pressione arteriosa più controllata e a una ridotta tendenza alla formazione di coaguli. È questo meccanismo che sta alla base della maggior parte degli effetti cardiovascolari e circolatori del picnogenolo.

La salute cardiovascolare: il campo di applicazione più studiato

Il campo in cui il picnogenolo ha accumulato la letteratura scientifica più ampia e più consistente è quello cardiovascolare, e i risultati degli studi in questo ambito sono abbastanza solidi da aver attirato l’attenzione di cardiologi e ricercatori indipendenti dall’industria produttrice.

Sul fronte della pressione arteriosa, diversi studi randomizzati controllati hanno mostrato riduzioni significative della pressione sistolica e diastolica in pazienti con ipertensione lieve o moderata dopo supplementazione con picnogenolo. Una meta-analisi pubblicata su Phytotherapy Research nel 2020 ha aggregato i dati di undici trial clinici, concludendo che il picnogenolo produceva una riduzione media della pressione sistolica di circa 3,5 mmHg e di quella diastolica di circa 2,5 mmHg, un effetto modesto ma clinicamente rilevante specialmente in combinazione con altri interventi sullo stile di vita.

La funzione endoteliale, ovvero la salute delle cellule che rivestono l’interno dei vasi sanguigni, è un indicatore precoce del rischio cardiovascolare che le analisi standard di routine non misurano. Il picnogenolo ha mostrato in diversi studi la capacità di migliorare la funzione endoteliale misurata con tecniche di imaging vascolare, riducendo i marcatori di disfunzione endoteliale e migliorando la dilatazione flussomediata, che è uno dei parametri più usati nella ricerca cardiovascolare per valutare la salute dei vasi.

L’effetto sull’aggregazione piastrinica, la tendenza del sangue a formare coaguli, è stato studiato anche in un contesto molto specifico che ha prodotto risultati interessanti: uno studio condotto su passeggeri di lungo raggio ha mostrato che chi assumeva picnogenolo prima e durante il volo aveva una riduzione significativa del rischio di trombosi venosa profonda, la cosiddetta sindrome della classe economica, rispetto al placebo. Questo studio, pubblicato su Clinical and Applied Thrombosis/Hemostasis, ha contribuito a stabilire il picnogenolo come uno degli integratori più citati nelle discussioni sulla prevenzione dei rischi trombotici nei viaggi aerei prolungati.

La circolazione e la sindrome delle gambe pesanti

Uno degli usi più documentati e più immediatamente apprezzabili nella vita quotidiana riguarda la salute venosa degli arti inferiori. L’insufficienza venosa cronica, con i suoi sintomi classici di gambe pesanti, gonfiore alle caviglie, crampi notturni e sensazione di stanchezza agli arti inferiori, è una condizione estremamente diffusa che colpisce una percentuale significativa della popolazione adulta, in particolare le donne e chi trascorre molte ore seduto o in piedi.

Il picnogenolo agisce su questo quadro attraverso diversi meccanismi convergenti. Riduce la permeabilità capillare, limitando la fuoriuscita di liquidi dai vasi verso i tessuti che è alla base del gonfiore. Rinforza la parete dei capillari aumentando la sintesi di collagene e di elastina a livello endoteliale. Migliora il tono venoso attraverso la stimolazione dell’ossido nitrico. E riduce l’infiammazione locale che caratterizza le fasi più avanzate dell’insufficienza venosa.

Studi clinici condotti specificamente su questa indicazione hanno mostrato riduzioni significative del gonfiore agli arti inferiori, misurato in centimetri di circonferenza alla caviglia, e miglioramenti nei sintomi soggettivi come pesantezza, crampi e dolore, in pazienti con insufficienza venosa di grado lieve e moderato. I risultati sono comparabili a quelli ottenuti con alcuni farmaci venoattivi tradizionali, con un profilo di tollerabilità generalmente migliore.

La pelle: collagene, protezione solare e iperpigmentazione

Il picnogenolo ha effetti documentati sulla pelle attraverso meccanismi multipli che lo rendono interessante sia come integratore per la salute cutanea sia come ingrediente in formulazioni cosmetiche topiche, anche se in questo articolo ci concentriamo sull’uso per via orale.

La sintesi del collagene è il primo meccanismo rilevante. Il picnogenolo stimola i fibroblasti dermici a produrre più collagene e inibisce gli enzimi che lo degradano, in particolare le metalloproteinasi della matrice che vengono attivate dall’esposizione solare e dallo stress ossidativo. Studi clinici su donne in età media e avanzata hanno mostrato miglioramenti misurabili nell’elasticità cutanea, nella riduzione delle rughe fini e nell’idratazione della pelle dopo supplementazione orale con picnogenolo per periodi di dodici settimane.

L’effetto sulla protezione solare interna è uno degli aspetti più originali del profilo del picnogenolo. Diversi studi hanno misurato la dose minima eritematosa, ovvero la quantità di radiazione UV necessaria per produrre arrossamento della pelle, prima e dopo la supplementazione con picnogenolo. I risultati mostrano un aumento significativo della soglia di protezione, il che significa che la pelle diventa più resistente al danno solare. Non si tratta di un sostituto della protezione solare topica, sia chiaro, ma di un complemento interno che riduce il danno ossidativo indotto dalle UV che i filtri solari non bloccano completamente.

L’iperpigmentazione, le macchie scure della pelle da esposizione solare o da cause ormonali come il melasma, è un’altra area in cui il picnogenolo ha mostrato effetti documentati. Uno studio clinico condotto specificamente su donne con melasma ha riportato una riduzione significativa delle macchie cutanee dopo supplementazione orale con picnogenolo, attraverso un meccanismo che coinvolge l’inibizione della tirosinasi, l’enzima chiave nella produzione di melanina.

Le funzioni cognitive: memoria, concentrazione e ADHD

Il cervello è un tessuto estremamente vulnerabile allo stress ossidativo per via del suo alto consumo di ossigeno e della ricchezza di acidi grassi polinsaturi nelle membrane neuronali. Non sorprende quindi che un antiossidante potente come il picnogenolo abbia mostrato effetti positivi sulle funzioni cognitive in diversi contesti clinici.

Negli adulti con declino cognitivo lieve, studi randomizzati controllati hanno mostrato miglioramenti nella memoria di lavoro, nell’attenzione e nella velocità di elaborazione delle informazioni dopo supplementazione con picnogenolo per periodi di tre mesi, con effetti che si sono mantenuti nel tempo durante il follow-up. Il meccanismo ipotizzato coinvolge sia la riduzione dello stress ossidativo neuronale sia il miglioramento della microcircolazione cerebrale attraverso la stimolazione dell’ossido nitrico.

Un ambito applicativo particolarmente interessante e dibattuto è quello dell’ADHD nei bambini. Diversi studi europei, tra cui un trial randomizzato controllato in doppio cieco pubblicato su European Child and Adolescent Psychiatry, hanno mostrato miglioramenti significativi nell’attenzione, nella concentrazione e nel comportamento iperattivo in bambini con diagnosi di ADHD dopo un mese di supplementazione con picnogenolo. Non si tratta di evidenze sufficienti per raccomandare il picnogenolo come trattamento standard dell’ADHD, e questo uso richiede assolutamente supervisione medica, ma i risultati sono abbastanza consistenti da giustificare ulteriori ricerche in questa direzione.

Il diabete e il controllo glicemico

Il diabete e il controllo glicemico (blitzquotidiano.it)

Il picnogenolo ha mostrato in diversi studi effetti positivi sul controllo glicemico in pazienti con diabete di tipo 2, con meccanismi che includono l’inibizione dell’alfa-glucosidasi, un enzima intestinale coinvolto nella digestione dei carboidrati, la riduzione dello stress ossidativo che caratterizza il quadro metabolico diabetico, e il miglioramento della funzione endoteliale che è compromessa nel diabete con conseguenze sulle complicanze vascolari.

Uno studio pubblicato su Life Sciences ha mostrato riduzioni significative della glicemia a digiuno e dell’emoglobina glicata in pazienti con diabete di tipo 2 dopo supplementazione con picnogenolo per dodici settimane, con un profilo di sicurezza eccellente e senza interazioni significative con i farmaci antidiabetici in uso. Questi risultati non autorizzano a considerare il picnogenolo come un sostituto della terapia farmacologica del diabete, ma indicano un potenziale ruolo come supporto integrativo in questo contesto.

Il dolore mestruale e la menopausa

Un ambito di applicazione meno noto ma con dati clinici piuttosto solidi riguarda il dolore mestruale, la dismenorrea, e i sintomi della menopausa. Diversi studi condotti in Giappone su donne con dismenorrea hanno mostrato riduzioni significative del dolore mestruale e del conseguente uso di farmaci analgesici dopo supplementazione con picnogenolo, attraverso un meccanismo che coinvolge la riduzione delle prostaglandine pro-infiammatorie e il rilassamento della muscolatura uterina.

Per la menopausa, uno studio pubblicato su Gynecological Endocrinology ha valutato l’effetto del picnogenolo sui sintomi climatérici in donne in perimenopausa, mostrando riduzioni significative delle vampate, dei disturbi del sonno, dei dolori articolari e dell’ansia rispetto al placebo. Questi risultati sono particolarmente interessanti per le donne che non possono o non vogliono ricorrere alla terapia ormonale sostitutiva.

Come assumere il picnogenolo: dosi e precauzioni

Le dosi di picnogenolo usate negli studi clinici variano considerevolmente a seconda dell’indicazione, da un minimo di 25 milligrammi al giorno per alcune indicazioni dermatologiche fino a 200 milligrammi al giorno per le applicazioni cardiovascolari e cognitive più intensive. La dose più frequentemente usata e meglio documentata per un utilizzo generale di salute e prevenzione si colloca tra 50 e 100 milligrammi al giorno.

Il picnogenolo viene assorbito meglio se assunto con i pasti, preferibilmente in due dosi divise durante la giornata. Gli effetti iniziano a manifestarsi generalmente dopo due o quattro settimane di assunzione regolare, ma per benefici ottimali e stabili la maggior parte degli studi suggerisce periodi di integrazione di almeno tre mesi.

Il profilo di sicurezza del picnogenolo è generalmente eccellente nelle dosi terapeutiche raccomandate. Gli effetti collaterali riportati sono rari e lievi, includendo occasionalmente disturbi gastrointestinali, cefalea o vertigini specialmente nelle prime settimane di assunzione. Essendo un antiossidante e avendo effetti sull’aggregazione piastrinica, va usato con cautela in chi assume anticoagulanti o antiaggreganti, e la supervisione medica è raccomandata in questi casi. Non è indicato in gravidanza e allattamento per mancanza di dati di sicurezza in queste popolazioni.

Come scegliere un integratore di picnogenolo di qualità

Il mercato degli integratori a base di picnogenolo è popolato da prodotti molto diversi tra loro in termini di qualità e di affidabilità. Il primo criterio di selezione è la presenza dell’estratto standardizzato certificato Pycnogenol, il marchio registrato che garantisce che il prodotto sia stato ottenuto dalla corteccia del Pinus pinaster con il processo standardizzato su cui sono stati condotti gli studi clinici. Prodotti che indicano semplicemente estratto di corteccia di pino non offrono le stesse garanzie di standardizzazione e di qualità.

Il secondo criterio è la trasparenza sulla dose per capsula o per compressa, che deve essere chiaramente indicata in milligrammi e deve permettere di raggiungere la dose giornaliera efficace senza dover prendere quantità eccessive di capsule.

La certificazione di qualità del produttore, come le Good Manufacturing Practice, le GMP, garantisce che il processo produttivo rispetti standard rigorosi di qualità e di purezza che proteggono il consumatore da contaminazioni o da variazioni nella concentrazione dei principi attivi.

Il picnogenolo è uno di quegli integratori in cui la differenza tra un prodotto di qualità e uno mediocre può fare la differenza tra un effetto biologico reale e un’esperienza deludente che porta a concludere erroneamente che non funzioni. Scegliere bene, in questo caso, è parte integrante dell’efficacia.

Questo articolo ha scopo informativo e divulgativo. Prima di assumere integratori di picnogenolo, soprattutto in presenza di condizioni mediche, terapie farmacologiche in corso o in gravidanza, consulta sempre il tuo medico o farmacista.

Published by
Claudia Montanari