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PlayStation dice addio ai dischi: dal 2028 i nuovi giochi saranno solo in digitale

Per milioni di appassionati di PlayStation si chiude un capitolo che ha accompagnato oltre trent’anni di storia del videogioco. Sony ha annunciato che, a partire da gennaio 2028, i nuovi titoli destinati alle sue console non saranno più distribuiti su disco fisico. Nei negozi continueranno a essere vendute le classiche confezioni, ma al loro interno gli acquirenti troveranno esclusivamente un codice per il download digitale del gioco.

La decisione non interesserà i titoli già pubblicati o quelli in uscita prima del 2028. L’annuncio, firmato da Sid Shuman, direttore delle comunicazioni di Sony Interactive Entertainment, spiega che la scelta nasce dalle “tendenze in evoluzione nelle preferenze dei consumatori”, sempre più orientati verso gli acquisti digitali.

Il mercato cambia e anche i grandi publisher seguono la strada del digitale

L’annuncio di Sony arriva pochi giorni dopo la conferma che anche l’attesissimo Grand Theft Auto VI non sarà distribuito su disco. Chi acquisterà la versione fisica troverà nella confezione soltanto un codice per scaricare il gioco, confermando una trasformazione che coinvolge ormai l’intero settore.

I numeri mostrano infatti come il passaggio al digitale sia già molto avanzato. Secondo i dati diffusi da Capcom, il 93% dei videogiochi venduti nell’ultimo anno fiscale è stato acquistato tramite download. Anche l’hardware segue questa direzione: console come PlayStation 5 Pro e Xbox Series S sono già disponibili senza lettore ottico, segno di un cambiamento ormai consolidato nel mercato videoludico.

Le critiche dei giocatori: “Un colpo durissimo ai diritti dei consumatori”

La decisione ha però suscitato numerose polemiche tra appassionati ed esperti del settore. La giornalista Vikki Blake, citata dalla BBC, ha definito la scelta “un colpo durissimo ai diritti dei consumatori”, evidenziando le possibili ripercussioni sulla conservazione dei videogiochi e sulla possibilità di prestare o rivendere le copie acquistate.

Anche Christopher Dring, direttore di The Game Business, ha ammesso di essere rimasto sorpreso, ricordando che il digitale è ormai “la forma dominante di acquisto», ma sottolineando come «vendiamo ancora milioni di copie fisiche”. Critiche anche dal negozio indipendente Lootbox Gaming, che ha definito la decisione un attacco “a chiunque tenga ai videogiochi o al diritto di possedere ciò che acquista”. Per molti giocatori, infatti, la scomparsa del disco rappresenta non solo un cambiamento tecnologico, ma anche la fine di un modo di vivere e collezionare i videogiochi che ha segnato intere generazioni.

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Filippo Limoncelli