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Retinolo d’estate: si può usare oppure è meglio sospenderlo?

Il retinolo si può continuare a usare in estate oppure è meglio sospenderlo durante i mesi più caldi? La risposta è meno drastica di quanto si potrebbe pensare.

Non esiste una regola scientifica secondo cui il retinolo debba essere automaticamente eliminato dalla routine da giugno a settembre. Allo stesso tempo, estate e retinolo richiedono qualche attenzione in più, soprattutto quando aumentano esposizione solare, caldo, sudorazione e possibilità di irritazione.

Il punto, quindi, non è tanto chiedersi se il retinolo sia “vietato” d’estate. La domanda giusta è: la propria pelle riesce a tollerarlo e viene protetta adeguatamente dai raggi UV?

Il retinolo è infatti uno degli ingredienti cosmetici più studiati per contrastare i segni del fotoinvecchiamento. Una recente network meta-analysis che ha analizzato 23 studi randomizzati e 3.905 partecipanti ha confermato che il retinolo e altri retinoidi possono migliorare diversi segni del fotoaging, comprese rughe sottili e alterazioni della pigmentazione.

Ma proprio perché agisce sulla pelle e può provocare irritazione, durante l’estate la gestione della routine diventa particolarmente importante.

Il retinolo rende davvero la pelle più sensibile al sole?

È qui che nasce gran parte della confusione. Il retinolo non va considerato semplicemente come un ingrediente che “brucia la pelle al sole”. Il problema principale è un altro: può provocare irritazione, secchezza, arrossamento e desquamazione, soprattutto nelle persone che stanno iniziando a utilizzarlo o che impiegano concentrazioni elevate.

Una pelle irritata può tollerare peggio l’esposizione ambientale e risultare più vulnerabile agli effetti degli agenti esterni.

L’American Academy of Dermatology consiglia infatti di utilizzare i retinoidi la sera e di proteggere la pelle durante il giorno con una protezione solare adeguata, oltre a limitare l’esposizione diretta al sole.

Questo è un punto fondamentale: il problema dell’estate non è necessariamente il retinolo in sé, ma la combinazione tra retinoide, possibile irritazione e maggiore esposizione ai raggi UV.

Quindi bisogna sospenderlo nei mesi estivi?

Non necessariamente. Se la pelle è abituata al retinolo, non presenta irritazioni e la protezione solare viene utilizzata correttamente, non c’è una ragione scientifica per stabilire che debba essere automaticamente interrotto durante l’estate.

Anzi, sospenderlo per diversi mesi significa anche interrompere un trattamento i cui risultati richiedono costanza e tempo.

Uno studio clinico di 52 settimane su una formulazione stabilizzata allo 0,1% di retinolo ha mostrato miglioramenti progressivi dei segni di fotodanneggiamento durante tutto il periodo di trattamento. Dopo un anno, le rughe perioculari erano migliorate del 44% e la pigmentazione irregolare dell’84% rispetto al veicolo.

Non significa che bisogna utilizzare necessariamente quella concentrazione o che tutti otterranno gli stessi risultati. Dimostra però un concetto importante: il retinolo è pensato per essere utilizzato con continuità, non come trattamento occasionale.

Il vero problema può essere il caldo

L’estate cambia anche le condizioni della pelle. Temperature elevate, sudorazione, maggiore umidità, acqua di mare, cloro e lavaggi più frequenti possono modificare la tollerabilità della skincare.

Una routine che in inverno funziona perfettamente potrebbe quindi risultare troppo aggressiva nei mesi caldi.

Se il retinolo provoca già normalmente una certa secchezza o sensibilità, l’estate potrebbe rendere questi effetti più evidenti.

Ecco perché non bisogna necessariamente eliminare l’ingrediente: può essere sufficiente ridurne la frequenza. Per esempio, chi lo utilizza abitualmente più volte alla settimana potrebbe passare temporaneamente a un’applicazione meno frequente se nota maggiore sensibilità.

Chi dovrebbe fare più attenzione?

Il discorso cambia soprattutto per chi ha appena iniziato a usare il retinolo. Cominciare un nuovo trattamento retinoide proprio alla vigilia di una vacanza al mare non è probabilmente la scelta più prudente.

La fase iniziale è infatti quella nella quale possono comparire più facilmente rossore, secchezza, bruciore e desquamazione.

Una revisione del 2024 basata su sei studi clinici con complessivamente 471 partecipanti ha trovato che una formulazione stabilizzata di retinolo allo 0,1% migliorava diversi parametri del fotoinvecchiamento già dalle prime settimane, ma gli eventi irritativi, pur poco frequenti, comprendevano eritema e desquamazione.

Per questo, se non hai mai utilizzato retinoidi, l’estate potrebbe non essere il momento ideale per iniziare con una concentrazione aggressiva. Meglio introdurre il prodotto gradualmente e valutare la risposta della pelle.

E se vado al mare tutti i giorni?

Qui la questione diventa più delicata. Una cosa è trascorrere l’estate in città con esposizione solare quotidiana relativamente limitata. Un’altra è trascorrere due settimane in spiaggia, con diverse ore di sole, mare e attività all’aperto.

In questo secondo scenario potrebbe essere ragionevole ridurre temporaneamente la frequenza del retinolo oppure sospenderlo durante i periodi di esposizione particolarmente intensa, soprattutto se la pelle tende a irritarsi.

Non perché esista una regola secondo cui “retinolo + estate = danni”, ma perché la priorità in vacanza deve essere evitare irritazioni e soprattutto proteggere la pelle dalle radiazioni UV.

La protezione solare rimane infatti l’elemento più importante.

SPF 50: il vero indispensabile

SPF 50: il vero indispensabile (blitzquotidiano.it)

Se c’è un prodotto che non dovrebbe mai mancare nella routine estiva di chi usa retinolo, è la protezione solare ad ampio spettro. Il retinolo può migliorare alcuni segni del fotoinvecchiamento, ma non può annullare i danni provocati dall’esposizione ai raggi ultravioletti.

Anzi, sarebbe paradossale utilizzare un ingrediente anti-age e contemporaneamente esporsi al sole senza protezione.

L’American Academy of Dermatology raccomanda, per chi utilizza retinoidi, l’uso di protezione solare durante il giorno e misure aggiuntive come cercare l’ombra e utilizzare indumenti protettivi e cappelli quando ci si espone.

In estate, quindi, la routine ideale non dovrebbe essere pensata come:

retinolo = anti-age

ma piuttosto come:

retinolo la sera + protezione UV durante il giorno.

Il retinolo continua a essere efficace anche se usato solo la sera?

Sì, ed è proprio questa la modalità generalmente consigliata. Il retinolo viene normalmente inserito nella routine serale, mentre al mattino si punta soprattutto su idratazione, antiossidanti e protezione solare.

Non c’è quindi alcun vantaggio nell’applicarlo durante il giorno per ottenere risultati migliori.

L’uso serale permette inoltre di ridurre l’esposizione diretta del prodotto alla luce.

Questo aspetto è importante anche perché la stabilità delle formulazioni è una questione reale: la formulazione, il confezionamento e la stabilizzazione del retinolo influenzano la sua conservazione. Non tutti i prodotti sono formulati allo stesso modo.

E la vitamina C? Si può usare insieme al retinolo?

Sì, ma non è necessario complicare la routine. Vitamina C al mattino e retinolo alla sera possono essere una combinazione interessante per chi vuole una routine orientata alla protezione e al contrasto del fotoaging.

Ma se la pelle è sensibile, estate e caldo possono non essere il momento migliore per accumulare numerosi attivi.

In caso di irritazione, semplificare la skincare può essere più utile che aggiungere prodotti.

Una routine essenziale può essere sorprendentemente efficace: detergente delicato, idratante e protezione solare al mattino; detersione, idratante e retinolo la sera, quando tollerato.

Attenzione a non abbinarlo a troppi esfolianti

Un altro errore frequente è quello di utilizzare contemporaneamente retinolo, acidi esfolianti, peeling e altri attivi potenzialmente irritanti.

In inverno alcune persone riescono a tollerare combinazioni più complesse. Durante l’estate, soprattutto con maggiore esposizione solare, la pelle potrebbe non gradire lo stesso trattamento.

Se compaiono bruciore persistente, arrossamento marcato, desquamazione importante o sensibilità, è meglio ridurre gli attivi e concentrarsi sul ripristino della barriera cutanea. Il retinolo non dovrebbe trasformare la skincare in una gara a chi utilizza più ingredienti.

Ma il retinolo può davvero migliorare le rughe?

Qui la risposta della ricerca è decisamente più solida. Il retinolo è un precursore dell’acido retinoico e viene convertito nella pelle attraverso passaggi metabolici. I retinoidi sono studiati da decenni per il trattamento dei segni del fotoinvecchiamento.

Uno studio randomizzato e controllato condotto su donne di mezza età ha osservato che l’applicazione quotidiana di una crema allo 0,075% di retinolo per 26 settimane migliorava significativamente diversi aspetti delle rughe rispetto al veicolo.

Un altro studio randomizzato di otto settimane su una formulazione stabilizzata allo 0,1% ha rilevato miglioramenti significativi di linee, rughe, pigmentazione, elasticità, compattezza e fotodanneggiamento rispetto al prodotto senza retinolo.

Insomma, non stiamo parlando di un ingrediente diventato famoso soltanto grazie ai social. Il retinolo ha una base scientifica molto più solida rispetto a molti altri attivi anti-age presenti oggi sul mercato.

Il problema è la costanza, non la stagione

Uno dei motivi per cui molte persone rimangono deluse dal retinolo è che si aspettano risultati immediati.

La realtà è diversa. Il retinolo non è una maschera che produce un effetto visibile dopo una notte. Gli studi clinici mostrano generalmente miglioramenti nell’arco di settimane o mesi, con risultati che possono continuare a crescere nel tempo.

Per questo interrompere sistematicamente il trattamento ogni estate potrebbe non essere la strategia migliore per chi lo tollera bene.

Ma questo non significa nemmeno doverlo utilizzare a tutti i costi. La tollerabilità viene prima della continuità.

Se la pelle si irrita, meglio fermarsi

È una regola semplice ma importante. Se la pelle diventa molto rossa, brucia, si screpola o presenta una desquamazione significativa, non bisogna pensare che “sta funzionando meglio”.

L’irritazione non è un indicatore dell’efficacia del retinolo.

In questi casi può essere opportuno interrompere temporaneamente il prodotto, concentrarsi su una routine delicata e riprenderlo gradualmente quando la pelle è tornata in equilibrio. Se l’irritazione è importante o persistente, è consigliabile rivolgersi a un dermatologo.

Quindi: retinolo sì o no in estate?

La risposta più corretta è: dipende dalla pelle, dal prodotto e soprattutto dall’esposizione al sole.

Per chi utilizza già retinolo, lo tollera bene e protegge quotidianamente la pelle dai raggi UV, non esiste una regola generale che imponga di sospenderlo per tutta l’estate.

Per chi invece ha una pelle sensibile, sta iniziando proprio adesso il trattamento oppure trascorre molto tempo sotto il sole, può avere senso ridurre la frequenza o fare una pausa nei periodi di esposizione intensa. La cosa più importante è evitare l’approccio “tutto o niente”.

La routine estiva ideale per chi usa retinolo

Al mattino, la priorità dovrebbe essere una protezione solare ad ampio spettro, applicata in quantità adeguata e riapplicata quando necessario, soprattutto durante esposizioni prolungate.

La sera, il retinolo può essere utilizzato secondo la frequenza che la pelle riesce a tollerare, seguito da una crema idratante.

Se compaiono irritazioni, meglio ridurre gli attivi anziché aumentare la quantità di prodotti.

E durante le vacanze al mare, soprattutto nelle giornate di esposizione intensa, ombra, cappello, abbigliamento protettivo e protezione solare restano più importanti di qualsiasi prodotto anti-age.

Published by
Claudia Montanari