Riscaldamento in casa, come ridurre i consumi senza rinunciare al comfort

Con l’arrivo del freddo, il riscaldamento diventa una delle voci più importanti dei consumi domestici. Eppure, per contenere la bolletta non è necessario rinunciare a una casa calda o trascorrere l’inverno con il termostato al minimo. Spesso sono sufficienti alcune accortezze quotidiane, dalla regolazione della temperatura alla gestione dei termosifoni, fino alla manutenzione dell’impianto.

A ricordarlo è anche l’ENEA, che il 22 ottobre ha diffuso nuove indicazioni per affrontare la stagione invernale riducendo gli sprechi energetici. Secondo l’Agenzia, impostare una temperatura interna di 19 gradi può contribuire a contenere i consumi: per ogni grado in meno, il risparmio può arrivare fino al 10% del combustibile utilizzato per il riscaldamento. Si tratta di una stima indicativa, che varia in base all’abitazione, all’impianto e alle condizioni climatiche.

1. Impostare il termostato a 19 gradi

Uno degli errori più comuni è alzare eccessivamente la temperatura quando si rientra in casa, nella speranza di riscaldare gli ambienti più rapidamente. In realtà, impostare un valore più alto non significa necessariamente ottenere calore prima: può invece portare a raggiungere una temperatura superiore a quella necessaria, aumentando i consumi.

Secondo l’ENEA, 19 gradi rappresentano un riferimento utile per il comfort domestico durante la stagione fredda. La temperatura ideale, tuttavia, dipende anche dalle caratteristiche dell’edificio, dall’umidità, dall’attività svolta e dalle esigenze delle persone che vivono nell’abitazione.

Per contenere i consumi è utile evitare oscillazioni eccessive e regolare il termostato in funzione delle proprie abitudini. Se si trascorrono molte ore fuori casa, un programma di accensione può aiutare a evitare di riscaldare gli ambienti quando non serve.

2. Accendere il riscaldamento solo quando serve

2. Accendere il riscaldamento solo quando serve (blitzquotidiano.it)

Lasciare il riscaldamento acceso per molte ore senza considerare la temperatura esterna o la presenza delle persone in casa può comportare sprechi. Un cronotermostato consente di programmare le fasce orarie in base alla routine quotidiana, evitando di mantenere la stessa temperatura durante tutto il giorno.

Per esempio, si può programmare una temperatura confortevole nelle ore in cui si è in casa e ridurla durante le assenze. La regolazione deve però tenere conto del tipo di impianto: i sistemi radianti, come il riscaldamento a pavimento, hanno tempi di risposta diversi rispetto ai termosifoni tradizionali e possono richiedere una gestione più costante.

È importante anche rispettare i limiti di accensione previsti dalla normativa, che variano in base alla zona climatica. Le regole nazionali prevedono inoltre deroghe e possibili disposizioni locali, perciò è opportuno verificare le indicazioni applicabili al proprio Comune.

3. Non coprire i termosifoni con tende e mobili

Un accorgimento semplice consiste nel lasciare libero lo spazio davanti e sopra i radiatori. Tende lunghe, divani accostati ai termosifoni e mobili ingombranti possono ostacolare la circolazione dell’aria calda, rendendo meno efficace la diffusione del calore nella stanza.

Anche evitare di utilizzare i termosifoni per asciugare il bucato è una buona abitudine: oltre a ostacolare la diffusione del calore, l’umidità rilasciata dai panni può aumentare quella presente nell’ambiente.

Se il radiatore si trova sotto una finestra o lungo una parete esterna poco isolata, si possono valutare pannelli riflettenti specifici da installare dietro il termosifone. La loro utilità dipende dalle caratteristiche della parete e dell’impianto, ma possono contribuire a limitare parte del calore disperso verso l’esterno.

4. Chiudere tapparelle e persiane durante la notte

Le finestre sono uno dei punti attraverso cui un’abitazione può disperdere calore, soprattutto se gli infissi sono vecchi o poco isolanti. Per limitare le dispersioni, durante la notte è utile abbassare tapparelle e persiane e, dove opportuno, chiudere tende più pesanti.

Di giorno, quando c’è il sole, lasciare entrare la luce naturale può contribuire a riscaldare gli ambienti esposti. Quando la temperatura esterna scende, invece, è preferibile schermare le finestre per ridurre la perdita di calore.

Anche gli spifferi meritano attenzione. Guarnizioni deteriorate o infissi che non chiudono correttamente possono rendere la casa più fredda e aumentare il fabbisogno di riscaldamento. Prima di valutare interventi costosi, conviene controllare lo stato delle finestre e individuare le eventuali infiltrazioni d’aria.

5. Cambiare aria senza raffreddare tutta la casa

Arieggiare gli ambienti è importante per rinnovare l’aria interna e limitare l’accumulo di umidità e sostanze inquinanti. Per farlo, però, non è necessario lasciare le finestre socchiuse per molto tempo durante le giornate fredde.

È preferibile aprire le finestre completamente per pochi minuti, quando possibile nelle ore più miti, e richiuderle una volta effettuato il ricambio d’aria. In questo modo si favorisce il ricambio senza raffreddare eccessivamente pareti e arredi.

L’ENEA indica inoltre un intervallo di umidità relativa compreso indicativamente tra il 40% e il 60% come riferimento per il comfort termoigrometrico domestico. Il benessere, infatti, non dipende soltanto dalla temperatura dell’aria, ma anche dall’umidità e dalla temperatura delle superfici della casa.

6. Fare manutenzione alla caldaia e all’impianto

Un impianto non correttamente regolato o sottoposto a manutenzione insufficiente può funzionare in modo meno efficiente. Per questo è importante rispettare gli interventi di controllo e manutenzione previsti per il proprio sistema di riscaldamento, affidandosi a tecnici qualificati.

La manutenzione permette di verificare il corretto funzionamento dei componenti, individuare eventuali anomalie e mantenere l’impianto nelle condizioni previste. È anche una questione di sicurezza, soprattutto nel caso degli apparecchi alimentati a gas.

L’ENEA consiglia inoltre di valutare, quando necessario, un controllo più ampio dell’impianto e dell’isolamento dell’edificio. Non sempre la soluzione consiste nell’accendere meno i termosifoni: in alcune abitazioni, infatti, il problema principale è la dispersione del calore attraverso pareti, tetto e finestre.

7. Valvole termostatiche e termostati intelligenti: quando convengono

Le valvole termostatiche consentono di regolare il flusso d’acqua nei singoli radiatori in funzione della temperatura raggiunta nella stanza. Possono quindi essere utili per evitare di riscaldare allo stesso modo tutti gli ambienti, soprattutto se alcune stanze vengono utilizzate meno frequentemente.

I cronotermostati e i sistemi di regolazione intelligenti permettono invece di programmare il funzionamento dell’impianto e adattarlo agli orari della famiglia. Alcuni dispositivi consentono anche di gestire la temperatura a distanza.

Il vantaggio effettivo dipende dall’impianto di partenza, dalle abitudini e dalle caratteristiche dell’edificio. Prima di acquistare nuovi dispositivi è quindi opportuno verificare che siano compatibili con il sistema esistente e che il risparmio potenziale giustifichi la spesa.

8. Migliorare l’isolamento per risparmiare nel tempo

Se la casa si raffredda rapidamente anche quando il riscaldamento è acceso, potrebbe esserci un problema di isolamento termico. Pareti esterne, tetto, cassonetti delle tapparelle e infissi possono contribuire alle dispersioni, rendendo più difficile mantenere una temperatura confortevole.

In questi casi, piccoli accorgimenti quotidiani possono aiutare, ma per ottenere risultati duraturi potrebbe essere necessario valutare interventi strutturali. La scelta dipende dall’edificio e dovrebbe essere preceduta da una valutazione tecnica, in modo da individuare le dispersioni più rilevanti.

Anche la sostituzione di un impianto obsoleto con una soluzione più efficiente, come una pompa di calore adeguatamente dimensionata, può ridurre i consumi. Si tratta, però, di investimenti da valutare considerando il costo iniziale, le caratteristiche dell’abitazione, il clima e le tariffe energetiche.

Riscaldamento, i cinque errori da evitare per non sprecare energia

Per contenere i consumi senza rinunciare al comfort, è utile ricordare alcune regole fondamentali:

  • Impostare una temperatura troppo alta: ogni grado aggiuntivo può aumentare il fabbisogno energetico.
  • Lasciare il riscaldamento acceso senza una programmazione: meglio adattare gli orari alle proprie abitudini e alle caratteristiche dell’impianto.
  • Coprirе i termosifoni: tende e mobili possono ostacolare la diffusione del calore.
  • Tenere le finestre aperte troppo a lungo: il ricambio d’aria è necessario, ma va effettuato in modo efficace.
  • Trascurare la manutenzione: un impianto controllato regolarmente funziona in condizioni più sicure ed efficienti.

Il risparmio, dunque, non dipende da un singolo gesto, ma dall’insieme delle abitudini quotidiane e dall’efficienza della casa. Regolare correttamente il termostato, limitare le dispersioni e mantenere l’impianto in buone condizioni sono interventi che aiutano a ridurre gli sprechi senza trasformare il comfort domestico in un lusso.

Published by
Claudia Montanari