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Sigarette più care di 5 euro: raccolte già 26mila firme per la legge popolare promossa da oncologi e fondazioni

A un mese dall’avvio della campagna, procede spedita la raccolta delle firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare che punta ad aumentare di cinque euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. Sono già state raggiunte 26mila sottoscrizioni, esattamente la metà delle 50mila necessarie per depositare il testo in Parlamento, che successivamente dovrà discuterlo.

L’iniziativa è promossa da importanti realtà scientifiche come Associazione italiana di oncologia medica, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. Tutti i cittadini maggiorenni possono aderire attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia utilizzando strumenti di identità digitale. “È una questione di salute pubblica perché il fumo è causa di oltre 50 malattie (ma chi smette in 10 anni torna ad avere gli stessi rischi dei non tabagisti) – ricordano i promotori dell’iniziativa -. L’aspettativa di vita complessiva può ridursi di 20 minuti per ogni sigaretta fumata e le persone che fumano per tutta la vita perdono circa 10 anni”.

Impatto sanitario ed economico del tabacco in Italia

I promotori sottolineano dati allarmanti: in Italia il consumo di tabacco è responsabile di circa 93mila morti ogni anno, legati non solo al tumore al polmone ma anche a numerose altre patologie oncologiche, cardiovascolari e respiratorie. Tra queste figurano malattie come broncopneumopatia cronica ostruttiva, ictus e cardiopatia ischemica, che rappresentano alcune delle principali cause di ricovero.

Il tabacco incide inoltre in modo significativo sulla spesa sanitaria: si stima che almeno il 6% delle ospedalizzazioni nazionali sia collegato al fumo. Complessivamente, tra costi diretti e indiretti, il peso economico arriva a circa 26 miliardi di euro l’anno, compresi quasi due miliardi sostenuti dal Servizio sanitario nazionale per i ricoveri dei pazienti colpiti da patologie correlate al tabagismo.

Prezzi più alti per ridurre i fumatori

Secondo i promotori, l’aumento dei prezzi rappresenta la leva più efficace per ridurre il numero di fumatori, soprattutto tra i giovani, categoria particolarmente vulnerabile. In Italia il costo delle sigarette è tra i più bassi in Europa e quasi un quarto degli adulti fuma, mentre circa il 10% dei minorenni ha già un consumo regolare. Negli anni sono state introdotte norme restrittive che hanno prodotto solo cali moderati dei consumi, mentre studi internazionali dimostrano che l’incremento della tassazione ha effetti molto più incisivi.

Le stime indicano che un aumento di cinque euro potrebbe ridurre il consumo complessivo fino al 37% nel medio periodo, con benefici sanitari diffusi. “È la prima campagna di raccolta firme per arrivare a una proposta di legge di iniziativa popolare realizzata da società scientifiche e sta riscuotendo importantissime adesioni – dicono i responsabili della campagna -. Questa iniziativa rappresenta una battaglia di civiltà, che, in un mese dal lancio, ha già ottenuto il supporto di 42 società scientifiche e Istituzioni e di 22 associazioni e fondazioni. Siamo orgogliosi dello straordinario risultato ottenuto, perché significa che siamo sulla strada giusta e i cittadini sono sensibili al ruolo della prevenzione. Ora siamo a metà strada e chiediamo un ulteriore sforzo per raggiungere l’obiettivo delle 50mila firme necessarie”.

“L’incremento delle entrate fiscali determinato da questa legge potrà contribuire a finanziare il Servizio sanitario nazionale – concludono gli organizzatori -. Sono necessarie più risorse per continuare a offrire la migliore assistenza ai cittadini”.

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Filippo Limoncelli