Skincare, servono davvero 10 prodotti? Dermatologi ed esperti spiegano quali passaggi sono fondamentali e quali possono essere superflui (blitzquotidiano.it)
Detergente, tonico, essenza, siero, contorno occhi, crema, acido, retinolo, maschera, olio e naturalmente protezione solare. La skincare moderna può trasformarsi facilmente in una routine da dieci o più passaggi.
Ma la pelle ha davvero bisogno di tutti questi prodotti? Non necessariamente.
La ricerca dermatologica e le indicazioni degli specialisti suggeriscono un approccio molto più semplice: per mantenere la pelle sana servono soprattutto detersione adeguata, idratazione e protezione dai raggi ultravioletti. I prodotti aggiuntivi possono avere un ruolo quando esiste un’esigenza specifica, ma accumulare principi attivi senza una strategia precisa può aumentare il rischio di irritazioni.
Il problema, quindi, non è avere una skincare ricca di prodotti. È usare prodotti che non servono al proprio tipo di pelle o combinarne troppi contemporaneamente.
Negli ultimi anni i social hanno trasformato la skincare in un vero e proprio rituale. Su TikTok, Instagram e YouTube si vedono routine composte da moltissimi prodotti, spesso con l’idea che ogni passaggio aggiunga un ulteriore beneficio: più luminosità, meno rughe, pori più piccoli, pelle più liscia e un aspetto quasi “glass skin”.
Ma la dermatologia non segue necessariamente la stessa logica.
Un approfondimento pubblicato nel 2026 su Nature ha richiamato proprio l’attenzione sulla crescente complessità delle routine skincare mostrate sui social. Alcuni dermatologi hanno osservato che sempre più persone arrivano in ambulatorio utilizzando numerosi prodotti, talvolta senza una reale necessità e con il rischio di irritare la pelle.
La domanda da porsi, quindi, non dovrebbe essere “quanti prodotti posso usare?”, ma “quali problemi voglio realmente trattare?”.
Per una pelle sana, la routine di base può essere sorprendentemente semplice.
La detersione serve a rimuovere residui di cosmetici, sebo, sudore, particelle e altre sostanze accumulate sulla superficie cutanea. Il punto, però, è non esagerare.
Un detergente troppo aggressivo o lavaggi eccessivi possono contribuire a secchezza e irritazione, soprattutto nelle persone con pelle sensibile o secca.
L’American Academy of Dermatology consiglia di utilizzare un detergente delicato e di evitare di sottoporre la pelle a trattamenti inutilmente aggressivi. Non è quindi necessario che il viso “tiri” dopo il lavaggio per essere davvero pulito.
La crema idratante non serve soltanto a dare una sensazione piacevole alla pelle. Un prodotto idratante può aiutare a mantenere l’acqua nella pelle e a sostenere la sua funzione di barriera.
La scelta, però, dovrebbe dipendere dal tipo di pelle. Una pelle molto secca può beneficiare di creme più ricche, mentre una pelle tendente all’acne può preferire formulazioni più leggere e non comedogeniche.
Tra gli ingredienti frequentemente utilizzati nei prodotti idratanti ci sono ceramidi e acido ialuronico, anche se la formulazione complessiva del prodotto è più importante del semplice elenco di un singolo ingrediente.
Se c’è un passaggio della skincare che difficilmente dovrebbe essere considerato “opzionale”, è la protezione solare. L’esposizione ai raggi ultravioletti contribuisce al fotoinvecchiamento e aumenta il rischio di tumori cutanei.
Per questo l’American Academy of Dermatology raccomanda una protezione solare ad ampio spettro con SPF 30 o superiore e suggerisce di utilizzarla quotidianamente quando si è esposti alla luce solare.
E c’è un aspetto particolarmente interessante per chi compra molti prodotti anti-ageing: secondo l’AAD, protezione solare e idratante sono tra i prodotti anti-invecchiamento più efficaci da cui partire.
In altre parole, prima di aggiungere l’ennesimo siero antirughe alla routine, avrebbe senso chiedersi se la protezione solare viene utilizzata con regolarità.
Qui inizia la parte più interessante. Tonici, essenze, sieri, maschere, contorno occhi ed esfolianti non sono necessariamente inutili. Il problema è considerarli obbligatori per tutti.
Un siero alla vitamina C, per esempio, può essere scelto per un determinato obiettivo cosmetico. Un prodotto contenente retinoidi può essere utilizzato per specifiche problematiche della pelle. Un esfoliante può avere un ruolo in alcune routine.
Ma nessuno di questi prodotti sostituisce la base. E soprattutto non è detto che più principi attivi contemporaneamente producano un risultato migliore.
L’AAD avverte che utilizzare troppi prodotti, soprattutto più prodotti anti-ageing contemporaneamente, può irritare la pelle e rendere più evidenti alcuni segni dell’invecchiamento.
Uno dei problemi delle routine molto elaborate è che possono accumulare diversi ingredienti potenzialmente irritanti. Pensiamo, per esempio, a una routine che comprende nello stesso periodo:
Presi singolarmente, alcuni di questi prodotti possono avere un senso. Il problema può nascere dalla combinazione e dalla frequenza di utilizzo.
Quando la pelle viene sottoposta a troppi stimoli, possono comparire rossore, bruciore, secchezza, desquamazione e maggiore sensibilità.
Ed è qui che può verificarsi un paradosso: una persona aumenta il numero di prodotti perché vuole migliorare la pelle e finisce per peggiorarne l’aspetto proprio a causa di una routine troppo aggressiva.
Anche questo è un equivoco molto diffuso. Un prodotto definito naturale, botanico o “clean” non è automaticamente più delicato.
Le sostanze vegetali possono contenere molecole in grado di provocare irritazioni o reazioni allergiche, proprio come possono farlo altri ingredienti cosmetici.
L’AAD sottolinea infatti che il concetto di “naturale” non equivale a “ipoallergenico” e raccomanda cautela soprattutto nelle persone con pelle sensibile.
Per scegliere un cosmetico, quindi, è più utile guardare alla formulazione, al proprio tipo di pelle e all’obiettivo del prodotto piuttosto che lasciarsi guidare soltanto da parole come naturale, puro o clean.
Un metodo semplice consiste nel partire dal problema. Se la pelle è semplicemente secca, potrebbe essere più utile concentrarsi su detersione delicata, idratazione e protezione solare piuttosto che introdurre cinque sieri diversi.
Se il problema principale sono le macchie, si può valutare un trattamento mirato.
Se invece il problema sono acne, rosacea, dermatite o irritazioni persistenti, il discorso cambia ancora: in questi casi un cosmetico scelto casualmente sui social non dovrebbe sostituire una valutazione dermatologica.
L’AAD suggerisce inoltre di concentrarsi su una sola esigenza anti-ageing alla volta, lasciando al prodotto il tempo necessario per agire prima di aggiungere altri trattamenti.
C’è un’altra regola utile per chi ama provare nuovi cosmetici. Non introdurre cinque prodotti contemporaneamente.
Se la pelle migliora, sarà difficile capire quale prodotto abbia contribuito al risultato. Se invece compaiono rossore o irritazione, sarà altrettanto difficile capire quale prodotto sia responsabile.
Inserire gradualmente i nuovi prodotti permette di osservare meglio come reagisce la pelle e di evitare di trasformare la skincare in un esperimento impossibile da interpretare.
Il contorno occhi è uno degli esempi più evidenti della trasformazione della skincare in una lunga lista di prodotti. La pelle intorno agli occhi è effettivamente più sottile e delicata rispetto ad altre zone del viso, ma questo non significa automaticamente che sia necessario acquistare un prodotto separato per ogni persona.
Una crema idratante adatta alla propria pelle può già svolgere una funzione emolliente.
Un prodotto specifico può avere senso quando contiene un ingrediente mirato a una determinata esigenza, ma il semplice fatto che sia venduto come “contorno occhi” non significa che sia automaticamente più efficace di una normale crema idratante.
Anche il tonico non è un passaggio obbligatorio. Può essere piacevole da utilizzare e alcune formulazioni possono contenere ingredienti utili, ma non rappresenta una necessità universale per mantenere sana la pelle.
Lo stesso vale per essenze e mist. Se un prodotto piace e viene tollerato, può tranquillamente rimanere nella routine. Ma se l’obiettivo è costruire una skincare essenziale, non è da lì che bisogna partire.
Una routine efficace deve essere adattata alla persona. Una pelle secca avrà esigenze diverse da una pelle grassa o acneica. Una persona con rosacea avrà necessità diverse da chi vuole semplicemente prevenire il fotoinvecchiamento.
Anche l’età, il clima, la stagione, l’esposizione al sole e l’eventuale presenza di patologie dermatologiche possono cambiare le necessità della pelle.
Per questo non esiste una routine universale da copiare da TikTok. Esiste invece una base comune, alla quale eventualmente aggiungere trattamenti mirati.
Se l’obiettivo è semplicemente mantenere una pelle sana, la routine può essere molto più breve di quanto facciano pensare i social.
Al mattino: detersione delicata, se necessaria; idratante se serve; protezione solare.
Alla sera: detersione; trattamento specifico se necessario; crema idratante.
Tutto ciò che viene aggiunto dopo può avere una funzione, ma dovrebbe rispondere a una domanda precisa: che cosa voglio migliorare e perché questo prodotto dovrebbe aiutarmi?
È un approccio molto diverso dall’accumulare cosmetici perché una determinata routine è diventata virale.