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Tumore al seno, il caffè potrebbe avere un effetto sorprendente: cosa ha scoperto un nuovo studio

Una tazzina di caffè potrebbe avere qualcosa in più da offrire oltre alla consueta dose di energia al mattino. Un nuovo studio ha infatti preso in considerazione l’importanza dei polifenoli, sostanze naturalmente presenti in molti alimenti di origine vegetale, osservando un’associazione tra una loro maggiore assunzione e una minore mortalità specifica per tumore della mammella.

Il dato più curioso riguarda proprio il caffè: tra le donne coinvolte nella ricerca era infatti la principale fonte alimentare di polifenoli, acidi fenolici e lignani.

La notizia, però, va letta con attenzione. Non significa che il caffè sia una terapia contro il tumore al seno, né che bere più tazzine possa impedire a una malattia già diagnosticata di tornare. Lo studio è osservazionale e ha coinvolto soltanto 95 donne. I risultati sono quindi interessanti e biologicamente plausibili, ma devono essere confermati da ricerche più ampie.

Il tema è particolarmente importante perché il tumore della mammella continua a rappresentare una delle principali sfide oncologiche a livello globale. Secondo i dati più recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2024 sono state stimate 2,4 milioni di nuove diagnosi e 694.000 morti nel mondo.

Lo studio che ha messo sotto osservazione i polifenoli

La ricerca, pubblicata sul British Journal of Nutrition, ha seguito prospetticamente 95 donne con una diagnosi di tumore al seno per una media di 11,5 anni.

I ricercatori hanno valutato l’alimentazione delle partecipanti e, in particolare, la quantità di polifenoli assunta attraverso la dieta. Si tratta di una famiglia molto ampia di composti vegetali che comprende diverse categorie, tra cui acidi fenolici e lignani.

Al termine del periodo di osservazione è emerso un dato interessante: le donne con una maggiore assunzione complessiva di polifenoli presentavano una minore probabilità di morire per tumore della mammella. Un’associazione simile è stata osservata anche considerando separatamente gli acidi fenolici e i lignani.

Gli acidi fenolici, inoltre, sono risultati associati a una minore probabilità di recidiva e a una riduzione della mortalità per tutte le cause.

Il risultato più curioso riguarda però la provenienza di queste sostanze. Nel gruppo analizzato, il caffè rappresentava la principale fonte di polifenoli totali, acidi fenolici e lignani.

Ed è proprio da qui che nasce l’interesse per la bevanda più amata dagli italiani.

Quindi il caffè protegge dal tumore al seno?

Quindi il caffè protegge dal tumore al seno? (blitzquotidiano.it)

Non possiamo dirlo. Questa è probabilmente la precisazione più importante dell’intera ricerca. Gli autori hanno studiato l’associazione tra consumo di polifenoli e prognosi, non hanno condotto uno studio nel quale a un gruppo di donne con tumore al seno è stato somministrato caffè per verificare se questo riducesse la mortalità.

Il fatto che il caffè fosse la maggiore fonte di polifenoli nelle partecipanti non dimostra quindi che sia stato il caffè a determinare il risultato.

Potrebbero essere coinvolti altri aspetti dello stile di vita, dell’alimentazione o delle caratteristiche delle partecipanti. Inoltre, il numero di donne analizzate è molto ridotto. In altre parole, il risultato è un segnale da approfondire, non una prova di causa-effetto.

Perché i polifenoli interessano tanto la ricerca sul cancro

I polifenoli sono presenti naturalmente in moltissimi alimenti: frutti di bosco, verdure, legumi, frutta secca, cacao, tè, olio extravergine di oliva, erbe aromatiche e, appunto, caffè.

La loro caratteristica più studiata è l’attività biologica. Questi composti possono interagire con diversi processi dell’organismo coinvolti nell’infiammazione, nello stress ossidativo, nel metabolismo e nella comunicazione cellulare.

Alcuni polifenoli possono inoltre influenzare il microbiota intestinale, mentre altri vengono trasformati dai batteri intestinali in metaboliti biologicamente attivi.

Questo non significa che siano “anticancro” in senso stretto. Il tumore è una malattia estremamente complessa e non può essere prevenuto o curato semplicemente aggiungendo un singolo alimento alla dieta.

Il possibile vantaggio, secondo l’ipotesi alla base di questo filone di ricerca, potrebbe derivare piuttosto dall’interazione tra molti composti diversi all’interno di un’alimentazione complessivamente sana.

Un’altra ricerca del 2026 guarda proprio al caffè

Lo studio sui polifenoli non è l’unica ricerca recente ad aver riportato un’associazione interessante tra caffè e tumore della mammella.

Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 ha analizzato 31 studi di coorte per valutare il rapporto tra consumo di caffè, caffeina e rischio di sviluppare un tumore al seno.

Il risultato è stato un’associazione modesta tra consumo regolare di caffè e minore rischio di tumore della mammella: l’hazard ratio complessivo era 0,95, con un effetto particolarmente evidente nelle donne in postmenopausa. Al contrario, la sola assunzione di caffeina non risultava significativamente associata al rischio e lo stesso valeva per il caffè decaffeinato.

Questo dato è interessante perché suggerisce che, se esiste effettivamente un effetto protettivo, potrebbero essere importanti anche le numerose sostanze bioattive presenti nel caffè oltre alla caffeina.

Ma anche in questo caso si tratta principalmente di dati osservazionali: non dimostrano che il caffè sia la causa della riduzione del rischio.

Il possibile ruolo degli acidi fenolici

Tra i risultati della nuova ricerca, gli acidi fenolici meritano particolare attenzione. Una maggiore assunzione di questi composti è stata associata non soltanto a una minore mortalità specifica per tumore al seno, ma anche a una minore probabilità di recidiva. Nel lavoro, l’hazard ratio per la recidiva associato a una maggiore assunzione di acidi fenolici era 0,35.

È un’associazione statisticamente interessante, ma non deve essere trasformata in una certezza clinica. Uno studio condotto su 95 persone non può stabilire da solo che aumentare gli acidi fenolici nella dieta riduca realmente le recidive.

Servono studi con numeri molto più grandi, popolazioni diverse e valutazioni ripetute dell’alimentazione nel corso degli anni.

Cosa mangiare per assumere più polifenoli

La ricerca non suggerisce di trasformare il caffè in una sorta di “farmaco naturale”. Una strategia più sensata è aumentare la varietà degli alimenti vegetali presenti nella dieta.

Frutti di bosco, uva, mele, verdure colorate, legumi, noci e semi, cacao amaro, tè, spezie e olio extravergine di oliva sono tutti alimenti che apportano diverse tipologie di polifenoli.

Anche il caffè può rientrare tranquillamente in un’alimentazione equilibrata, se viene consumato senza eccessi e se è ben tollerato.

L’American Cancer Society sottolinea infatti l’importanza, per le persone che hanno avuto un tumore al seno, di mantenere un peso salutare, svolgere attività fisica e seguire un’alimentazione sana. L’organizzazione precisa però che non è stato dimostrato che uno specifico alimento o una particolare dieta impediscano con certezza la recidiva.

Meglio il caffè o gli integratori di polifenoli?

Alla luce di questi risultati, sarebbe facile pensare di poter ottenere un effetto maggiore assumendo capsule concentrate di polifenoli. Non è quello che dimostra lo studio.

Anzi, l’attuale evidenza non giustifica l’utilizzo di integratori di polifenoli per prevenire la recidiva del tumore al seno. L’American Cancer Society sottolinea che, ad oggi, nessun integratore alimentare o nutrizionale ha dimostrato in modo chiaro di ridurre il rischio che il tumore della mammella torni.

È quindi molto più ragionevole considerare i polifenoli come parte di un’alimentazione varia, piuttosto che inseguire un singolo composto sotto forma di integratore.

Il vero messaggio dello studio

Il dato più interessante della ricerca non è, in definitiva, “bevi più caffè”.

Il messaggio è molto più ampio: la qualità complessiva dell’alimentazione potrebbe avere un ruolo importante nella salute delle donne dopo una diagnosi di tumore al seno, e i polifenoli potrebbero essere uno dei componenti da studiare più attentamente.

Il caffè emerge perché, nelle 95 donne seguite dai ricercatori, era la principale fonte di queste sostanze. Ma trasformare questa osservazione in una raccomandazione terapeutica sarebbe prematuro.

La ricerca futura dovrà coinvolgere un numero molto maggiore di pazienti, diverse popolazioni e differenti sottotipi di tumore della mammella, tenendo conto anche di trattamenti, attività fisica, peso corporeo e altre caratteristiche dello stile di vita.

Per ora, dunque, una tazzina di caffè può tranquillamente restare nel rituale quotidiano di chi la ama, ma non va considerata una terapia contro il tumore. Il dato davvero promettente è quello che riguarda un’alimentazione ricca e varia di alimenti vegetali e dei loro composti bioattivi: una strada che la ricerca oncologica sta continuando a esplorare.

Published by
Claudia Montanari