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Una bibita zuccherata al giorno è associata a un rischio più alto di tumore allo stomaco: il nuovo studio

Bere ogni giorno bibite zuccherate è stato associato a un rischio di tumore gastrico più che doppio rispetto a un consumo molto occasionale. Il risultato arriva da un nuovo studio condotto su oltre 112mila persone, ma gli scienziati invitano alla cautela: l’associazione non dimostra che sia lo zucchero a provocare il cancro.

Una bibita zuccherata al giorno può avere conseguenze sulla salute dello stomaco? A suggerire una nuova possibile associazione è uno studio condotto su oltre 112mila persone seguite per decenni, secondo il quale il consumo quotidiano di bevande contenenti zucchero sarebbe associato a un rischio significativamente maggiore di sviluppare un tumore gastrico.

Il risultato è particolarmente interessante perché finora le bevande zuccherate sono state studiate soprattutto per il loro rapporto con obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e altri tumori. Molto meno chiaro era invece il loro possibile legame con il cancro dello stomaco.

La nuova ricerca non permette di concludere che bere una bibita al giorno provochi direttamente un tumore. Si tratta infatti di uno studio osservazionale e, come tale, può individuare una relazione statistica ma non stabilire con certezza un rapporto di causa-effetto. La dimensione dell’associazione osservata, tuttavia, ha attirato l’attenzione dei ricercatori.

Lo studio su oltre 112mila persone

Gli scienziati hanno analizzato i dati di 112.284 partecipanti provenienti da due grandi studi statunitensi di lunga durata: il Nurses’ Health Study e l’Health Professionals Follow-Up Study.

Nel corso degli anni i partecipanti hanno fornito periodicamente informazioni sulla propria alimentazione e sullo stile di vita, permettendo ai ricercatori di valutare anche il consumo di bevande zuccherate.

Durante il periodo di osservazione sono stati diagnosticati 278 casi di tumore gastrico.

Gli studiosi hanno quindi confrontato il rischio tra chi consumava abitualmente bevande zuccherate e chi invece le beveva molto raramente. Ed è qui che è emerso il dato più interessante.

Una bibita zuccherata al giorno e un rischio 2,45 volte maggiore

Le persone che consumavano almeno una porzione di bevanda zuccherata al giorno presentavano un rischio di sviluppare un tumore gastrico 2,45 volte maggiore rispetto a chi ne beveva meno di una al mese.

In termini relativi significa un rischio superiore del 145%, ma è fondamentale interpretare correttamente questa percentuale. Infatti, questo non significa che chi beve una bibita zuccherata ogni giorno abbia il 145% di probabilità di sviluppare un tumore allo stomaco.

Si tratta di un aumento relativo del rischio tra due gruppi della popolazione studiata. Inoltre, nonostante l’ampio numero di partecipanti, durante il lungo periodo di osservazione sono stati registrati 278 casi di tumore gastrico. Il risultato indica quindi un’associazione epidemiologica che merita ulteriori approfondimenti, non una previsione individuale.

Nelle donne l’associazione era ancora più forte

Analizzando separatamente i dati, i ricercatori hanno osservato un segnale particolarmente evidente nelle donne. Tra le partecipanti del Nurses’ Health Study, bere più di una bevanda zuccherata al giorno era associato a un rischio di tumore gastrico circa tre volte maggiore rispetto al consumo molto occasionale.

L’associazione complessiva, tuttavia, è stata osservata sia negli uomini sia nelle donne. Anche in questo caso non è possibile stabilire sulla base dello studio perché la relazione apparisse più marcata nella popolazione femminile né concludere che le donne siano necessariamente più vulnerabili agli effetti delle bevande zuccherate.

Ma quali bevande sono state considerate?

Ma quali bevande sono state considerate? (blitzquotidiano.it)

Quando si parla di “bibite zuccherate” non bisogna pensare esclusivamente alla classica cola. Nello studio rientravano tra le sugar-sweetened beverages diverse categorie di bevande con zuccheri aggiunti, tra cui bibite gassate, punch, limonate e bevande sportive.

La caratteristica comune è quindi la presenza di una quantità significativa di zuccheri rapidamente disponibili. I ricercatori hanno analizzato separatamente anche le bevande dolcificate artificialmente a basso contenuto calorico. E qui è emersa una differenza interessante.

Le bevande senza zucchero non mostravano la stessa associazione

Dopo aver considerato diversi possibili fattori confondenti, un maggiore consumo di bevande dolcificate artificialmente non è risultato associato a un aumento dell’incidenza del tumore gastrico.

Questo non significa che lo studio abbia dimostrato che le bibite “zero” proteggano dal cancro o siano necessariamente salutari.

Il risultato suggerisce semplicemente che, all’interno di questa popolazione, il segnale osservato con le bevande zuccherate non compariva nello stesso modo con quelle a basso contenuto calorico. Ed è proprio questa differenza ad aver spinto i ricercatori a interrogarsi sul possibile ruolo dello zucchero e del metabolismo.

Perché lo zucchero potrebbe essere coinvolto?

Il nuovo studio non è stato progettato per stabilire il meccanismo attraverso cui le bevande zuccherate potrebbero influenzare il rischio di tumore gastrico.

Esistono però diverse ipotesi. Un consumo frequente di bevande ricche di zuccheri può favorire nel tempo aumento di peso, insulino-resistenza e alterazioni metaboliche.

Elevati livelli di glucosio e insulina possono influenzare diversi segnali cellulari coinvolti nella crescita e nella proliferazione delle cellule.

Anche l’infiammazione cronica di basso grado, spesso associata alle alterazioni metaboliche, è uno dei meccanismi studiati nel rapporto tra obesità, metabolismo e sviluppo di alcuni tumori.

Un’altra possibile strada riguarda il microbiota, che può essere influenzato dalla composizione della dieta.

Sono tutte spiegazioni biologicamente plausibili, ma al momento rimangono ipotesi: lo studio non dimostra che uno di questi meccanismi sia responsabile dell’associazione osservata.

Il possibile ruolo del fruttosio

C’è però un altro dato interessante. I ricercatori hanno analizzato anche l’assunzione complessiva di fruttosio e hanno osservato un’associazione positiva con l’incidenza del tumore gastrico nella popolazione complessiva e nelle donne.

Il fruttosio è uno degli zuccheri che possono contribuire all’apporto zuccherino delle bevande dolcificate. Anche questo risultato, però, non permette di affermare che il fruttosio provochi il tumore dello stomaco.

Può rappresentare piuttosto un ulteriore indizio per comprendere perché le bevande zuccherate siano risultate associate al rischio mentre quelle dolcificate artificialmente non mostravano la stessa relazione.

E l’Helicobacter pylori?

Quando si parla di tumore dello stomaco c’è un fattore che non può essere ignorato: l’Helicobacter pylori. L’infezione cronica provocata da questo batterio rappresenta uno dei più importanti fattori di rischio conosciuti per il tumore gastrico.

I ricercatori hanno quindi cercato di capire se il consumo di bibite zuccherate potesse essere semplicemente associato a una maggiore presenza dell’infezione. I dati sull’Helicobacter pylori erano però disponibili soltanto per un sottogruppo di 940 partecipanti.

Poco più di un terzo risultava positivo, ma in questo sottogruppo gli studiosi non hanno trovato un’associazione tra consumo di bevande zuccherate e presenza dell’infezione.

È un elemento interessante, ma il numero relativamente piccolo di persone per cui era disponibile questa informazione impedisce di considerare definitivamente escluso il ruolo dell’Helicobacter pylori.

Una bibita al giorno provoca quindi il tumore allo stomaco?

No. È proprio questa la conclusione che non possiamo trarre dallo studio. La ricerca è osservazionale.

Gli studiosi hanno seguito le abitudini alimentari delle persone e successivamente osservato chi sviluppava la malattia. Non hanno assegnato casualmente migliaia di persone a bere bibite zuccherate ogni giorno per vedere cosa sarebbe successo.

Chi beve frequentemente bibite zuccherate potrebbe inoltre differire da chi non le consuma per numerose altre caratteristiche: alimentazione complessiva, peso corporeo, attività fisica, fumo, consumo di alcol e condizioni metaboliche.

Le analisi statistiche possono correggere molti di questi elementi, ma non possono eliminare completamente la possibilità del cosiddetto confondimento residuo.

I limiti dello studio

Gli stessi ricercatori evidenziano diversi aspetti che invitano alla prudenza. Innanzitutto, nonostante gli oltre 112mila partecipanti, i casi di tumore gastrico registrati sono stati 278. Il numero relativamente limitato di diagnosi rende meno precise alcune analisi.

Le informazioni sull’infezione da Helicobacter pylori erano inoltre disponibili solo per una piccola parte del campione.

Mancavano dati completi anche sulla familiarità per tumore gastrico e su altri elementi che potrebbero avere influenzato il rischio.

Infine, i partecipanti erano prevalentemente bianchi e appartenenti a categorie professionali sanitarie. I risultati non possono quindi essere automaticamente generalizzati a tutte le popolazioni.

Significa che bisogna passare alle bibite “zero”?

Nemmeno questa conclusione è giustificata dallo studio. Il fatto che le bevande dolcificate artificialmente non siano risultate associate al tumore gastrico non significa che debbano diventare la bevanda principale della giornata.

La scelta più semplice per ridurre l’assunzione di zuccheri liberi rimane l’acqua.

Tè e caffè non zuccherati e altre bevande senza zuccheri aggiunti possono rappresentare ulteriori alternative, a seconda delle esigenze individuali.

L’obiettivo non dovrebbe essere trovare una bibita da bere senza limiti, ma evitare che le bevande zuccherate diventino una fonte quotidiana e consistente di zuccheri.

Quanto conta davvero una bibita nella dieta?

Probabilmente è questa la domanda più utile da porsi. Una bevanda zuccherata consumata occasionalmente all’interno di un’alimentazione equilibrata è molto diversa dall’abitudine di berne una o più ogni giorno per anni.

Ed è proprio il consumo abituale che interessa studi epidemiologici come questo.

Una delle caratteristiche delle bevande zuccherate è inoltre la facilità con cui permettono di assumere grandi quantità di zuccheri senza produrre lo stesso senso di sazietà di un alimento solido.

Per questo ridurne il consumo è già una delle strategie generalmente consigliate per migliorare la qualità complessiva dell’alimentazione.

Published by
Claudia Montanari