L’Italia delle città scavate nella pietra: oltre Matera- Blitzquotidiano.it
L’Italia continua a stupire con le sue città rupestri, luoghi che raccontano millenni di storia scolpita nella pietra.
Se è vero che Matera è la più celebre tra queste per i suoi Sassi, patrimonio UNESCO dal 1993 e Capitale Mediterranea della Cultura nel 2026, esistono altre gemme italiane immerse nella roccia che meritano di essere scoperte e valorizzate.
Tra le cittadine più affascinanti si distingue Pitigliano in Toscana, soprannominata la “piccola Gerusalemme” per il suo storico legame con la comunità ebraica, e caratterizzata da abitazioni ricavate nel tufo. Le case emergono dalla roccia creando un paesaggio unico che fonde architettura e natura. Analogamente, in Sicilia, Sperlinga spicca per il suo possente castello normanno rupestre, parte integrante di un borgo che si sviluppa tra grotte e abitazioni scavate nell’arenaria, a 750 metri di altitudine. La storia di Sperlinga, che conta oggi circa 650 abitanti, è legata alle famiglie nobiliari che ne hanno segnato il passato e alla conservazione di un dialetto gallo-italico, testimonianza delle migrazioni medievali dal Nord Italia.
Proseguendo verso Sud, la Puglia offre Gravina in Puglia, con un dedalo di grotte e abitazioni rupestri, che raccontano vite e culture antiche. In Campania, Sant’Agata de’ Goti si distingue per le sue abitazioni ricavate nella roccia tufacea, valorizzate da una posizione panoramica che rende il borgo particolarmente suggestivo. Tornando in Toscana, Sorano si conferma un altro esempio emblematico di città tufacea, dove case, chiese e strade si integrano perfettamente nel paesaggio naturale.
Nel Lazio, la suggestiva Civita di Bagnoregio, nota come “il paese che muore” a causa dell’erosione del suo promontorio tufaceo, presenta edifici storici costruiti su solide basi di tufo e un’atmosfera quasi sospesa nel tempo. Infine, l’Abruzzo regala la fortezza di Rocca Calascio, posta ad alta quota, da cui si godono panorami mozzafiato e si ammirano esempi di architettura rupestre inserita in un contesto naturalistico di grande valore.
La città dei Sassi di Matera, capoluogo della Basilicata con circa 59.400 abitanti, continua a essere un punto di riferimento imprescindibile nel panorama delle città rupestri italiane. Il nuovo sindaco Antonio Nicoletti, in carica dal giugno 2025, guida una città che si estende su un territorio vastissimo, il più grande della Basilicata, con oltre 392 km², che confina con numerosi comuni pugliesi e campani.
L’area dei Sassi, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità, è composta da due antichi rioni, il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, scavati nella calcarenite e affacciati sulla profonda Gravina di Matera, un canyon naturale che ne caratterizza il paesaggio. Matera è oggi un museo a cielo aperto, dove si fondono antichi insediamenti preistorici, chiese rupestri e moderne iniziative culturali.
Non solo i Sassi affascinano i visitatori, ma anche il Parco della Murgia Materana, un’area di 8.000 ettari ricca di biodiversità, arte e archeologia rupestre, con villaggi trincerati e chiese scavate nella roccia che testimoniano la millenaria presenza umana.
Matera è anche una città d’arte contemporanea: le opere di Salvador Dalì, come l’Elefante Spaziale in Via San Biagio e il Pianoforte Danzante in Piazza San Francesco, dialogano con il contesto storico creando un connubio tra passato e presente. Il barocco del centro storico del Piano, con palazzi nobiliari come Palazzo Lanfranchi, oggi sede del Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna, completa l’offerta culturale della città.
Nel cuore della Sicilia centrale, il piccolo comune di Sperlinga (650 abitanti) rappresenta un raro esempio di borgo rupestre che conserva un’impronta medievale molto forte. Il suo castello normanno, in parte scavato nella roccia e risalente a epoche pre-greche, domina il paesaggio circostante ed è stato al centro della storia locale fino al XIX secolo.
Il borgo si sviluppa lungo un sistema di grotte e scalinate scavate nella roccia arenaria; tra le attrazioni spiccano la chiesa di San Giovanni Battista, costruita tra il 1597 e il 1610, e la cappella normanna del castello, che conserva elementi architettonici bizantini e gotici catalani. Ogni anno, la tradizionale Sagra del Tortone, dolce tipico locale, celebra la storia e la cultura di Sperlinga con rievocazioni storiche e spettacoli.
Il dialetto gallo-italico ancora parlato nel borgo testimonia le antiche migrazioni lombarde in Sicilia, rendendo Sperlinga un crogiolo di culture e tradizioni. La sua economia si basa su produzioni artigianali di qualità, agricoltura biologica e allevamento, che arricchiscono l’offerta enogastronomica locale.