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Voli a rischio nei giorni più deboli: compagnie pronte a tagliare martedì, mercoledì e sabato per fronteggiare la crisi carburante

Le principali compagnie aeree europee stanno lavorando a piani di emergenza per fronteggiare una possibile carenza di cherosene negli aeroporti del continente. Le strategie allo studio includono la riduzione dei voli e cancellazioni selettive, con l’obiettivo di limitare i disagi mantenendo comunque operativi i collegamenti essenziali. Particolare attenzione verrebbe riservata alle tratte più delicate, come quelle verso le isole.

A preoccupare il settore è soprattutto l’incertezza legata alle forniture energetiche, che potrebbe aggravarsi nelle prossime settimane e costringere le compagnie a riorganizzare rapidamente le proprie operazioni.

Il nodo delle forniture e le dichiarazioni dei manager

Il problema principale riguarda l’approvvigionamento di carburante, influenzato anche dalla situazione nello Stretto di Hormuz, area strategica per il transito del petrolio. “Al momento non c’è nulla di concreto, ma con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso il problema delle forniture diventa, settimana dopo settimana, più serio per il nostro settore”, ha spiegato Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair.

Il manager ha indicato l’inizio di giugno come possibile momento critico, pur senza confermare ufficialmente l’esistenza di un piano dettagliato. Tuttavia, ha ammesso: “Ma ovviamente stiamo facendo degli approfondimenti, sappiamo dove si potrebbe intervenire da subito nel caso fosse necessario”. Anche altri dirigenti del settore confermano che esistono già liste di rotte sacrificabili.

Quali voli rischiano di essere cancellati

Tra le prime misure ipotizzate c’è il taglio dei voli meno strategici. “Innanzitutto toglieremmo i voli di metà giornata”, ha dichiarato O’Leary, spiegando che queste tratte incidono meno sulla mobilità complessiva. L’obiettivo è preservare i collegamenti più importanti, come quelli del mattino e della sera, fondamentali soprattutto per i viaggiatori d’affari.

Anche la distribuzione settimanale potrebbe cambiare. I voli nei giorni con meno traffico — come martedì, mercoledì e sabato — sarebbero i primi a essere ridotti, mentre resterebbero prioritari quelli di lunedì, venerdì e domenica. Il giovedì potrebbe diventare una giornata “intermedia”, influenzata anche dalla diffusione dello smart working.

Tagli alle rotte e impatto su passeggeri e trasporti

Le compagnie valutano inoltre una riduzione significativa delle rotte domestiche, soprattutto dove esistono alternative come i treni ad alta velocità. Questa scelta potrebbe però avere effetti a catena, aumentando la pressione sulle infrastrutture ferroviarie e sulle stazioni.

“Ora siamo nella fase del taglio delle rotte meno redditizie”, ha spiegato un direttore delle operazioni. A essere colpite sono soprattutto le destinazioni stagionali meno richieste e quelle con forte concorrenza. Tuttavia, ridurre le frequenze non è sempre semplice, soprattutto per le compagnie low cost, che operano con tassi di riempimento molto elevati e potrebbero avere difficoltà a riproteggere i passeggeri.

La risposta europea e gli scenari futuri

Nonostante le preoccupazioni, dalle istituzioni europee arriva un invito alla cautela. Apostolos Tzitzikostas ha dichiarato che “al momento non ci sono prove di una carenza di approvvigionamento di carburante per aerei”. Tuttavia, ha riconosciuto che “la situazione è piuttosto critica e dobbiamo essere pronti — e lo siamo — a tutti gli scenari”.

In ogni caso, le compagnie intendono proteggere i principali hub aeroportuali e garantire i collegamenti essenziali, in particolare verso le isole, anche riducendo le frequenze. Il settore resta quindi in una fase di monitoraggio continuo, pronto a intervenire rapidamente se la situazione dovesse peggiorare.

Published by
Filippo Limoncelli