Coronavirus, Higuain in fuga in Argentina col jet privato: “Sono negativo ecco il test”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Marzo 2020 16:21 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2020 16:26
Coronavirus, la fuga di Higuain dalla Juventus: passerà la quarantena in Argentina

Coronavirus, la fuga di Higuain dalla Juventus: passerà la quarantena in Argentina (foto Ansa)

TORINO – Dopo Cristiano Ronaldo, un altro calciatore della Juventus è intenzionato a trascorrere il suo periodo di quarantena lontano dall’Italia ma parliamo di due casi completamenti diversi.

Ronaldo ha raggiunto il Portogallo per seguire la riabilitazione della mamma Maria Dolores Aveiro, colpita qualche settimana fa da un ictus, e non è potuto più rientrare a Torino per un decreto del governo locale che ha vietato i voli per e da l’Italia.

Quando Ronaldo è arrivato in Portogallo, non erano ancora state sospese né la Serie A, né la Champions League. Non era nemmeno ancora uscita la notizia della doppia positività al coronavirus di Rugani e Matuidi.

Higuain sta tentando la fuga verso l’Argentina dopo che tutte queste notizie sono già venute a galla.

Come scrive torino.repubblica.it, un articolo a firma di Jacopo Ricca, Higuain si è presentato all’aeroporto di Torino Caselle con una certificazione medica che dichiarava come lui non fosse positivo al  coronavirus e con un jet privato che lo attendeva in pista.

Per questo gli agenti della Polaria, che da settimane monitorano arrivi e partenze dallo scalo torinese e che stanno controllando scrupolosamente le autorizzazioni a lasciare il Paese, ma anche a muoversi all’interno dello Stato italiano, di chi si presenta ai controlli, non hanno potuto far altro che autorizzare il volo.

Come prosegue torino.repubblica.it, il piano del centravanti bianconero è quello di raggiungere l’Argentina, ma i voli per il suo Paese dall’Italia sono tutti bloccati e così ha organizzato un trasferimento con la sua famiglia per raggiungere prima la Francia, poi la Spagna e da lì volare verso il Sud America.

Gli agenti hanno anche contattato la società per capire se le certificazioni presentate fossero vere, ma non è chiaro se la Juve fosse informata delle intenzioni dalla punta (fonte torino.repubblica.it).