La fiaccola olimpica prosegue il suo viaggio accolta con calore in tutta Italia. Polemiche sui tedofori dimenticati (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Fiaccola Olimpica sempre in viaggio e sempre calorosamente accolta. Partita da Roma il 6 dicembre, dopo il passaggio al Quirinale, prosegue il suo giro d’Italia toccando (con un tour di 63 giorni) ben 110 province con 10.001 tedofori. Il fuoco sacro arriverà al traguardo di Milano il 5 febbraio, giusto alla vigilia dell’accensione del braciere olimpico presso l’Arco della Pace, l’arco trionfale di piazza Sempione, 24 ore prima della spettacolare cerimonia di apertura dei Giochi in Mondovisione allo stadio di San Siro.
Dopo il passaggio a Brescia (sabato 17), Verona (18) e Mantova (19), la fiaccola toccherà sei città del Nord Est. Nell’ordine: Vicenza (20), Padova (21), Venezia (22), Trieste (23), Udine (24), Belluno (25). Lunedì 26 arriverà a Cortina d’Ampezzo, cuore delle Dolomiti, per poi tornarci il 6 febbraio per l’accensione del secondo braciere in piazza Dibona; un ritorno a 70 anni dai Giochi del 1956. E a Cortina, allo “Sliding Center”, un impianto polivalente all’avanguardia, si disputeranno le gare di bob, slittino e skeleton (si scende a 130-140 km/h lungo una pista ghiacciata su una slitta dotata di pattini stando sdraiati a pancia in giù e la testa in avanti). E sempre a Cortina, sulla leggendaria pista delle Tofane – regno di Kristian Ghedina – si terranno anche le gare di sci alpino femminile.
C’era da aspettarselo. Dunque, non stupisce la strigliata addirittura di due ministri – Abodi (Sport) e Salvini (Trasporti) – perché sono stati dimenticati i grandi atleti italiani dello sci non utilizzati nel ruolo di tedofori. I due ministri hanno reclamato con determinazione il coinvolgimento doveroso degli “atleti più rappresentativi dello sport italiano”, non limitandosi dunque agli ori. I ministri hanno chiesto conto dei criteri con cui sono stati selezionati i 10.001 tedofori richiamando tutti alle proprie responsabilità.
Giovanni Malagò, 66 anni, presidente della Fondazione Milano-Cortina (già capo del CONI) con una lettera pubblica ha cercato di raffreddare le polemiche: “Nel mio percorso di dirigente sportivo, ho sempre cercato di mettere gli atleti al centro, sono loro il cuore pulsante dello sport e dei giochi, il simbolo di valori che vanno ben oltre la competizione”. Morale: gli ori olimpici saranno coinvolti.
Sottotraccia si fa largo un’altra polemica sui “Giochi nati dal gran rifiuto della Roma grillina”. Qualcuno ha già detto che questa olimpiade “nasce da un clamoroso autogol”. Uno stop alla candidatura di Roma deciso dall’allora sindaco dei 5 Stelle Virginia Raggi; decisione che Giovanni Malagò francamente non ha mai digerito. All’epoca ha commentato: “Milano-Cortina 2026 nasce dalle ceneri di un disastro, di una follia di una precedente amministrazione comunale che prevedeva che dovevamo fare i giochi estivi a Roma”. Infine, il sogno dei 7 ori come a Lillehammer (Norvegia). Era il 1994 e l’Italia di Compagnoni, Tomba e Di Centa conquistava 20 medaglie. Ora, con 200 azzurri, si tenterà l’impresa record.