Biennale di Venezia, il video della festa al padiglione Russo: sulla t-shirt c'è la faccia de "El Patron" Pietrangelo Buttafuoco (foto Instagram) - Blitz Quotidiano
Nella giornata di ieri ha aperto, con ingresso su invito, il Padiglione russo alla Biennale d’arte di Venezia. Performance musicali con suoni ancestrali e tanti fiori hanno accolto i visitatore nel padiglione della discordia. Al piano superiore il grande albero dell’evento “The Tree is Rooted in the Sky” (L’albero è radicato nel cielo) al centro della stanza e installazioni video con il paesaggio sonoro della Buriazia fra la neve, i cavalli, le montagne. Tutti i sensi sono coinvolti, anche l’olfatto con il profumo dei fiori che si diffonde nelle stanze, ma l’evento che vuol essere una festa dopo sette anni di chiusura del Padiglione è un po’ disorientante.
La serata è proseguita con dj set techno, danze liberatorie e superalcolici. Un ragazzo dal volto mascherato ha indossato una t-shirt con la faccia del presidente della fondazione Pietrangelo Buttafuoco con su scritto “El patron” , ossia il capo. Chiaro il riferimento a Pablo Escobar. Il volto presente sulla maglietta è lo schermo di un cellulare a cui sta arrivando una chiamata da non perdere: “La Biennale is calling…”. Sotto ci sono i due tasti di risposta: il rosso per rifiutare (“Decline. Are you sure?”) e il verde per accettare (“Accept. And must go”). I video sono stati pubblicati sul profilo instagram ufficiale del padiglione russo che scrive: “Venite a ballare con noi!”
Tra suoni di campane ed esibizioni alla chitarra si sono alternati per tutta la giornata gli artisti, nel complesso una trentina, e non tutti russi ma anche stranieri. L’opening ufficiale su invito è previsto per oggi alle 17.00. La registrazione delle performance proseguirà fino all’8 maggio. Poi il padiglione verrà chiuso per tutta la durata della Biennale arte, fino al 22 novembre, e la performance potrà essere vista dal pubblico dall’esterno, su maxi schermi.
Malgrado il padiglione venga chiuso l’8 aprile, nei giorni scorsi l’Unione Europea ha attaccato l’Italia che avrebbe trasformato la Biennale in una vetrina per la Russia. L’ente culturale, in una nota, ieri ha ribadito che presto risponderà alla Ue e di “aver verificato e rispettato tutte le norme nazionali e internazionali, e su ciò ha fornito informazioni anche agli ispettori inviati dall’Autorità vigilante del ministero della Cultura”.
Anche l’ambasciatore russo in Italia A.V. Paramonov era presente, nella giornata di ieri, all’inaugurazone del padiglione. Su Facebook ha commentato: “C’è qualcosa di veramente morboso e irrazionale nell’ossessione dell’Ue di perseguitare la cultura e l’arte russa attraverso sanzioni e ogni sorta di restrizione. Molto deplorevole che la leadership italiana, così come la Direzione della Biennale, siano diventate bersaglio di inaccettabili e brutali diktat e pressioni da parte dell’Ue i cui burocrati grigi e senza volto hanno fatto di tutto per abbassare la ‘cortina di ferro’ e impedire qualsiasi scambio tra i paesi Ue e la Russia”.