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Edoardo Motta, il video dei 4 rigori consecutivi parati all’Atalanta dal portiere della Lazio

La Lazio batte l’Atalanta a Bergamo ai rigori e conquista la sua undicesima finale di Coppa Italia. L’eroe della serata è senza ombra di dubbio il giovane portiere biancoceleste Edoardo Motta. Classe 2005, è lui ad aver portato la Lazio in finale deviando ai supplementari sulla traversa il possibile 2-1 di Scamacca per poi parare ben quattro tiri dal dischetto a Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere in una serie iniziata dal gol di Raspadori, dalla parata di Carnesecchi su Nuno Tavares e proseguita dal palo di Cataldi.

Una sfida da thrilling, con due gol annullati ai padroni di casa, di Ederson nel secondo tempo e di Raspadori ai supplementari, dopo i regolamentari chiusi 1-1.

E Sarri, che a quanto pare non era molto convinto di Motta, è costretto dai fatti a ricredersi e ad incoronarlo. Queste le sue parole a Mediaset: “Sui rigori ha numeri impressionanti, stasera ne ha presi 4 su 5 e in campionato uno a Bologna. Lui è un ragazzo che ha delle prospettive e ancora dei di miglioramento, soprattutto con i piedi. Si tratta di un prospetto importante, ma deve avere nella testa la voglia di migliorare ancora”.

L’allenatore è felice: “Stasera è stata partita difficilissima contro una squadra forte e in uno stadio difficile per chiunque. I ragazzi si sono meritati questa soddisfazione, in questo percorso abbiamo eliminato le due ultime finaliste e stasera una squadra forte prendendoci questa soddisfazione della finale in una stagione difficilissima”.

Motta piange: “Queste lacrime le dedico a tutti”

Edoardo Motta, nato a Biella nel gennaio del 2005, è cresciuto nelle giovanili della Juventus dove ha giocato per 5 stagioni. Poi una serie di prestiti. Dopo la vendita di Mandas il portiere è arrivato alla Lazio a fine gennaio dalla Reggiana ed è costato solo un milione di euro. Avrebbe dovuto fare da vice a Provedel, ma l’infortunio di quest’ultimo l’ha subito lanciato.

Ieri sera ha compiuto un‘impresa da sogno. E a fine partita ha pianto  confessando: “Meglio tenere nascosti i propri segreti. La finale contro l’Inter? Si spera di finirla prima, magari in trionfo, senza andare troppo in là. Ma va bene, saremo pronti. Ricevo tanti consigli. Sono emozionato, non mi è mai capitato. Queste lacrime le dedico a tutti, ai tifosi, a chiunque mi conosca. Grazie”.

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Lorenzo Briotti