Il video del drone che mostra la biblioteca di Niscemi in bilico sulla frana (foto da video) - Blitz Quotidiano
I Vigili del fuoco sono riusciti a recuperare circa 350 libri della biblioteca che ospita la preziosa collezione di Angelo Marsiano, memoria storica di Niscemi, il paese in provincia di Caltanissetta che sta franando. La biblioteca ricade sul fronte di frana e in parte è sospesa nel vuoto. Un video realizzato con un drone mostra la posizione della biblioteca e il rischio che hanno corso i Vigili del fuoco in azione, i quali sono riusciti ad entrare grazie ad una strumentazione con puntatori laser in grado di segnalare immediatamente eventuali movimenti di fabbricati o vibrazioni del pavimento.
La raccolta comprende complessivamente circa 4.000 testi, tra opere antiche e documenti storici di pregio. L’intervento è stato eseguito la mattina di ieri, martedì 23 febbraio, dai Vigili del fuoco, che hanno operato con strumentazioni ad alta precisione per monitorare eventuali movimenti del fabbricato a rischio di cedimento.
Il comandante Salvatore Cantale, spiega: “Prima abbiamo recuperato planimetrie e foto per vedere come e dove erano posizionati i libri. Dopodiché abbiamo perforato il muro di un edificio retrostante e da lì siamo entrati, abbiamo legato le librerie e le abbiamo trascinate per intero. Per garantire la sicurezza delle operazioni è stato utilizzato un drone in grado di trasmettere in tempo reale le immagini, puntatori laser direzionati sull’ultimo edificio posto sul fronte di frana, capaci di rilevare spostamenti dell’ordine di due decimi di millimetro, e uno strumento denominato ‘rescue garden’, sensibile a vibrazioni dell’ordine di due hertz e a variazioni di inclinazione fino a un grado”.
Nei giorni scorsi si era registrata una mobilitazione da parte di scrittori, intellettuali, giornalisti e librai per salvare il patrimonio custodito nella struttura. La biblioteca, oltre ai volumi, conserva documenti, mappe e materiali che ripercorrono la storia di Niscemi e che rischiano di andare definitivamente perduti. Non è stato invece possibile recuperare i volumi custoditi nel seminterrato, poiché l’operazione avrebbe richiesto tempi troppo lunghi rispetto alle condizioni di rischio: la parte del seminterrato è infatti quella che si trova nella zona in cui il terreno sottostante ha già ceduto.