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Il video di Michael J. Fox che parla agli Emmy 2026: “Accettare il Parkinson non significa arrendersi”

Michael J. Fox ha ricevuto agli Emmy 2026 il Bob Hope Humanitarian Award, riconoscimento assegnato per l’impegno filantropico e l’impatto sulla società, per il suo contributo alla ricerca e alla lotta contro il Parkinson. Cinque volte vincitore dell’Emmy, indimenticabile Marty McFly nella trilogia di ‘Ritorno al futuro’, Fox, 65 anni, ha fondato nel 2000 la Michael J. Fox Foundation.

A presentarlo, mentre la platea si alzava applaudendo commossa, è stata Julianna Margulies, sua collega in ‘The Good Wife’. “Accettare il Parkinson non significava arrendermi. Significava fare tutto ciò che potevo per chi vive con questa malattia”, ha detto, accolto da una lunga ovazione. “Siamo sempre più vicini a sconfiggerla per sempre”.

 

Tutti i premi agli Emmy Awards 2026

Grande vittoria di ‘Widow’s Bay’ agli Emmy. La serie Apple TV sugli eccentrici abitanti di un’isola infestata del New England è stata incoronata miglior commedia e ha chiuso la 78esima edizione degli ‘Oscar della tv’ con 14 statuette, più di qualsiasi altro titolo e nuovo record assoluto per una commedia in una sola edizione. Superato il primato di 13 stabilito appena un anno fa da ‘The Studio’.

Oltre agli otto Emmy già conquistati nelle serate dedicate ai premi tecnici, tra cui quello a Betty Gilpin come attrice ospite, ‘Widow’s Bay’ ne ha portati a casa altri sei al Peacock Theater di Los Angeles, vincendo tutte le categorie nelle quali era candidata: serie, protagonista maschile per Matthew Rhys, attori non protagonisti a Stephen Root e Kate O’Flynn, regia con Hiro Murai e sceneggiatura per la creatrice Katie Dippold. Nel complesso, anche se non sono mancati nomi e serie ormai di casa alla Television Academy, sono state soprattutto le novità a prendersi la scena di questa edizione.

Oltre al trionfo di ‘Widow’s Bay’, anche un altro titolo Apple TV al debutto, ‘Pluribus’, ha chiuso con sei statuette, di cui ieri due per la miglior protagonista in una serie drammatica a Rhea Seehorn e per la miglior sceneggiatura a Vince Gilligan, già creatore di ‘Breaking Bad’ e di ‘Better Call Saul’. Il successo consente ad Apple TV di chiudere per la prima volta in testa tra gli studi più premiati: 28 statuette complessive, grazie anche alle tre per categorie tecniche di ‘Margo’s Got Money Troubles’, con Elle Fanning, Michelle Pfeiffer e Nicole Kidman, alle tre di ‘Palm Royale’ e alle vittorie di ‘Slow Horses’, con Gary Oldman, e al documentario ‘Mr. Scorsese’. Una crescita costante per Apple, che lo scorso anno aveva già avuto la serie più premiata, ‘The Studio’, ma era rimasta dietro a HBO Max e Netflix nel medagliere finale.

È soltanto la seconda volta in vent’anni che a guidare gli Emmy non è uno di questi due ultimi: nel 2024 ci era riuscita FX, grazie al combinato di ‘Shōgun’ e ‘The Bear’ (in Italia su Disney+). Nessuna sorpresa invece nella categoria drama, dove ‘The Pitt’, il medical di HBO Max con Noah Wyle nei panni del dottor “Robby”, ha vinto come miglior serie per il secondo anno consecutivo. Wyle ha bissato come miglior attore protagonista. ‘The Pitt’ ha chiuso con sette premi, contribuendo a un bottino di 21 per Hbo Max.

Stesso marchio anche sulle sette statuette ottenute da ‘DTF St. Louis’, con Jason Bateman, David Harbour e Linda Cardellini, che ha battuto tra gli altri ‘Beef’ e ‘The Beast in Me’ di Netflix conquistando il premio come miglior miniserie. È stata anche una serata di record. A condurla Mariska Hargitay, star di ‘Law & Order’, prima donna a presentare la cerimonia in 15 anni, dopo Jane Lynch nel 2011. Matthew Rhys ha vinto due Emmy da protagonista, per ‘Widow’s Bay’ e per la miniserie Netflix ‘The Beast in Me’: aggiungendo il premio ottenuto nel 2018 per ‘The Americans’, è diventato il primo attore uomo a vincere come protagonista nelle tre categorie drama, comedy e limited series.

Jean Smart ha conquistato il quinto Emmy consecutivo, uno per ogni stagione dell’esilarante ‘Hacks’ e l’ottavo della carriera, eguagliando il record di Cloris Leachman e Julia Louis-Dreyfus. Allison Janney l’ha raggiunta a quota otto vincendo come non protagonista per ‘The Diplomat’, dove interpreta la presidente Grace Penn. Sally Field, 79 anni, premiata come protagonista per il film per lo streaming ‘Creature luminose’ (Netflix), è diventata invece la vincitrice più anziana della sua categoria.

Tra gli altri premi, Tom Pelphrey ha vinto come non protagonista per ‘Task’ (Hbo) e Saul Metzstein la regia drama per la quinta stagione di ‘Slow Horses’ (Apple). ‘The Late Show With Stephen Colbert’, cancellato da CBS dopo 11 stagioni a conduzione del mattatore Colbert, ha vinto come miglior varietà per il secondo anno consecutivo.

Published by
Lorenzo Briotti