I funerali di Lea Garofalo
Era stata coraggiosa. Appena ventenne aveva deciso di essere anche lei, come la madre, “un’orgogliosa testimone di giustizia”. Una “scelta di libertà interiore per ripartire con la vita” e si era costituita parte civile contro il padre che le aveva portato via il suo più grande affetto. Aveva collaborato alle indagini, aveva deposto dietro un paravento, senza timori, chiedendo a quell’uomo, da cui non ha mai voluto le scuse e poi condannato all’ergastolo, di dire la verità.
Si è tolta la vita Denise, la figlia di Lea Garofalo, la donna che ha scritto una pagina della storia italiana per aver sfidato la ‘ndrangheta: aveva deciso di collaborare con la magistratura ribellandosi alla cultura dei clan e pagando, però, un prezzo altissimo. Anche lei, come la madre, è morta a 35 anni.
Nel 2009 è stata uccisa dall’ex compagno e padre di Denise, Carlo Cosco, che con altri complici della cosca calabrese aveva organizzato un piano convincendola a lasciare il programma di protezione a cui era sottoposta assieme alla figlia allora adolescente. Era stata attirata in trappola a Milano e ammazzata, bruciata e fatta a pezzi nei dintorni di Monza. Pochi resti furono ritrovati in un tombino solo nel 2012, dopo le rivelazioni di uno dei complici di quello che era stato un agguato premeditato in perfetto stile mafioso.
Una vicenda per cui Denise è rimasta segnata, ma a cui, anche con l’aiuto di Don Luigi Ciotti e della nuova “famiglia” rappresentata da Libera, è riuscita a reagire. Ai funerali della mamma, organizzati da Palazzo Marino nel 2013 in piazza Beccaria, lei c’era. Li ha seguiti dietro una finestra, senza esporsi, ma con un altoparlante ha celebrato ancora una volta la “forza” della madre Lea, che lei aveva raccolto e fatto sua. “Se è successo tutto questo – aveva detto – è solo per il mio bene e non smetterò mai di ringraziarti”.
Denise Cosco, l funerale laico di Lea Garofalo in piazza Beccaria a Milano il 19 ottobre 2013, usò queste parole: “Grazie per avermi dato una vita migliore; tutto quello che è successo è servito a darmi una vita migliore. Ciao mamma”.