Olanda, scoperti i presunti resti di d’Artagnan in una chiesa a Maastricht - Blitz Quotidiano
A distanza di 350 anni dalla morte in battaglia di Charles de Batz de Castelmore, il vero d’Artagnan, i suoi resti potrebbe essere stati finalmente rinvenuti in una chiesa nei pressi di Maastricht. Lo scorso febbraio il pavimento della chiesa dei Santi Pietro e Paolo è crollato, portando alla luce uno scheletro con ciò che restava di un proiettile di moschetto all’altezza del petto e una moneta francese. A riportarlo sono diversi media olandesi come DutchNews. “Il corpo è stato trovato dove un tempo si trovava l’altare. Lì venivano sepolti solo reali o altre persone di rango”, ha dichiarato il diacono Jos Valke a L1Nieuws.
Tale scoperta, se confermata dai test scientifici, proverebbe la teoria della storica francese Odile Bordaz, la quale aveva ipotizzato nel 2008 che d’Artagnan potesse essere stato sepolto “in fretta, come era consuetudine in tempo di guerra”, nella chiesa adiacente all’accampamento militare francese di Wolder. D’Artagnan, capo del corpo d’élite dei gentiluomini del re Luigi XIV, è morto in battaglia nel 1673 durante l’assedio francese di Maastricht, probabilmente a causa di una ferita provocata da un proiettile di moschetto. La sepoltura non è mai stata registrata negli archivi della chiesa.
Il DNA prelevato dai denti dello scheletro è attualmente in fase di confronto con quello di un discendente di un membro della famiglia De Batz. Alcune ossa sono state invece trasferite a Deventer per determinare età, provenienza geografica e sesso del soggetto. Wim Dijkman, che studia la tomba di d’Artagnan da 28 anni, ha invitato alla cautela: “Sono uno scienziato, ma le mie aspettative sono alte”.
D’Artagnan era il braccio destro di Luigi XIV per questioni di spionaggio, missioni segrete e protezione personale. Quando la notizia della sua morte giunse al re, disse alla moglie Maria Teresa: “Ho perso d’Artagnan, di cui mi fidavo ciecamente e che era capace di tutto”. Figura storica poco conosciuta, divenne famoso in tutto il mondo solo in seguito alla pubblicazione dell’opera di Alexandre Dumas, “I tre moschettieri”, nel 1844. Il libro, in realtà poco attinente alla realtà, inquadra D’Artagnan come il quarto moschettiere, insieme ad Aramis, Porthos e Athos.