Frame del video di Richard Gere per ActionAid
“La migrazione può essere gestita senza condizioni disumane, senza indebolire il diritto di chiedere asilo e senza trattare i diritti umani come ostacoli”. È questo il messaggio di Richard Gere, che in un video appello si schiera al fianco di ActionAid e richiama l’attenzione, “non solo sull’inefficacia di politiche migratorie fondate sulla detenzione, sulla deportazione e sull’esternalizzazione del controllo delle frontiere, ma anche sulle conseguenze concrete che queste politiche producono sui diritti e sulla dignità delle persone”, spiega l’associazione.
“La paura – afferma l’attore nel video – sta sostituendo la compassione. Le persone vengono ridotte a numeri, problemi o minacce. La detenzione, la deportazione e l’invio di persone oltre i confini europei vengono sempre più presentati come soluzioni normali”. Gere richiama anche il modello sviluppato dall’Italia con l’Albania, che sposta il controllo della migrazione oltre i confini dell’Unione europea: “Ciò che accade lì potrebbe diventare un modello per il modo in cui l’Europa gestirà la migrazione in futuro”, osserva. Conclude poi con un messaggio di responsabilità condivisa: “Siamo tutti migranti. Difendiamo la nostra comune umanità finché siamo ancora in tempo”.
Il leader della Lega Matteo Salvini, su X ha replicato all’attore: “Richard Gere, il ricco signore che doveva testimoniare contro di me per mandarmi in galera perché avevo chiuso i porti ai clandestini, torna ad attaccare l’Italia e gli Italiani. Siamo razzisti perché non accogliamo tutti gli immigrati che lui vorrebbe? Caro radical chic che vive nel lusso, continua a fare l’attore (peraltro bravo) ma evita di dare lezioni non richieste agli Italiani”.
Salvini ha deciso di replicare a Richard Gere per via del precedente citato dallo stesso Salvini su X: il caso della Open Arms dell’agosto 2019. L’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, applicando la politica dei “porti chiusi” impedì lo sbarco di Open Arms a Lampedusa scatenando un duro scontro politico e un caso giudiziario finito con l’assoluzione di Salvini. Richard Gere in quei giorni era in vacanza in Italia. Venuto a conoscenza della situazione decise di agire in prima persona contattando l’ong e portando cibo, acqua potabile e beni di prima necessità ai 121 migranti allora bloccati. L’attore avrebbe poi dovuto testimonare contro l’allora ministro dell’Interno.