Salvini contestato al concerto di Diodato per De André. L'intervento di Dori Ghezzi e la replica del ministro: "Nessuno può decidere quali artisti posso ascoltare" - Blitz Quotidiano
Matteo Salvini è stato contestato in Sardegna mentre assisteva al concerto di Diodato, dedicato a Fabrizio De André, all’Agnata, in Gallura. Una ragazza del pubblico si è alzata e ha protestato riguardo alla presenza del vicepremier, seduto in prima fila accanto a Dori Ghezzi, vedova di De André. è stata proprio lei a prendere la parola e a salire sul palco, difendendo Salvini: pur ricordando le proprie idee di sinistra, Dori Ghezzi ha infatti sottolineato l’importanza del dialogo anche con chi ha posizioni politiche diverse. Dopo il suo intervento, anche il cantante Diodato ha voluto esprimere la sua opinione sulla vicenda: “Non sono nessuno per cacciare qualcuno. Speriamo che la musica di De André illumini un po’ di più anche la nostra classe politica”.
Matteo Salvini ha commentato l’episodio affidandosi ai social: “Ma cosa sta succedendo? Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi andarsene? Io sono anche abituato a contestazioni e insulti, a volte può accadere, nessun dramma. Faccio politica da una vita: non è questo il problema. Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi (anche se ha disturbato l’artista, Dori e tutto il resto del pubblico) così come io ho il diritto di risponderle. Funziona così, si chiama democrazia. Ma nessuno – e ripeto NESSUNO – può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare. Amo De André dai tempi del liceo, grazie ai dischi dei miei genitori”.
Salvini ha poi scritto: “Ho avuto la fortuna di ascoltarlo tante volte dal vivo e nel 2003 ho avuto l’onore, da consigliere comunale a Milano, di contribuire all’assegnazione dell’Ambrogino d’oro alla sua memoria. Non so cosa direbbe Fabrizio oggi. E soprattutto non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai. So cosa dicono a me le sue canzoni, la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione”
“Sapete però cosa mi preoccupa davvero? Non quello che è successo a me. Ma il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli. Un mondo in cui sei libero, ma solo se hai le idee “giuste”? In cui puoi ascoltare un artista, ma solo se hai la patente politica giusta? No. Non esiste. I nostri figli non devono chiedere il permesso a nessuno per essere liberi”.