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Scontri tra polizia e militanti pro Pal che provano a raggiungere la Biennale. Una ventina di Padiglioni chiudono per protesta contro Israele

Nel pomeriggio di oggi ci sono stati scontri tra polizia e manifestanti al corteo contro la presenza di Israele alla Biennale di Venezia. Il contatto c’è stato quando il corteo ha tentato di sfondare il blocco della polizia per avvicinarsi all’entrata dell’Arsenale dove si trova il Padiglione di Israele. Il canale Telegram Global Project aveva annunciato: “Questo pomeriggio alle 16.30 è previsto il corteo che da Via Garibaldi punterà a raggiungere il padiglione israeliano all’Arsenale, contro il genocidio e la militarizzazione dell’economia, per i diritti di lavoratrici e lavoratori e in solidarietà con gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago e Saif, detenuti ora in Israele”.

Una ventina di Padiglioni chiudono per protesta contro Israele

Alla Biennale intanto, una ventina di Padiglioni nazionali hanno deciso di chiudere per protesta contro la presenza di Israele. Tra questi ci sono Austria, Belgio, Egitto, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Finlandia, Olanda, Irlanda, Qatar, Malta, Cipro, Ecuador, Regno Unito e Arti Applicate, ma la lista è in aggiornamento. Lo annuncia il canale Telegram Global Project: “Decine di padiglioni ed esposizioni della Biennale di Venezia rimangono chiusi per lo sciopero di lavoratrici e lavoratori della cultura contro la presenza del Padiglione israeliano e il genocidio ancora in corso in Palestina”.

La mobilitazione “senza precedenti” è promossa, tra gli altri, dal collettivo Anga – Art Not Genocide Alliance. “Questo pomeriggio alle 16.30 è previsto il corteo che da Via Garibaldi punterà a raggiungere il padiglione israeliano all’Arsenale, contro il genocidio e la militarizzazione dell’economia, per i diritti di lavoratrici e lavoratori e in solidarietà con gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago e Saif, detenuti ora in Israele” aveva scritto sempre il canale Telegram Global Project.

Published by
Lorenzo Briotti