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“Siamo i nipoti del comunismo, distruggiamo il capitalismo”: Il comizio del giovane dirigente del Pd alla Festa dell’Unità

“Dobbiamo distruggere questo capitalismo e creare un nuovo sistema economico”. E ancora: bisogna liberarsi “dal giogo statunitense, dal sionismo e dall’oppressione dei potenti”. Dopo le parole sui “disertori” pronunciate alla  Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia dalla segretaria dei Giovani Democratici Virginia Libero, arriva un altro intervento destinato a riaccendere il confronto sull’identità della nuova generazione del Partito Democratico.

A pronunciarlo è Marco Rocco De Luca, consigliere comunale Pd di Cesena e anch’esso dirigente dei Giovani Democratici, oggi responsabile nazionale Cultura Politica, Fondazioni, Memoria e Antifascismo dell’organizzazione giovanile. De Luca, classe 2000, siede dal 2024 nel Consiglio comunale di Cesena.

“Siamo i figli del comunismo”

Nel video pubblicato sul proprio profilo Instagram, De Luca parte dalla storia della sinistra italiana: “Sì, noi siamo i figli, noi siamo i nipoti della storia del comunismo italiano e nel concreto dobbiamo liberarci dal giogo imperialista di Trump e degli Stati Uniti, dall’ossessiva retorica sionista, dalla tentazione di cedere alle sirene del capitalismo, del capitale, del liberismo e salpare finalmente con coraggio verso nuovi orizzonti”.

Ancora più esplicita la didascalia scelta per accompagnare il filmato: “Per essere vera alternativa, dobbiamo distruggere questo capitalismo e creare un nuovo sistema economico. Dobbiamo liberarci dal giogo statunitense, dal sionismo e dall’oppressione dei potenti. Con coraggio, senza indugi”.

I punti di contatto con i Democratic Socialists of America

Il lessico utilizzato da alcuni esponenti della nuova generazione dem presenta punti di contatto evidenti con quello dei Democratic Socialists of America, capitanati da Bernie Sanders e ora rappresentati da Zohran Mamdani, soprattutto nella critica strutturale al capitalismo, nell’anti-imperialismo e nelle posizioni sulla questione palestinese.

Negli Stati Uniti i “socialisti” non sono una corrente ufficiale del Partito Democratico: sono un’organizzazione politica autonoma che partecipa anche alle competizioni elettorali sostenendo candidati che spesso corrono alle primarie, mentre dichiara come obiettivo di lungo periodo la costruzione di una forza socialista indipendente.

La piattaforma politica elaborata dai Dsa per il 2026-2027 parla apertamente di una società “senza capitalismo”, propone di sottrarre al profitto settori come sanità, energia, trasporti e casa e descrive l’obiettivo finale come la costruzione di una repubblica socialista democratica. Sul piano internazionale associa la critica al capitalismo a quella dell’”imperialismo” americano e sostiene la fine degli aiuti militari ed economici statunitensi a Israele.

È su questo terreno che le parole pronunciate a Reggio Emilia assumono un significato politico che va oltre il singolo intervento. “Distruggere questo capitalismo”, il richiamo al “giogo imperialista” degli Stati Uniti, la critica al sionismo e, pochi giorni prima, l’opposizione alla prospettiva di un maggiore impegno militare compongono un vocabolario sensibilmente diverso da quello della tradizione riformista che ha costituito una delle anime del Pd fin dalla sua nascita.

Da statuto, i Giovani Democratici hanno autonomia organizzativa rispetto al Partito Democratico, ma l’iscrizione ai Gd coincide normalmente con quella al partito.

Tra i primi a rilanciare il video di De Luca è Luigi Marattin, deputato e segretario nazionale del Partito Liberaldemocratico, formazione nata nel 2025 e collocata su posizioni liberali e riformatrici. Marattin, che nel passato ha militato prima nel Pd poi in Italia Viva, all’Adnkronos Marattin ha commentato così: “Il Comitato di Liberazione serve contro il Campo Largo”.

 

Published by
Lorenzo Briotti