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Sydney Sweeney nuda nello spot, la rivolta delle atlete: “Ecco come appaiono le donne nello sport”

Velociste, nuotatrici, ginnaste, rugbiste e campionesse olimpiche si sono unite in una protesta diventata rapidamente virale contro Sydney Sweeney. Al centro della polemica c’è una pubblicità dedicata alle scommesse sportive nella quale l’attrice statunitense appare completamente nuda, coprendo le parti intime con alcuni attrezzi legati allo sport.

La campagna pubblicitaria ha provocato la reazione di numerose atlete, che accusano lo spot di rappresentare le donne attraverso il loro aspetto fisico, mettendo in secondo piano sacrifici, risultati e professionalità. Una contestazione che, nel giro di poche ore, ha coinvolto sportive di discipline e Paesi diversi.

Gracie Kramer dà il via alla protesta

La prima a esporsi pubblicamente è stata la ginnasta americana Gracie Kramer. L’atleta ha pubblicato sui social un video nel quale appare durante un allenamento, accompagnandolo con una frase diventata rapidamente il simbolo della protesta: “Non so cosa stesse facendo Sydney Sweeney, ma ecco come appaiono le donne nello sport”.

Il messaggio della Kramer ha aperto la strada ad altre campionesse. Tra loro anche l’inglese Amy Hunt, quattro volte campionessa europea. Dopo aver corso i 200 metri a Budapest, la velocista ha deciso di affrontare direttamente l’argomento durante un’intervista con la Bbc Sport.

“Sydney Sweeney, ecco come appaiono le donne nello sport”, ha dichiarato Hunt, rilanciando così la protesta iniziata sui social.

La protesta diventa internazionale

Dopo le prime prese di posizione, numerose atlete di diverse discipline hanno iniziato a pubblicare immagini e video nei quali mostrano il loro quotidiano fatto di allenamenti, gare e sacrifici. Un modo per contrapporre alla rappresentazione proposta dallo spot quella delle donne impegnate realmente nello sport professionistico.

Tra le voci più importanti c’è quella di Ariarne Titmus, nuotatrice australiana quattro volte campionessa olimpica. La sportiva ha espresso una dura critica nei confronti della pubblicità, sostenendo che il messaggio non riguardi soltanto le atlete professioniste, ma tutte le donne che amano e praticano sport.

“Non solo un calcio in faccia per ogni donna che ha dedicato la propria vita a perfezionare la propria arte, ma per ogni donna a cui piace lo sport per quello che è veramente”, ha dichiarato Titmus.

 

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Filippo Limoncelli