Garlasco, la pista alternativa di Roberta Bruzzone: “Tre soggetti sulla scena legati al movente cocaina” (foto da video) - Blitz quotidiano
Una nuova possibile chiave di lettura del delitto di Garlasco torna ad alimentare il dibattito mediatico e investigativo. A rilanciare una pista alternativa è stata la criminologa Roberta Bruzzone durante una puntata di Quarto Grado. Secondo quanto spiegato in trasmissione, esisterebbero alcuni audio in grado di delineare uno scenario differente rispetto a quello finora emerso.
Bruzzone ha raccontato di essere entrata in possesso, insieme a un avvocato di cui non ha rivelato il nome, di registrazioni che conterrebbero riferimenti a più persone presenti sulla scena del crimine e a un possibile movente collegato alla cocaina. La criminologa ha precisato di aver avviato un lavoro di verifica sui contenuti degli audio per accertarne la credibilità e per raccogliere eventuali riscontri oggettivi.
Nel corso della trasmissione, la criminologa ha spiegato: “Bisogna capire se si tratta di millanterie, non lo posso escludere, però alcune cose che sono accadute in questa inchiesta parrebbero deporre per una lettura diversa”. Un’affermazione che lascia intendere come alcuni elementi emersi durante le verifiche possano effettivamente dare forza a questa nuova ipotesi investigativa.
Bruzzone ha inoltre sottolineato che il lavoro svolto insieme al legale sarebbe ormai vicino alla conclusione. Gli audio, una volta completati tutti i passaggi formali necessari, verranno consegnati alla Procura. Successivamente potrebbero anche essere resi pubblici.
Durante l’intervista con Gianluigi Nuzzi, Bruzzone è entrata nel dettaglio dell’ipotesi contenuta nelle registrazioni. “Mi pare di aver già esplicitato l’ipotesi contenuta in questi audio, ossia che fossero tre i soggetti agenti e cioè Stefania Cappa, Andrea Sempio e Michele Bertani (amico di Sempio morto suicida nel 2016, ndr). Sono ipotesi che sento anche spifferare in giro a più riprese e da più soggetti e quindi che non sarà una grossa novità quello che negli audio emergerà. La pista alternativa sarebbe questa, di tre soggetti sulla scena legati al movente cocaina”.
Secondo quanto riportato dalla criminologa, gli audio conterrebbero riferimenti precisi a comportamenti e azioni che potrebbero configurare reati perseguibili d’ufficio. Bruzzone ha mantenuto il massimo riserbo sui dettagli, limitandosi a spiegare che nelle registrazioni ci sarebbero dichiarazioni molto delicate.
“Ci sono una serie di dichiarazioni di azioni commesse che configurano reati procedibili di ufficio, non posso essere più esplicita”, ha affermato. Le registrazioni farebbero riferimento anche a presunti rapporti e contatti con alcuni investigatori impegnati nelle indagini legate al caso di Garlasco.
Uno degli aspetti più delicati emersi riguarda le possibili pressioni esercitate su alcuni inquirenti coinvolti nell’inchiesta. Secondo Bruzzone, negli audio sarebbero citati più volte nomi di investigatori e verrebbero descritte condotte che potrebbero aver influenzato il corso delle indagini. “Possiamo ipotizzare un’influenza indebita per motivazioni legate probabilmente a questioni personali. Poi sarà un magistrato a valutare”, ha dichiarato la criminologa, sottolineando però che ogni valutazione definitiva spetterà esclusivamente alla magistratura.
Bruzzone ha spiegato che le azioni raccontate nelle registrazioni apparirebbero quasi come una sorta di confessione. Proprio per questo motivo il lavoro di verifica sarebbe stato particolarmente lungo e complesso. “Non è stato banale mettere insieme una serie di riscontri”, ha precisato.
La criminologa ha infine ribadito che esisterebbero già alcuni elementi “circostanziali” in grado di supportare almeno in parte il contenuto degli audio. Resta ora da capire quale sarà il peso effettivo di queste registrazioni una volta consegnate agli investigatori e alla Procura, e se potranno davvero aprire nuovi scenari nel complesso caso di Garlasco.