Delitto di Garlasco, i genitori di Chiara Poggi difendono Sempio: "Impossibile riscrivere la storia dal nulla" (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Non si può “riscrivere la storia dal nulla”, perché non esiste alcuno “spazio” per cambiare una verità giudiziaria che, pur attraversando anni tormentati, si è conclusa con una sentenza definitiva fondata su “elementi” ritenuti solidi. È questa la convinzione della famiglia Poggi, che continua a sostenere senza esitazioni la colpevolezza di Alberto Stasi, condannato in via definitiva dalla Cassazione nel 2015 a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi.
Allo stesso tempo, i familiari della vittima ritengono che Andrea Sempio, storico amico del fratello Marco, sia “una persona che veramente sembra non aver alcuna attinenza con il delitto”, nonostante la Procura di Pavia lo consideri oggi il presunto responsabile del delitto.
A spiegare la posizione della famiglia è l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, che sottolinea il dolore mai superato dai genitori di Chiara: “Umanamente, hanno perso una figlia e quello è il dramma che vivono e vivranno per la loro vita. Sanno che è colpevole Stasi e che, in qualche modo, si vuole cercare di togliergli questo ruolo. Direi che la situazione è unica, forse, nel panorama giudiziario italiano”.
La Procura pavese sostiene di avere raccolto nuovi elementi contro Sempio, compreso un possibile movente legato a un presunto rifiuto sentimentale subito dall’allora 19enne. Gli inquirenti fanno inoltre riferimento ad alcune frasi pronunciate dal giovane in auto e registrate da una microspia, interpretate come possibili elementi di autoaccusa.
Una lettura che però viene respinta con forza dai legali della famiglia Poggi. L’avvocato Francesco Compagna afferma infatti: “Non è certo con delle suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti. Adesso accade con delle registrazioni di un anno fa dei soliloqui dell’indagato mentre sentiva delle trasmissioni o dei podcast e sinceramente tutto mi pare fuorché un dato confessorio”.
Compagna aggiunge anche un duro paragone sul modo in cui Sempio sarebbe stato seguito dagli investigatori: “Parliamo di un ragazzo che viene braccato e intercettato come Jim Carrey nel famoso The Truman Show”.
Secondo il legale, esistono già troppi elementi consolidati che hanno portato alla condanna definitiva di Stasi perché si possa ipotizzare oggi una ricostruzione completamente diversa dei fatti. “Sono troppi gli elementi che erano già stati raccolti e che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi perché qualcuno possa immaginare di riscrivere la storia dal nulla. Parliamo del falso ritrovamento del corpo di Chiara sotto le scale, dell’occultamento della bici nera da donna che era stata vista da ben due testimoni quella mattina, dello spostamento dei pedali col Dna su un’altra bici, delle Frau 42, delle impronte sul dispenser del lavandino, insomma tutto ciò che si doveva accertare è già stato accertato”.
Nel frattempo Marco Poggi, ascoltato tre volte come testimone nella nuova inchiesta, continua a sostenere con fermezza che il suo amico Andrea Sempio “non può essere stato” l’autore del delitto. Marco ha inoltre ribadito di non aver “mai visto con Andrea” i presunti video intimi che riguardavano la sorella e Stasi.
Secondo quanto riportato dai social del Tg1, nelle carte investigative i carabinieri definirebbero Marco Poggi “ostile” e impegnato in una “costante difesa d’ufficio” di Sempio. Durante un interrogatorio del 20 maggio 2025, il ragazzo avrebbe dichiarato: “Capisco che fate il vostro lavoro però in questa situazione mi state influenzando”.
Sul piano giudiziario la situazione resta particolarmente delicata. Prima di un eventuale rinvio a giudizio di Sempio, la Procura dovrà probabilmente attendere la conclusione dell’iter relativo alla richiesta di revisione del processo Stasi. Portare contemporaneamente davanti a un giudice un nuovo presunto colpevole, mentre esiste una sentenza definitiva nei confronti di un altro imputato per lo stesso omicidio, rappresenterebbe infatti un passaggio estremamente complesso.
Infine, Tizzoni torna sugli aspetti tecnici legati ai presunti file contenenti video intimi. “I nostri consulenti informatici hanno negato che ci sia stata qualsiasi visualizzazione di quella cartella, negano anche che sia stata usata una pendrive, perché ci sarebbe stata traccia, e che siano stati visti o copiati”. Il legale conclude ricordando che “i processi di questo tipo si risolvono con prove scientifiche e oggettive e qui non è emerso niente di certo nei confronti di Sempio, mentre è emerso qualcosa ancora nei confronti di Stasi, ossia il Dna sulla cannuccia dell’Estathé della colazione”.