“Deliveroo Italia sotto controllo giudiziario: Procura di Milano denuncia sfruttamento e redditi sotto soglia dei riders” (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Ad un mese dal caso Foodinho-Glovo, anche Deliveroo Italia srl è stata messa in “controllo giudiziario” dalla Procura di Milano. L’ente ritiene “urgente interrompere una situazione di vero e proprio sfruttamento ai danni di un numero rilevante di lavoratori” ciclofattorini, “che percepiscono retribuzioni sicuramente non proporzionate né alla qualità né alla quantità del lavoro”, poco meno di 4 euro l’ora, “contrastanti con l’articolo 36 della Costituzione”.
La Procura ha evidenziato che tali condizioni non permettono di garantire “una esistenza libera e dignitosa”. Glovo e Deliveroo rappresentano i maggiori operatori del settore, insieme a Just Eat che già dal 2022 ha cambiato modello inquadrando gran parte dei suoi ciclofattorini come dipendenti, con una paga media di circa 8,50 euro l’ora più bonus, ferie, maternità e TFR.
Nel caso di Deliveroo, pur operando in regime di partita Iva autonoma, gli inquirenti ritengono che la società gestisca i riders come lavoratori dipendenti. Il pm Paolo Storari spiega che la piattaforma “gestisce la prestazione lavorativa attraverso una piattaforma informatica che predefinisce l’ambiente operativo, governa la prestazione tramite stati operativi digitali, geolocalizza costantemente i prestatori d’opera, misura la disponibilità e la performance del lavoratore, e collega questi indici alla retribuzione”.
In pratica, la prestazione lavorativa è etero-organizzata dall’algoritmo, che “governa l’allocazione del lavoro e a incidere sulla continuità delle occasioni di guadagno tramite metriche reputazionali e/o indicatori di performance (come partecipazione, affidabilità, tempestività, accettazione)”.
L’indagine, basata sulle analisi della piattaforma e sulle testimonianze di circa 40 riders, mostra che molti percepiscono un reddito netto annuo inferiore alla soglia di povertà, pur lavorando molte ore settimanali.
Il pm inoltre sottolinea che “risultano sotto soglia 30 rider su 40 (80%), con uno scostamento medio rispetto alla soglia di povertà di 7.600 euro annui, e punte di 15.300 euro annui”. Il raffronto con i livelli previsti dal contratto collettivo evidenzia che “35 lavoratori su 37, il 94 per cento” percepiscono meno dei minimi stabiliti, confermando la gravità delle condizioni di lavoro.