Cronaca

Flotilla, cinquanta attivisti ricoverati a Istanbul. Tra loro anche un italiano. Il racconto: “Tecnicamente siamo stati in un campo di concentramento galleggiante in mezzo al Mediterraneo”

Circa cinquanta attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante la detenzione in Israele. Tra loro anche un italiano. “Stiamo cercando in queste ore di avere notizie sulle sue condizioni di salute – spiega la portavoce italiana Maria Elena Delia – ci riferiscono che in tanti hanno ripotato lesioni serie e alcuni sono sotto shock”.

Sul caso dell’abbordaggio della Flotilla la procura di Roma valuta l’ipotesi di reati che vanno dal sequestro di persona alla tortura e violenza sessuale. Gli inquirenti stanno analizzando anche i video diffusi dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, in cui compaiono attivisti inginocchiati e ammanettati, per verificare la presenza di italiani e le parole di scherno. A piazzale Clodio sono già iniziati gli interrogatori dei rientrati, tra cui il deputato M5S Dario Carotenuto.

Intanto gli attivisti Dario Salvetti e Antonella Bundu raccontano: “Tecnicamente siamo stati in un campo di concentramento galleggiante in mezzo al Mediterraneo: non è un termine che usiamo con leggerezza, ma dal momento in cui una persona ti punta un mitra e ti sequestra portandoti in un luogo in cui non hai nessun diritto… Eravamo persone senza documenti a cui era stato dato un numero, dentro container circondati dal filo spinato, senza acqua, cibo o toilette, con persone che ci sparavano addosso pallini”. E ancora: “Qualsiasi cosa che abbiamo vissuto è nulla rispetto a quello che vivono ogni giorno i palestinesi… Qualsiasi spostamento facessimo eravamo sempre ammanettati… abbiamo saputo dell’uso di taser su persone bagnate, al collo o sui genitali…”.

Aggiungono: “Il sequestro è avvenuto in acque internazionali… ci hanno dato un numero, io ero il 263… Le 48 ore successive sono state tortura fisica e psicologica… Il sistema era oliato, collaudato… Una società in bolla, una distopia”.

E ancora: “Ci sono arrivati tanti messaggi di solidarietà dai gazawi e rifaremmo tutto… il silenzio non è più accettabile… dobbiamo avviare una campagna di boicottaggio economico e sociale verso Israele come per il Sudafrica dell’apartheid”.

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Amedeo Vinciguerra