Cronaca

Il 23% dei ragazzi italiani è stato vittima di cyberbullismo

Oltre la metà dei ragazzi italiani trascorre più di tre ore al giorno online, uno su due utilizza l’intelligenza artificiale per i compiti e quasi un quarto ha incontrato di persona sconosciuti conosciuti in rete. Il 23% è stato vittima di cyberbullismo o vi ha assistito, ma solo il 5% ha chiesto aiuto.

È la fotografia scattata dall’ultima indagine Moige-Istituto Piepoli 2025 su 1.546 studenti di scuole medie e superiori, che racconta una generazione iperconnessa (55% oltre le tre ore quotidiane, 14% oltre cinque), esposta a rischi crescenti e spesso sola davanti alle violenze digitali.

In vista del Safer Internet Day 2026 del 10 febbraio, il Moige ha lanciato dall’Istituto Comprensivo Regina Elena di Roma una nuova “offensiva” contro il cyberbullismo, con il sostegno della Fondazione Roma e un centro mobile antibullismo: un ufficio itinerante con personale specializzato che raggiungerà scuole e comuni per coinvolgere studenti, docenti e famiglie.

Il cyberbullismo colpisce “duro e nel silenzio”: il 7% dichiara di esserne stato vittima diretta, il 16% testimone. Tra i comportamenti più diffusi esclusioni dai gruppi, pettegolezzi, insulti e hate speech: il 29% ha subito o assistito a episodi simili, un altro 36% li segnala come occasionali. Preoccupa l’omertà: solo il 12% interviene in difesa della vittima, appena il 5% si rivolge a un adulto, il 7% non fa nulla. Lo smartphone domina (93%), i social sono usati dal 94%: WhatsApp (87%), TikTok (58%), Instagram (57%), YouTube (55%). Il 30% accetta amicizie da sconosciuti e il 23% li incontra offline, dato che sale al 31% tra i 15-17enni. Intanto l’IA avanza: il 51% la usa regolarmente, il 29% per i compiti (54% tra i più grandi). Attivi anche il numero verde 800 93 70 70 e la chat 333 11 22 11 2 per chiedere aiuto.

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Francesca Ripoli