Cronaca

Il pugilato come sport per allontanare i giovani dalle criticità di Rozzano, l’anniversario dell’iniziativa di don Luigi Scarlino

Questa settimana si festeggia in vari modi l’anniversario del suo primo anno di vita e di successo, che ha man mano raccolto il coinvolgimento, la partecipazione e l’impegno costante per ora già di oltre 50 giovani e giovanissimi, ragazze e bambine comprese: tutte e tutti sottratti ai molti pericoli del loro difficile quartiere di estrema periferia. Ma a credere che ce l’avrebbe fatta erano pochi quando don Luigi Scarlino esattamente un anno fa all’oratorio S. Angelo ha presentato la sua iniziativa parrocchiale per sottrarre con lo sport del pugilato giovani e giovanissimi alle criticità e annessi pericoli del quartiere Rozzano: 42 mila anime nell’estrema periferia sud, abbandonata a se stessa,  della città metropolitana milanese.

Periferia che abbraccia il quartiere Aler, tra i maggiori agglomerati popolari in Europa e il più grande d’Italia. E periferia dove si sommano gli immigrati dal nostro sud degli anni ’50-’60 e quelli che da qualche tempo arrivano dal sud del mondo. Situazione già di per sé difficile, che con il blocco dovuto al Covid sono sfociate spesso nella rabbia delle nuove generazioni. Tant’è che Rozzano da qualche tempo è soprannominata Rozzangeles, non certo benevolmente.

Arrivato da un paesino della Puglia vicino Gallipoli, don Luigi, 41 anni, ha la sensibilità giusta per capire meglio di altri la condizione dell’immigrato. “Ho iniziato il seminario minore in Puglia e ho studiato teologia a Molfetta, quasi 60 mila abitanti nel Barese”, si presenta don Luigi, che prosegue:

“In seguito ho insegnato religione a Monza. Dopo un corso di Scienza e Teologia nel 2018 ho chiesto di essere ordinato sacerdote e incardinato nella diocesi di Milano. Nel giro di due anni sono diventato un sacerdote ambrosiano e mi hanno assegnato all’oratorio S. Angelo di Rozzano. Un quartiere periferico di case popolari, con al suo interno fragilità e criticità, molti giovani dediti alla spaccio e al consumo di droghe e anche con conti in sospeso con la giustizia. Ma anche un quartiere dotato di tante bellezze. Che meritano di essere scoperte e valorizzate”.

Il pugilato come sport per allontanare i giovani dalle criticità di Rozzano, l’anniversario dell’iniziativa di don Luigi Scarlino – Blitz Quotidiano

E cosa ha trovato quando è arrivato?

“Quando sono arrivato, nel 2020, mi sono occupato di ragazzi con disturbi cognitivi. In seguito  mi sono stati affidati ventenni in attesa di giudizio: c’era chi spacciava, chi rubava, chi fomentava risse. Scontavano in oratorio il loro percorso alternativo. Con l’aiuto di psicologi e grazie al Movimento dei Colpitori abbiamo proposto il pugilato. Non la lotta brutale, ma le regole, l’arbitro che osserva, il rispetto dell’altro, i colpi da evitare per non far male”

Il Movimento dei Colpitori è nato a Milano il 2 febbraio 2023 da Federica Guglielmini e Dome Bulfaro come movimento culturale, laico e apartitico ispirato alla boxe. Utilizza metafore pugilistiche per combattere il degrado sociale, proponendo uno stile di vita basato su rispetto, disciplina e resistenza, come spiega il suo Manifesto.

“Molti ragazzi – racconta don Luigi – hanno messo la testa a posto, trovato un lavoro stabile, formato una famiglia. Uno di loro ha fatto del kickboxing la sua professione. Arrivò qui a 19 anni, oggi ne ha 25, è diventato un mini campione e allena a sua volta”.

Come mai ha pensato di valorizzare le ricchezze di Rozzano anche con la boxe? Lei da giovane ha praticato il pugilato?

“Una breve esperienza da ragazzo, poi negli anni ’90 l’ho praticato da spettatore. Contrariamente a ciò che si pensa il pugilato NON è violenza. Ciò che mi ha colpito sono i valori che riesce a trasmettere. Chi sale sul ring crede e confida in Dio, vedi il caso non solo del famoso Mohamed Alì,  scomparso 10 anni fa, anche perché non sa se ne scenderà da vincitore o da sconfitto, e vincitore o sconfitto come. C’è chi prima di iniziare l’incontro si fa il segno della croce.

Non conosco nessuna scuola di calcio, pallacanestro o palla a volo che lega l’attività fisica a momenti di riflessione. E negli oratori la bellezza dello sport è stata persa. Abbiamo suscitato l’interesse di varie parrocchie non solo in Lombardia. Vedremo se, come spero, ci saranno risultati concreti. Sono orgoglioso del fatto che siamo la prima realtà oratoriale che si fa carico di una palestra di pugilato e annessa gestione delle sue attività”.

Come si svolge tale attività?

“In sintesi, si tratta di un corso di pugilato totalmente gratuito., rivolto a due fasce d’età. Una comprende gli studenti di elementari e medie, l’altra gli studenti delle scuola superiori. Terminata la lezione e l’allenamento, tutti frequentano mezz’ora di quella che possiamo chiamare catechesi sportiva”.

Di che di tratta?

“Un laboratorio utile a trasmettere i valori di questa disciplina, a partire dal rispetto per l’avversario. Non credo che a Monza la mia iniziativa avrebbe attecchito coì tanto. La boxe è uno sport che nasce in seno al popolo e com  forma di riscatto sociale. La periferia milanese si è rivelata l’ambiente ottimo per fare avvicinare giovani e giovanissimi a questo sport”.

Il pugilato come sport per allontanare i giovani dalle criticità di Rozzano, l’anniversario dell’iniziativa di don Luigi Scarlino – Blitz Quotidiano

Perché?

“Perché colpire il sacco appeso al soffitto, per ora ne abbiamo tre, è un gesto liberatorio, utile a schiacciare i luoghi comuni che condannano questa fetta di hinterland milanese a essere Rozzangeles, due anni fa sotto i riflettori della cronaca nera perché un 19enne ha ucciso con una coltellata Manuel Mastrapasqua, 31 anni,  per un paio di cuffie wireless del valore di circa 15 euro. Il responsabileè stato condannato a 27 anni dalla Corte di Assise di Milano nel luglio scorso”.

Aiuti concreti?

“La Federazione pugilistica italiana si è presa l’impegno di farci avere come maestri e allenatori l’ex campione Vincenzo Gigliotti e l’attuale campione italiano dei pesi massimi Jonathan Kogasso, arrivato in Italia a 8 anni da Kinshasa,   più tutto il materiale necessario nei primi quattro mesi di attività. La sezione lombarda del Centro Sportivo Italiano (CSI) cercherà di allargare il numero degli oratori che seguiranno la nostra scelta. L’idea è creare un insieme di parrocchie interessate a educare e appassionare al pugilato. Il CSI è un ente di promozione sportiva e una associazione di promozione sociale, ispirata ai valori cristiani. Coordina le attività dei comitati territoriali lombardi, promuovendo lo sport educativo, il volontariato e l’attività sportiva negli oratori e parrocchie per tutte le fasce d’età. Lo scopo è comune per tutti: mettere KO l’emarginazione. Ci sarà spazio anche per il dialogo inter religioso, con giovani non solo musulmani”.

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Aiuti dal mondo della politica e delle istituzioni?

“Ci dà ascolto Federica Picchi, sottosegretario regionale della Lombardia allo Sport e ai Giovani. E si spende molto per noi Rosa di Vaia, insegnante di matematica, già assessore alla Cultura del Municipio 5 e dall’anno scorso presidente del Consiglio comunale di Rozzano. Napoletana trapiantata a Milano da molti anni, conosce molto bene i problemi delle periferie ed è infaticabile, piena di iniziative”.

La riscossa di Rozzangeles non è solo quella guidata da don Luigi con la boxe. E’ l’unica città del nord Italia che riceverà dal decreto Caivano bis un finanziamento di quasi 27 milioni di euro per la riqualificazione urbana, compreso il quartiere Aler. Per quanto possa apparire sorprendente, Rozzano ha anche avanzato la propria candidatura a Capitale Italiana della Cultura del 2028. Non bisogna dimenticare che Rozzano ha due telescopi con cupola a petali che è la più grande d’Europa e che il suo gruppo di astrofili collabora anche con la NASA.

Il pugilato come sport per allontanare i giovani dalle criticità di Rozzano, l’anniversario dell’iniziativa di don Luigi Scarlino . Blitz Quotidiano

E così per festeggiare il primo anno di vita e di successo don Luigi Scarlino, la Pastorale Giovanile Discepoli di Emmaus, Rosa di Vaia e altri volontari hanno dato vita a partire dal 27 gennaio al nutrito programma di serate della Settimana dell’Educazione e della Cultura, con le iniziative “al di là della siepe …mi racconto”, “dove la cultura diventa comunità”, “L’Arte della Memoria”, “un gancio da Dio 2”, “in piedi, costruttori di Giustizia”. La settimana si conclude con la giornata clou del 31 che, intitolata Raccontare Rozzano, a partire dalle 9,30 fino al tardo pomeriggio ospiterà una serie di dibattiti sui seguenti temi:

– Pensare in grande;

– Al di là della fragilità;

– Educarsi alla città;

– Tutti inclusi;

– Prendersi cura

– Sport a arte per educare;

– Educarsi alla comunità.

Insomma, Rozzano s’è messa in marcia per andare oltre una volta per tutte: oltre la siepe di Rozzangeles.

Published by
Pino Nicotri