Incassa oltre mezzo milione di euro del Lotto senza versarli, gestore ricevitoria condannato (foto ANSA) - Blitz quotidiano
La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna per peculato nei confronti del gestore di una ricevitoria del Lotto in provincia di Milano. L’uomo non avrebbe versato oltre 505mila euro incassati come proventi delle giocate. La decisione della Suprema Corte rafforza un principio importante: le somme raccolte attraverso il gioco del Lotto sono considerate denaro pubblico fin dal momento in cui vengono incassate. La condanna era già stata pronunciata in Appello ed è ora diventata definitiva, chiudendo il percorso giudiziario.
Secondo l’orientamento ribadito dalla Cassazione, il concessionario e i soggetti che operano per suo conto svolgono una funzione che rientra nell’ambito del servizio pubblico. Il gestore della ricevitoria è qualificato come “agente contabile” e incaricato di pubblico servizio, poiché partecipa a una funzione delegata legata alla gestione del gioco pubblico.
I giudici hanno chiarito che “funzione cui partecipano il gestore e l’esercente, essendo loro delegata parte delle attività proprie del concessionario”, confermando la natura pubblica delle somme riscosse.
La difesa aveva sostenuto che l’attività del gestore fosse di natura privatistica e che gli incassi non potessero essere considerati pubblici fin dall’origine. Questa tesi è stata respinta. La Cassazione ha ribadito che “Le somme sono denaro pubblico fin dall’incasso”. I giudici hanno anche ritenuto non pertinente il paragone con il caso dell’albergatore che non versa l’imposta di soggiorno. Inoltre sono state negate le attenuanti generiche, poiché non sono stati indicati concreti elementi positivi a favore dell’imputato.