La decisione della Consulta: guidare dopo aver assunto droga è punibile solo se si crea pericolo (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
La guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti è punibile solamente se si crea pericolo concreto per la sicurezza della circolazione. La stretta sulla guida sotto l’effetto di droga introdotta nel 2024 dall’articolo 187 del Codice della Strada non è illegittima, purché venga interpretata. La precisazione arriva dalla Consulta, che ritenuto necessario munire la norma di adeguata interpretazione per evitare che l’assunzione di stupefacenti sia sempre punita, a prescindere dalla sua effettiva pericolosità per l’incolumità altrui. Secondo i tre giudici di merito che hanno sollevato la questione alla Consulta, la nuova formulazione dell’articolo 187 avrebbe consentito di punire chiunque si mettesse alla guida dopo aver assunto droghe in un momento precedente e molto lontano nel tempo. Una visione che avrebbe dunque prodotto risultati irragionevoli e sproporzionati, incriminando anche condotte del tutto inoffensive.
La Corte Costituzionale ha voluto sottolineare la necessità di una “interpretazione restrittiva della nuova norma in conformità ai principi costituzionali di proporzionalità e offensività, oltre che alla stessa finalità perseguita dal legislatore”. Sarà dunque necessario, precisa la Consulta, accertare la presenza nei liquidi corporei del conducente di quantitativi di droga “che, per qualità e quantità, risultino generalmente idonee, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, a determinare in un assuntore medio un’alterazione delle condizioni psico-fisiche, e conseguentemente delle normali capacità di controllo del veicolo”.
La Consulta ricorda che proprio su questo tema si era cercato di intervenire con la circolare congiunta tra il Ministero dell’Interno e il Ministero della Salute dell’11 aprile 2025 che “interpreta restrittivamente la locuzione ‘dopo aver assunto’, ritenendo che essa debba leggersi come indicativa di uno ‘stretto collegamento’ tra l’assunzione della sostanza e la guida del veicolo”. La circolare, conclude la Consulta, ricava, dal raccordo tra il dato testuale e la ratio della disciplina, “una delimitazione del raggio applicativo” della norma contestata. Si tratta di una “sentenza corretta sotto il profilo tecnico”, commenta il Codacons, ma “rischia di avere effetti negativi sulla sicurezza stradale”.