La storia del bambino nato con una malattia che "ruba" sangue al cervello (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Un “nodo” di tre centimetri di vasi sanguigni anomali, che aumentava fortemente il rischio di emorragia intercranica e di “furto” di sangue al tessuto cerebrale con ripercussioni sullo sviluppo neurologico. La patologia in questione si chiama Mav (malformazione arterio-venosa) ed è stata riscontrata in un neonato, venuto al mondo insieme al suo gemello. Gabriel e Corinne, questi i nomi dei piccoli, sono nati prematuri (28 settimane) e hanno passato un lungo periodo nella Terapia intensiva neonatale nella clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano. Quella di Gabriel è una malattia rarissima e per lui è stato necessario un doppio intervento, che però si è rivelato risolutivo.
Tutto è iniziato nel momento della dimissione dei neonati, quando tramite la risonanza magnetica all’encefalo, preceduta da un’ecografia, i medici hanno scoperto l’anomalia cerebrale. La situazione del piccolo è precipitata rapidamente e per questo è stato subito operato. Il team di medici ha eseguito la chiusura dei rami vascolarizzati attraverso un’embolizzazione endovascolare, messa a punto eseguita dal dottor Giorgio Conte, responsabile della Neuroradiologia interventistica, coadiuvato dalla neuroradiologa Giulia Platania e dal supporto di Carlo Gandolfo dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, specialista di riferimento in ambito di Interventistica pediatrica. Dopo che è stata eseguita la devascolarizzazione della Mav, il responsabile della Neurochirurgia pediatrica Mauro Pluderi e il direttore della Neurochirurgia dell’ospedale Marco Locatelli hanno eseguito l’asportazione della malformazione vascolare mediante craniotomia. Due interventi salvifici per Gabriel, che ora sta bene ed è tornato a casa.