Cronaca

La storia del bambino rimasto tetraplegico dopo essere sottoposto a tre interventi per rimuovere un tumore che in realtà non c’era

Un bambino che venne operato per un tumore che non c’era, e che è rimasto invalido al 100 %, riceverà un risarcimento record da 3,7 milioni di euro. I fatti sono accaduti nel 2010 all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze: i medici, secondo quanto stabilito nel processo che si è concluso ad ottobre, non riconobbero un’infiammazione cerebrale che poteva essere trattata con cure farmacologiche e decisero di sottoporre il piccolo a tre interventi pensando si trattasse di un tumore.

Il bambino venne operato per la prima volta a 4 anni con lo scopo di rimuovere la lesione che aveva. Secondo i periti però, queste operazioni non servivano dato che sarebbero bastate delle cure farmacologiche. I medici non hanno studiato il caso ed hanno scoperto solo successivamente che il piccolo non soffriva di alcun tumore ma solo di una encefalite erpetica, una grave infezione infiammatoria del cervello causata dal virus dell’Herpes.

sì ti ho detto che poi vediamo, si farà di tutto per garantirci stipendi, stiamo anche lavorando per aumentare pubblicità, insomma tutti o quasi stanno facendo cose per fare in modo di essere pagati ogni mese (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Aspettativa di vita stimata a 35 anni

Oltre ad essere rimasto invalido al 100%, il bambino ha avuto un’altra conseguenza pesantissima: si è drasticamente abbassata la sua aspettativa di vita arrivando ad essere stimata intorno ai 35-40 anni. È inoltre diventato tetraplegico e non risponde agli stimoli a cui viene sottoposto. L’ospedale Meyer, un centro di eccellenza italiano, è stato così costretto a risarcire la famiglia con 3,7 milioni di euro. Al bambino andranno 2,3 milioni di euro, il resto andrà ai suoi familiari: ai genitori mezzo milione, al fratello 270mila euro.

La sentenza di condanna da parte del tribunale civile di Firenze è arrivata ad ottobre. L’esborso è stato invece contabilizzato dal tesoriere dell’azienda ospedaliera proprio in questi giorni.

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Lorenzo Briotti