(Foto Ansa)
Un soldato israeliano dell’Idf ha colpito con una mazza la statua di Gesù crocifisso nel villaggio maronita di Debl, nel sud del Libano, vicino al confine con Israele. L’esercito israeliano ha aperto un’indagine e annunciato provvedimenti disciplinari verso il soldato che è stato poi identificato.
L’Idf ha definito la condotta “totalmente incoerente con i valori che ci si aspetta dalle sue truppe” e ha riferito che “saranno presi provvedimenti adeguati contro i responsabili”, precisando che l’episodio è al vaglio del Comando Nord e che si sta lavorando per riportare la statua al suo posto.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha parlato di atto “grave e vergognoso” e ha affermato: “Israele è un Paese che rispetta le diverse religioni e i loro simboli sacri”.
Il premier Benjamin Netanyahu ha condannato il gesto definendosi “scioccato e addolorato” e assicurando “misure disciplinari adeguatamente severe”.
Anche Antonio Tajani ha definito l’episodio “inaccettabile”, mentre l’Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa ha parlato di “grave affronto alla fede cristiana”.