Omicidio Federica Torzullo: colpita da 23 coltellate, ha provato a difendersi (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Un quadro di inaudita violenza emerge dall’autopsia eseguita sul corpo di Federica Torzullo, la donna uccisa ad Anguillara Sabazia e sepolta in un canneto alle spalle dell’azienda del marito. Ventitré coltellate, di cui diciannove inferte tra collo e volto, raccontano un’aggressione brutale. Il colpo mortale avrebbe raggiunto una zona vitale del lato sinistro del collo, ma l’uomo si sarebbe accanito anche sull’addome e sul ventre. Sul corpo sono state riscontrate ferite alle mani, almeno quattro, segno di un disperato tentativo di difesa da parte della vittima.
L’esame autoptico, svolto all’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza, ha confermato l’impianto accusatorio dei pm di Civitavecchia, che ora contestano a Carlomagno anche il reato di femminicidio, oltre all’occultamento di cadavere. Gli investigatori parlano di un delitto di “particolare ferocia”, compatibile con l’uso di una lama bitagliente. Le numerose tracce di sangue rinvenute sugli abiti da lavoro dell’uomo, in un armadio e all’interno della sua auto, rafforzano ulteriormente il quadro indiziario.
Ulteriori elementi emersi dall’autopsia confermano il tentativo dell’indagato di cancellare le tracce del delitto. I medici legali hanno riscontrato segni di ustioni sul volto, sulle braccia e sulla parte superiore del torace, compatibili con un tentativo di dare fuoco al corpo. Ancora più raccapricciante il dettaglio relativo alla gamba sinistra della donna, risultata completamente amputata. Secondo quanto riportato dai pm nel decreto di fermo, si tratterebbe di un gesto compiuto nel tentativo di ostacolare il riconoscimento del cadavere.
Sul torace di Federica sarebbero presenti anche segni di schiacciamento, attribuiti all’uso di una scavatrice impiegata per seppellire il corpo nel deposito aziendale. Durante l’autopsia sono stati effettuati anche prelievi per gli esami tossicologici, che potrebbero fornire ulteriori elementi utili alla ricostruzione delle ultime ore di vita della donna.
Gli inquirenti collocano il delitto all’8 gennaio, ultimo giorno in cui Federica Torzullo è stata vista viva, ripresa da una telecamera mentre rientrava a casa. Secondo l’accusa, l’aggressione sarebbe avvenuta all’interno dell’abitazione, prima del trasporto del corpo nel deposito dove è stato occultato. Oggi, 21 gennaio, il marito della donna comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida del fermo. Finora l’uomo ha scelto di non rispondere alle domande, rimanendo in silenzio anche durante l’interrogatorio in carcere.
Sul movente, la Procura segue la pista di una crisi coniugale profonda. I coniugi, pur vivendo sotto lo stesso tetto insieme al figlio di dieci anni, erano di fatto separati. Federica avrebbe intrapreso una nuova relazione, circostanza che il marito non sarebbe stato in grado di accettare. I pm ipotizzano inoltre che l’uomo abbia utilizzato il cellulare della moglie dopo l’omicidio per depistare le indagini: alcuni messaggi inviati alla madre della donna, dal tono insolitamente laconico, risalirebbero a un orario in cui la vittima era già morta. L’obiettivo degli investigatori resta ora quello di ottenere una confessione completa e individuare l’arma utilizzata per il femminicidio.