Cronaca

Omicidio a Foggia: l’audio choc con le ultime parole di Annibale Carta prima degli spari

Emergono nuovi e inquietanti dettagli sull’omicidio di Annibale Carta, conosciuto come Dino, il 42enne ucciso nella serata di lunedì 13 aprile a Foggia. Il caso, ancora al centro delle indagini, si arricchisce di un elemento cruciale: un audio inedito catturato da una telecamera di sorveglianza situata in un condominio a circa trenta metri dal luogo dell’agguato, in via Caracciolo.

Durante la trasmissione “Ore 14” su Rai 2, è stata diffusa in esclusiva la registrazione che, secondo gli inquirenti, avrebbe immortalato i momenti immediatamente precedenti all’omicidio. Dall’ascolto si percepisce chiaramente un acceso diverbio tra la vittima e il suo aggressore, seguito dagli spari che hanno poi causato la morte dell’uomo.

Nel file audio emergono anche alcune frasi pronunciate prima dell’esecuzione, che potrebbero risultare decisive per comprendere la dinamica dei fatti. Tra queste, la vittima avrebbe detto: “No, non ti vengo a disturbare mai più, te lo giuro”.

Le frasi dell’audio e il possibile movente dell’omicidio di Annibale Carta

La registrazione restituisce un clima di forte tensione crescente tra i due soggetti coinvolti. Dopo il confronto verbale iniziale, si sente una frase minacciosa attribuita all’aggressore: “Capisci, se cambi idea ti ammazzo?”. Subito dopo, la vittima reagisce con incredulità e paura, chiedendo: “Ma che fai? Mi spari?”.

Pochi istanti dopo si sentono chiaramente quattro colpi di pistola, che segnano la fine della conversazione e la morte di Annibale Carta. Gli investigatori stanno analizzando ogni dettaglio dell’audio per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e individuare il movente.

Tra le ipotesi al vaglio, si considera una possibile lite legata a questioni apparentemente banali, come il cane che la vittima stava portando a passeggio al momento dell’aggressione. Tuttavia, non si esclude che possano esserci anche contrasti precedenti mai chiariti o vecchie ruggini tra i due. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto di una vicenda ancora piena di zone d’ombra.

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Filippo Limoncelli