Cronaca

Omicidio con ricina a Pietracatella: madre e figlia uccise, indagini tra famiglia e amici sospetti

Sara Di Vita, 15 anni, e sua madre Antonella Di Ielsi, 50, non sono morte per una banale intossicazione alimentare, come inizialmente ipotizzato dopo il Natale 2025. Gli esami tossicologici eseguiti al Centro antiveleni Maugeri di Pavia e in un laboratorio svizzero hanno rivelato la presenza di ricina, una delle sostanze più tossiche al mondo, nel sangue di entrambe le vittime e in un capello di Antonella. La scoperta ha trasformato il caso in un duplice omicidio premeditato, al momento contro ignoti, con la Procura di Larino che ha aperto un fascicolo mirato.

Indagini e ricostruzione del pasto fatale

Gli investigatori stanno cercando di capire chi abbia somministrato la sostanza e come. L’abitazione di famiglia a Pietracatella è considerata il luogo più probabile dell’avvelenamento.

Fondamentale è ricostruire i pasti consumati nei giorni precedenti: il 23 dicembre a pranzo la famiglia ha mangiato pasta al pomodoro, ma la cena della stessa sera sembra essere il momento critico. La figlia maggiore, Alice, 19 anni, era assente a cena e non ha manifestato alcun sintomo, facendo ipotizzare che il pasto letale sia stato consumato quella sera.

Controlli sulla famiglia e contatti esterni

Gli inquirenti stanno esaminando attentamente le dinamiche familiari e i rapporti con amici e conoscenti. Nessuna pista viene esclusa: tensioni pregresse, dissapori o contatti esterni potrebbero aver influito sulla pianificazione dell’avvelenamento.

Gli accertamenti si estendono anche oltre i confini nazionali per confrontare casi simili di avvelenamento con ricina, considerando la sua alta tossicità e la difficoltà di reperimento, talvolta possibile anche sul dark web.

Filone sanitario e reazioni della comunità

Parallelamente, la Procura di Campobasso ha aperto un secondo filone sulle presunte responsabilità mediche, con cinque medici indagati per omicidio colposo e lesioni personali colpose, a causa della gestione dei primi accessi in ospedale tra il 24 e il 26 dicembre.

Tuttavia, questo filone potrebbe essere archiviato alla luce della conferma dell’avvelenamento intenzionale. La tragedia ha sconvolto Pietracatella, piccolo Comune molisano di circa mille abitanti, dove il sindaco Antonio Tomassone ha parlato di smarrimento della comunità.

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Filippo Limoncelli