Per l'omicidio di Zoe in paese volevano linciare Naudy Carbone, capro espiatorio ideale. La passeranno liscia? (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Per il tentato linciaggio notturno ai danni di Naudy Carbone, avvenuto dopo il femminicidio di Zoe Trinchero a Nizza Monferrato (Asti), gli inquirenti stanno valutando l’opportunità di procedere.
Potrebbe arrivare una denuncia per le circa trenta persone che nella notte, quella tra venerdì e ieri, si erano radunate sotto l’abitazione di un uomo del posto.
Alex Manna, infine reo confesso del femminicidio, con gli amici prima e con gli investigatori poi aveva provato a depistare le indagini, sostenendo che un trentenne ben noto nella cittadina, di origine africana, aveva aggredito lui e Zoe e lui era scappato.
“Ho detto in giro che poteva essere stato lui – avrebbe sostenuto davanti ai carabinieri e al pm – perché si sa che è un po’ strano. Mi spiace, ho fatto male”. La vittima del depistaggio è un musicista che insegna e suona anche in un gruppo, con lavori in festival e in televisione.
Si chiama appunto Naudy Carbone, ha 30 anni e sabato mattina ha rischiato il linciaggio da parte di una trentina di amici della ragazza che si sono presentati sotto casa sua e che ora potrebbero rischiare una denuncia. Si sono calmati quando i carabinieri l’hanno portato via, in realtà per proteggerlo.
Negli ultimi tempi aveva manifestato segnali di disagio: “Forse sopra le righe, ma aggressivo mai” sostiene chi lo conosce. Carbone ha ripostato sui social una foto della ragazza, su cui sono state disegnate un’aureola e delle ali da angelo. “Ringrazio le forze dell’ordine – dice oggi il fratello Ruben -. Qualcuno dovrà chiedergli scusa”.